Servizio elettronico di recapito certificato: SERC e SERCQ
Come funziona un recapito certificato, cosa distingue PEC e SERCQ, cos'è la REM e da cosa dipende il passaggio, perché arriva anche a chi non ha la PEC
Cos'è il servizio elettronico di recapito certificato (SERC)?
Il servizio elettronico di recapito certificato (SERC) è definito dal Regolamento UE 910/2014, art. 3, n. 36: trasmette dati per via elettronica e fornisce prove dell'invio e della ricezione, proteggendoli da perdita, furto o modifiche. Nella versione qualificata (SERCQ) identifica mittente e destinatario. Un esempio è NotificaTo, recapito certificato su WhatsApp, SMS ed email.
Il recapito certificato è la categoria europea a cui appartiene anche la PEC: un servizio che trasporta un messaggio e lascia prove indipendenti del suo percorso.
La distinzione tra livello semplice e qualificato spiega perché alcune prove godono di presunzioni legali e altre vanno valutate dal giudice.
Il posto del recapito certificato tra i canali con valore legale è descritto nella guida alle comunicazioni opponibili.
Takeaways - Punti chiave dell'articolo
- Definizione europea: Il SERC è definito dall'art. 3, n. 36, del Regolamento UE 910/2014: trasmette dati per via elettronica e prova invio e ricezione.
- Ammesso come prova: Ai dati di un recapito certificato non si negano effetti giuridici e valore di prova per la sola forma elettronica (art. 43 eIDAS).
- Presunzioni del SERCQ: Nella versione qualificata si presumono integrità dei dati, invio e ricezione tra soggetti identificati ed esattezza di data e ora.
- PEC e requisiti UE: Per AgID la PEC soddisfa solo in parte i requisiti del SERCQ: manca la verifica certa dell'identità di chi richiede la casella.
- SERCQ al posto della PEC: Per l'art. 1, comma 1-ter, del CAD, dove la legge consente la PEC è ammesso anche un recapito certificato qualificato.
Serve un recapito certificato senza PEC?
Scegli NotificaTo per l'invio Prove sigillate con sigillo qualificato • Consegna su WhatsApp, SMS o email • Pagamento solo a invioCome funziona un servizio di recapito certificato?
Un servizio di recapito certificato prende in carico il messaggio, lo trasmette al destinatario e registra lungo il percorso le prove del trattamento dei dati: invio, ricezione, data e ora. Le attestazioni le rilascia il gestore, non chi invia.
Ai dati trasmessi così non si possono negare effetti giuridici e ammissibilità come prova per la sola forma elettronica (art. 43, par. 1, eIDAS). Nella versione qualificata si presumono anche integrità dei dati, invio e ricezione tra soggetti identificati ed esattezza di data e ora (par. 2).
Il valore di queste attestazioni rispetto a ricevute e avvisi è spiegato nell'articolo sulle attestazioni di invio e consegna.
Che differenza c'è tra PEC e SERC/SERCQ?
La PEC è un servizio di recapito certificato nazionale che soddisfa solo in parte i requisiti del SERCQ: secondo AgID mancano la verifica certa dell'identità di chi richiede la casella e le verifiche di conformità degli organismi designati.
Il SERCQ deve rispettare l'art. 44 eIDAS: prestatori qualificati, identificazione del mittente con un livello di sicurezza elevato e del destinatario prima della consegna, firma o sigillo avanzato e validazione temporale qualificata.
In Italia il CAD ammette un SERCQ ovunque la legge consenta la PEC (art. 1, comma 1-ter). Tra domicili digitali, poi, la PEC ha gli effetti di una raccomandata con ricevuta di ritorno (art. 6 CAD).
Cos'è la REM e quando sostituirà la PEC?
La REM, Registered Electronic Mail, è lo standard europeo di posta certificata definito da ETSI per un recapito qualificato conforme a eIDAS. AgID ne ha fissato i criteri di adozione nella policy «REM Services» del 28 luglio 2022.
