Ultimo aggiornamento: 12 novembre 2025
Conservazione
Fatture elettroniche, contratti firmati digitalmente, comunicazioni PEC, registri IVA, libri contabili. Ogni giorno, la tua azienda produce una mole enorme di documenti digitali che hanno valore legale e fiscale. La maggior parte delle organizzazioni si limita ad "archiviarli" su un server, un hard disk o un cloud storage generico.
Ma archiviare NON significa conservare.
Se un'ispezione fiscale o una disputa legale richiedesse di esibire un documento di 7 anni fa, saresti in grado di dimostrare che quel file non è stato mai modificato, che è autentico e perfettamente leggibile?
Qui entra in gioco la Conservazione Digitale a Norma di Legge: non un semplice backup, ma un processo tecnico e legale complesso, definito da regole precise, che "congela" il valore legale dei tuoi documenti nel tempo.
Molti la vedono come un obbligo, un costo da subire. La realtà è che, se implementata correttamente, la conservazione digitale è una straordinaria fonte di efficienza. Elimina la carta, rende i documenti reperibili in pochi secondi e protegge la tua azienda da sanzioni e contenziosi.
Questo articolo è il tuo punto di riferimento per comprendere ogni aspetto della conservazione digitale a norma di legge in Italia.
Se hai poco tempo, ecco i 5 punti chiave da memorizzare:
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Attiva adesso DocuCloud Tariffa a consumo reale Pay per MB • Conservazione garantita 10 anni • Nessun abbonamento annualeLa "conservazione digitale a norma di legge" (spesso chiamata anche "conservazione sostitutiva" o "preservazione digitale") è un processo giuridico-informatico regolamentato dalla legge italiana (in primis il CAD - Codice dell'Amministrazione Digitale e le Linee Guida AgID).
Il suo scopo non è salvare un file, ma garantire nel tempo il suo pieno valore legale. Per farlo, il processo deve assicurare cinque caratteristiche fondamentali:
Questo processo si attua attraverso l'uso di firme digitali, marche temporali qualificate e la creazione di "Pacchetti di Archiviazione" (PdA), che sigillano i documenti e i loro metadati in un formato non modificabile.
Questa è la domanda più importante e la principale fonte di confusione. Confondere i due termini è un errore grave che può costare caro.
Pensa a questo:
Tecnicamente:
| Caratteristica | Archiviazione (Storage) | Conservazione (a Norma) |
|---|---|---|
| Scopo | Salvare e organizzare i file | Garantire il valore legale nel tempo |
| Valore Legale | Nessuno. Un file archiviato non ha data certa. | Pieno. Fa prova legale in giudizio. |
| Integrità | Non garantita. I file possono essere modificati. | Garantita da firme digitali e marche temporali. |
| Normativa | Nessuna specifica. | Regolamentata da CAD e Linee Guida AgID. |
| Esempio | Google Drive, Dropbox, Server Aziendale | Servizio di Conservazione Accreditato AgID |
Archiviare le tue fatture su un server non ti mette al riparo da contestazioni. Conservarle a norma, sì.
In breve: quasi tutti.
L'obbligo di conservare digitalmente i documenti informatici ricade su una vasta platea di soggetti, sia pubblici che privati. I principali sono:
L'obbligo scatta per tutti i documenti che nascono digitalmente (come le fatture elettroniche) e per quelli che vengono "dematerializzati" (cioè scansionati dalla carta) secondo un processo certificato.
È importante sottolineare che la conservazione digitale a norma non è un obbligo di legge per i privati cittadini, ma rimane un'opzione altamente consigliata. Per scoprire i vantaggi e i casi d'uso, consulta il nostro articolo su La Conservazione Digitale per i privati cittadini.
La regola generale è dettata dall'articolo 2220 del Codice Civile.
Per le scritture contabili e le fatture, il periodo di conservazione obbligatorio è di 10 anni a partire dalla data dell'ultima registrazione.
Tuttavia, bisogna prestare attenzione:
La strategia vincente è mappare i propri documenti, capire la natura (fiscale, civile, privacy) e applicare il termine di conservazione più lungo tra quelli previsti.
