Multa via SMS: il messaggio non è mai la notifica
Le false multe del CERT-AgID, come si notifica un verbale, come riconoscere un avviso falso, quando un SMS ha valore legale e come ricevere le multe in PEC
Le multe possono arrivare via SMS?
No: un SMS non è mai la notifica di una multa. Il verbale si contesta sul posto o arriva tramite agenti, messi, posta, PEC o SEND, dove SMS ed email sono solo avvisi di cortesia. I verbali si possono ricevere in PEC con una casella SuperPEC, mentre un SMS con valore legale si invia con la raccomandata digitale NotificaTo.
Un SMS che chiede di pagare una multa tramite un link non ha valore di notifica: il Codice della strada prevede la contestazione sul posto o la notifica del verbale tramite agenti, messi o posta, a cui si aggiungono la PEC e la piattaforma SEND.
La distinzione conta perché le false multe sono tra le esche più usate: nella settimana dal 3 al 9 ottobre 2026 il CERT-AgID ha contato 23 campagne a tema multe, con grafiche e loghi di SEND e pagoPA.
Domicilio digitale, ricevute e valore legale della posta certificata sono spiegati nella guida alla PEC e al domicilio digitale.
Takeaways - Punti chiave dell'articolo
- Allarme CERT-AgID: Dal 3 al 9 ottobre 2026 il CERT-AgID ha rilevato 23 campagne di phishing a tema multe, via email o SMS, con grafiche e loghi di SEND e pagoPA.
- Nessuna notifica via SMS: Il verbale si contesta sul posto o si notifica tramite agenti, messi comunali o posta (artt. 200 e 201 del Codice della strada), oppure via PEC o SEND.
- Verbale in PEC: Chi ha un domicilio digitale può ricevere il verbale via PEC, con relazione di notificazione firmata digitalmente e copia del verbale (decreto del Ministero dell'Interno del 18 dicembre 2017).
- SMS con valore legale: Un SMS ordinario è una riproduzione informatica contestabile (art. 2712 c.c.); un servizio elettronico di recapito certificato fornisce le prove di invio e ricezione (Regolamento eIDAS).
- Dopo un clic: Chi ha inserito i dati della carta su una pagina di falsa multa deve contattare subito la banca per valutarne il blocco e poi presentare denuncia.
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Il CERT-AgID ha rilevato, nella settimana dal 3 al 9 ottobre 2026, 23 campagne di phishing a tema multe: email e SMS che simulano solleciti di sanzioni non pagate, con grafiche e loghi di SEND e pagoPA.
Nella stessa settimana le campagne malevole censite sono state 178, di cui 143 con obiettivi italiani. Tra i 42 marchi sfruttati, quelli più usati per volume sono Agenzia delle Entrate, SEND e pagoPA, come riporta la sintesi settimanale del CERT-AgID del 9 ottobre.
Lo schema non è nuovo: a giugno 2026 il CSIRT Italia dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale aveva descritto SMS inviati da un mittente generico «Comune», con un link verso pagine false.
Le pagine chiedono la targa, mostrano una falsa violazione con importo e spese di notifica e alla fine chiedono i dati della carta.
Come viene notificata una multa?
Una multa viene notificata con canali precisi, e nessuno di questi è un semplice SMS: contestazione sul posto, consegna da parte di agenti o messi, posta, PEC e piattaforma SEND.
Le regole generali sono negli artt. 200 e 201 del Codice della strada; la notifica via PEC è disciplinata dal decreto del Ministero dell'Interno del 18 dicembre 2017.
| Canale | Come arriva il verbale |
|---|---|
| Sul posto | La violazione, quando è possibile, si contesta subito e se ne redige il verbale (art. 200 CdS) |
| Agente o messo | Consegna da parte degli organi di polizia stradale, dei messi comunali o di un funzionario dell'ente (art. 201, c. 3, CdS) |
| Posta | Notifica a mezzo del servizio postale, secondo le norme sulle notificazioni postali (art. 201, c. 3, CdS) |
| PEC | Relazione di notificazione firmata digitalmente e copia del verbale, a chi ha un domicilio digitale o ha comunicato una PEC (DM 18 dicembre 2017) |
| SEND | Atto depositato dall'ente sulla piattaforma: app IO, email o SMS portano solo un avviso di cortesia |
L'ordine con cui SEND sceglie tra PEC, avvisi di cortesia e raccomandata è descritto nell'articolo sui canali di recapito delle notifiche SEND.
Come capire se una multa è vera?
Una multa è vera se l'atto si ritrova su un canale ufficiale raggiunto in autonomia, senza usare i link del messaggio: la piattaforma SEND o l'app IO, la casella PEC, il verbale cartaceo o il comando che ha accertato la violazione.
I controlli utili sono cinque:
- Canale: un SMS o un'email ordinaria con un link per pagare non è una notifica.
- Accesso diretto: su notifichedigitali.it o nell'app IO, entrando con SPID o CIE, si vede se a proprio nome c'è davvero una notifica.
- Dominio: l'indirizzo del sito deve essere identico a quello ufficiale, non solo simile.