La data del passaggio dipende da un decreto: l'art. 48 del CAD sulla PEC resta in vigore finché non entra in vigore il DPCM previsto dall'art. 65, comma 7, del D.Lgs. 217/2017, che deve adeguare la PEC al Regolamento eIDAS.
Fino ad allora la PEC mantiene il suo valore in Italia.
Perché un recapito certificato raggiunge anche chi non ha la PEC
Un recapito certificato raggiunge anche chi non ha la PEC perché la definizione del Regolamento eIDAS non lo lega a una casella certificata del destinatario: conta che il gestore trasmetta i dati e fornisca prove dell'invio e della ricezione.
La PEC, invece, rilascia la ricevuta di avvenuta consegna solo tra caselle certificate, e i privati non hanno l'obbligo di averne una: per loro il domicilio digitale è una facoltà (art. 3-bis, comma 1-bis, CAD).
Le strade per scrivere a chi ne è privo sono descritte nell'articolo su come comunicare con chi è senza PEC.
NotificaTo come servizio di recapito certificato: cosa significa in pratica
In pratica NotificaTo di LetteraSenzaBusta porta il recapito certificato sui canali di uso quotidiano: è un SERC erogato tramite un prestatore di servizi fiduciari qualificato iscritto presso AgID e recapita la comunicazione via WhatsApp, SMS o email.
Ogni invio genera fino a 8 affidavit certificati, sigillati con sigillo qualificato: accettazione, invio, esito della trasmissione e della consegna, avviso di ricevimento, eventuale apertura, completamento del tracciamento e fascicolo.
L'invio costa 9,97 €, con firma qualificata (7,99 €), validità LTV (1,99 €) e conservazione a norma (0,97 € per MB) facoltative. Rispetto alla posta ordinaria come prova, la differenza sta nelle attestazioni del gestore.
Conclusione
Il servizio elettronico di recapito certificato trasmette dati e ne prova invio e ricezione; nella versione qualificata aggiunge presunzioni legali su integrità, identità e data. La PEC ne è la versione italiana, valida tra caselle certificate e in attesa dell'adeguamento allo standard europeo.
Per usare un recapito certificato su WhatsApp, SMS o email c'è il SERC di NotificaTo; tra caselle certificate si usa la PEC gratuita per i domicili digitali.
Pronto a certificare la consegna?
Configura l'invio certificato Allegato PDF facoltativo • Firma qualificata e LTV su richiesta • Credito senza scadenzaDomande frequenti (FAQ) sul recapito certificato (SERC)
Dipende dal livello. Il CAD ammette un recapito certificato qualificato ovunque la legge consenta la PEC (art. 1, comma 1-ter). Un SERC non qualificato fornisce comunque prove ammesse in giudizio, ma senza le presunzioni di integrità, identità e data dell'art. 43, par. 2, del Regolamento eIDAS.
No, lo SPID è il sistema pubblico di identità digitale con cui cittadini e imprese accedono ai servizi in rete (art. 64 CAD), mentre la PEC è una casella di posta che attesta invio e avvenuta consegna dei messaggi. Il primo identifica chi accede a un servizio, la seconda trasporta le comunicazioni.
Il limite principale è che la prova della consegna vale solo tra caselle certificate: verso un indirizzo ordinario resta la sola ricevuta di accettazione. Inoltre, secondo AgID, la PEC soddisfa solo in parte i requisiti europei del recapito qualificato, perché manca la verifica certa dell'identità di chi richiede la casella.
No, un servizio di recapito certificato non richiede una casella PEC: il Regolamento eIDAS lo definisce come un servizio che trasmette dati per via elettronica fornendo prove di invio e ricezione, senza legarlo a un tipo di casella. NotificaTo, per esempio, recapita su WhatsApp, SMS o email ordinaria.
Il Regolamento eIDAS si applica in tutti gli Stati membri, quindi l'art. 43 impedisce ovunque di escludere le prove di un recapito certificato per la sola forma elettronica. Le presunzioni rafforzate spettano però ai servizi qualificati: per un singolo servizio conviene verificarne la qualifica nelle liste di fiducia nazionali.