Il Manuale della Conservazione è il documento cardine dell'intero processo. È la "Bibbia" che descrive in modo dettagliato chi fa cosa, come lo fa e con quali strumenti.
Non è un documento opzionale; è obbligatorio per legge. Deve essere redatto, firmato dal Responsabile della Conservazione e aggiornato regolarmente.
Al suo interno devono essere descritti:
Un Manuale della Conservazione scritto male o, peggio, assente, invalida l'intero processo di conservazione in caso di verifica.
Il Responsabile della Conservazione (RdC) è la figura apicale, il "garante" dell'intero sistema. È una persona (fisica) designata formalmente dal titolare dell'azienda o dell'ente.
Le sue responsabilità sono enormi: egli è responsabile civilmente e penalmente del corretto funzionamento del processo.
I suoi compiti principali includono:
Il ruolo può essere ricoperto da una figura interna all'azienda (es. il CEO, il CFO, l'IT Manager) dotata di adeguate competenze. In alternativa, e questa è la scelta più comune e sicura per le PMI, il ruolo può essere delegato all'esterno a un fornitore di servizi qualificato, un Conservatore Accreditato AgID.
Abbiamo visto cos'è la conservazione digitale, perché è diversa dall'archiviazione e chi è obbligato a farla.
Non vederla come un'imposizione. Vedila come una polizza assicurativa sul valore legale dei tuoi affari. È l'investimento che trasforma i tuoi archivi digitali da un caotico "magazzino" di file a un "caveau" ordinato, sicuro e inattaccabile.
Questa guida è il tuo punto di partenza.
Il passo successivo è passare alla pratica con un servizio come DocuCloud di LetteraSenzaBusta, la conservazione a norma Pay per MB, senza canoni annuali e garantita per 10 anni.
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Conservazione Digitale PEC: scopri come funziona con DocuCloud Assolutamente sì. L'obbligo di conservazione per 10 anni vale sia per il ciclo attivo (fatture emesse) che per quello passivo (fatture ricevute).
No. Questi sono servizi di archiviazione (storage). Non garantiscono l'integrità, l'autenticità e la data certa come richiesto dalla legge e non producono i Pacchetti di Archiviazione a norma AgID.
Le conseguenze sono due:
Sono gli strumenti tecnici fondamentali. La Firma Digitale garantisce l'autenticità (chi ha creato il file), mentre la Marca Temporale garantisce l'integrità e la "data certa" (che il file esiste da quel momento e non è stato più modificato).
È un fornitore di servizi che ha ricevuto una certificazione da AgID. Questa certificazione attesta che il fornitore possiede i massimi requisiti di legge, sicurezza e affidabilità per gestire la conservazione digitale per conto terzi (outsourcing).
Sì, se le PEC hanno valore di contratto, ordine commerciale o comunicazione legale (es. una disdetta). Non si conserva la "busta" della PEC, ma il suo contenuto e le ricevute di invio e consegna, che ne attestano il valore legale.
Sì, questo è il cuore della "dematerializzazione". Se il processo di scansione e conservazione digitale rispetta tutti i requisiti di legge (attestazione di conformità), l'originale cartaceo può essere legalmente distrutto, liberando spazio fisico.
I primi tre passi sono: 1. Mappare tutti i documenti aziendali che hanno rilevanza legale/fiscale. 2. Nominare formalmente un Responsabile della Conservazione. 3. Redigere il Manuale della Conservazione (o affidarsi a un provider che lo faccia per te).
Sì, anzi, è uno strumento a supporto del GDPR. Un sistema di conservazione a norma garantisce la protezione del dato, la sua reperibilità e gestisce la sua "data di scadenza" (lo scarto a 10 anni), in linea con i principi di privacy by design.
Molto meno di quanto costa una sanzione. Il costo dipende dal volume di documenti da conservare (solitamente si paga a GB o a numero di documenti). Per una PMI o un professionista, i costi sono oggi molto accessibili e infinitamente inferiori ai rischi che si corrono non facendola.