- Urgenza: scadenze ravvicinate, importi ridotti per chi paga subito e minacce di maggiorazioni sono segnali tipici di queste campagne.
- Ente: il comando di polizia locale si contatta con i recapiti pubblicati sul sito del Comune, non con quelli indicati nel messaggio.
Il significato degli SMS e delle email inviati da SEND è spiegato nell'articolo sugli atti notificati su SEND e i relativi avvisi.
Cosa fare se si è cliccato sul link di una falsa multa?
Chi ha inserito i dati della carta su una pagina di falsa multa deve contattare subito la banca o l'emittente della carta, per valutarne il blocco e controllare le operazioni.
I passi successivi sono tre:
- Conservare le prove: SMS o email, mittente e indirizzo della pagina servono per la denuncia.
- Denunciare: la denuncia si presenta alla Polizia Postale o a un altro ufficio di polizia.
- Segnalare: le campagne di phishing via email e PEC si possono segnalare al CERT-AgID, all'indirizzo malware@cert-agid.gov.it.
Le false richieste di pagamento viaggiano anche via PEC, da caselle compromesse: i segnali da controllare sono nell'articolo su come riconoscere le PEC sospette.
Si può inviare una raccomandata via SMS?
Sì, una comunicazione con valore legale si può inviare via SMS, ma tramite un servizio elettronico di recapito certificato, che fornisce le prove dell'avvenuto invio e dell'avvenuta ricezione (art. 3, n. 36, del Regolamento eIDAS).
Un SMS ordinario resta una riproduzione informatica: fa piena prova solo se la persona contro cui è prodotto non ne disconosce la conformità ai fatti (art. 2712 c.c.).
Con il recapito certificato la prova è più solida: ai dati inviati e ricevuti con questo servizio non sono negati gli effetti giuridici né l'ammissibilità come prova in giudizio per il solo motivo della forma elettronica (art. 43 del Regolamento eIDAS).
Il recapito certificato non è un canale di notifica delle multe: serve a chi deve scrivere, per esempio un sollecito, una diffida o una disdetta, anche a un destinatario senza PEC.
Funzionamento e differenze con la posta certificata sono spiegati nell'articolo sul recapito certificato SERC e SERCQ.
SuperPEC e NotificaTo: i verbali in PEC, la raccomandata via SMS
La casella SuperPEC si può eleggere come domicilio digitale in INAD: da quel momento la Pubblica Amministrazione può inviare le sue comunicazioni direttamente in PEC.
Un verbale notificato via PEC arriva con la relazione di notificazione firmata digitalmente e si legge nella casella, senza passare da link ricevuti per SMS.
Ricezione e spazio sono gratuiti, senza canone né scadenza. Ogni PEC in arrivo viene segnalata gratis via email e WhatsApp, e la casella va comunque controllata con regolarità, come spiega l'articolo sulla multa via PEC non letta.
Per inviare, invece, c'è NotificaTo, il servizio elettronico di recapito certificato di LetteraSenzaBusta: spedisce comunicazioni con valore legale via SMS, WhatsApp o email, anche a chi non ha una PEC.
Ogni invio genera fino a 8 prove certificate, dall'accettazione del messaggio all'avviso di apertura o lettura, con sigillo elettronico e marca temporale qualificati di Namirial S.p.A. L'invio base costa 9,97 euro IVA inclusa, senza abbonamento.
Entrambi i servizi si usano con la firma digitale cheFIRMA!, gratuita con la CIE di livello 3. Con NotificaTo gli invii non sono anonimi e le prove certificano la consegna al numero o all'indirizzo indicati dal mittente.
Conclusione
Una multa non si notifica mai con un SMS: il verbale arriva sul posto, tramite agenti, messi o posta, via PEC o su SEND, dove SMS ed email sono solo avvisi di cortesia.
Con 23 campagne di false multe in una sola settimana di ottobre 2026, la verifica passa dai canali ufficiali raggiunti in autonomia. Un SMS ottiene una prova certa di invio e ricezione solo se passa da un servizio di recapito certificato.
Per ricevere i verbali in una casella certificata si può attivare una PEC da eleggere come domicilio digitale; per scrivere con prova certa a chi ha solo un cellulare c'è la raccomandata via SMS, WhatsApp o email.
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No, una multa non va pagata dal link di un SMS: le campagne di phishing usano proprio pagine che imitano SEND e pagoPA per sottrarre i dati della carta. Il pagamento parte dal verbale ricevuto o da servizi ufficiali raggiunti in autonomia, come l'app IO o il sito dell'ente che ha accertato la violazione.
Un SMS di falsa multa si segnala alla Polizia Postale, con una denuncia se sono stati inseriti dati o eseguiti pagamenti, conservando il messaggio con mittente e indirizzo del sito. Le campagne di phishing via email e PEC si possono segnalare anche al CERT-AgID, all'indirizzo malware@cert-agid.gov.it.
No, l'email ordinaria non è un canale di notifica dei verbali: la versione elettronica prevista è la PEC, con relazione di notificazione firmata digitalmente e copia del verbale (decreto del Ministero dell'Interno del 18 dicembre 2017). Un'email ordinaria su una multa può essere solo un avviso, come quelli di cortesia di SEND.