Riconoscere le PEC sospette: segnali, virus e verifiche
Come distinguere una vera PEC da un'email, quali segnali tradiscono il phishing, come il sistema tratta i virus e come verificare che un indirizzo PEC esista
Come posso riconoscere i messaggi PEC sospetti?
Una PEC sospetta si riconosce soprattutto dal contenuto, perché può partire anche da una casella certificata vera ma compromessa: richieste di accedere tramite un link, pagine che imitano servizi noti, allegati inattesi, come nelle campagne segnalate dal CERT-AGID. La PEC di LetteraSenzaBusta con controllo dell'indirizzo segnala se il destinatario è una PEC.
La PEC ha la fama di canale sicuro, ed è proprio questa credibilità che chi fa phishing prova a sfruttare, anche usando caselle certificate compromesse.
Riconoscere un messaggio sospetto richiede quindi di guardare il contenuto, non solo il fatto che sia arrivato come PEC.
Funzioni e regole della posta certificata sono spiegate nella guida all'uso sicuro della PEC.
Takeaways - Punti chiave dell'articolo
- PEC compromesse: Il CERT-AGID ha segnalato nel 2024 campagne di phishing inviate da caselle PEC compromesse, con falsi avvisi bancari.
- Busta firmata: Una vera PEC arriva in una busta firmata dal gestore, con l'oggetto che inizia per «POSTA CERTIFICATA:» (art. 9, DPR 68/2005, e regole tecniche).
- Email ordinarie segnalate: Un messaggio non certificato che entra in una casella PEC viene segnalato dal gestore come anomalia (art. 14, DM 2 novembre 2005).
- Filtro antivirus: Il gestore del mittente non accetta messaggi con virus e quello del destinatario non li inoltra (art. 12, DPR 68/2005).
- Identità non garantita: Per AgID la PEC non prevede una verifica certa dell'identità di chi richiede la casella: il mittente va verificato.
Scrivi solo a indirizzi che hai verificato
Usa la PEC con controllo indirizzo Segnala se il destinatario è PEC o email • Ricevute archiviate a ogni invio • Casella senza abbonamentoCome riconoscere una mail da una PEC?
Una PEC si riconosce da una email ordinaria per la busta di trasporto: arriva con l'oggetto che inizia per «POSTA CERTIFICATA:» e contiene i file tecnici postacert.eml, daticert.xml e smime.p7s, firmati dal gestore.
Se invece un'email ordinaria entra in una casella PEC, il gestore la segnala come anomalia, con l'oggetto «ANOMALIA MESSAGGIO:» (art. 14, DM 2 novembre 2005). Gli altri controlli sulla validità sono nell'articolo sulla PEC falsa o senza valore.
Quali sono i tre segnali che indicano un'email di phishing?
I segnali ricorrenti di un phishing via PEC, come nelle campagne descritte dal CERT-AGID, sono tre: un pretesto urgente che chiede di agire, un link a una pagina che imita un servizio conosciuto e la richiesta di credenziali o dati di pagamento.
- Pretesto: per esempio aggiornare il dispositivo di accesso alla banca.
- Link esterno: porta a una pagina che copia il sito ufficiale.
- Dati richiesti: password, codici, numero della carta.
Il CERT-AGID invita alla massima attenzione con le PEC che contengono link dubbi e raccoglie le segnalazioni all'indirizzo malware@cert-agid.gov.it.
Come verificare se una PEC non è un virus?
Per verificare che una PEC non contenga un virus conviene non aprire allegati inattesi o eseguibili e controllarli con un antivirus aggiornato: il sistema PEC filtra i virus, ma non garantisce che un file sia innocuo.
Per legge il gestore del mittente non accetta i messaggi con virus e quello del destinatario non li inoltra (art. 12, DPR 68/2005); il mittente riceve un avviso di non accettazione per virus.
Quali allegati sono normali in una PEC è spiegato nell'articolo sugli allegati PEC e file tecnici.
Come posso verificare l'esistenza di un indirizzo PEC?
L'esistenza di un indirizzo PEC si verifica sui pubblici elenchi: INI-PEC per imprese e professionisti, consultabile senza autenticazione, l'Indice PA per gli enti e INAD per i domicili eletti dai privati.
Per chi spedisce, la SuperPEC che verifica il destinatario segnala prima dell'invio se l'indirizzo è una PEC o un'email ordinaria, e all'attivazione il titolare della casella viene identificato con la firma digitale cheFIRMA!
Il tema dell'identità è approfondito nell'articolo su identità e recapito qualificato, i domicili dei privati in quello su come si registra un domicilio su INAD.
Conclusione
Una PEC sospetta si riconosce dal contenuto più che dal canale: urgenza, link a pagine che imitano servizi noti, richieste di credenziali. Il mittente si verifica sui pubblici elenchi, e le segnalazioni vanno al CERT-AGID.
Per spedire solo a indirizzi certificati verificati c'è la SuperPEC che controlla il destinatario.
Una casella certificata con titolare identificato
Attiva SuperPEC con identità verificata Attivazione con firma digitale cheFIRMA! • Notifica di ogni messaggio in arrivo • Ricevere è gratisDomande frequenti (FAQ) sulle PEC sospette
Si consultano i pubblici elenchi, che associano gli indirizzi ai titolari: INI-PEC per imprese e professionisti, l'Indice PA per gli enti pubblici e INAD per i domicili eletti dalle persone. Se l'indirizzo non compare in nessun elenco, la PEC da sola non dice chi la usa: AgID ricorda che non prevede una verifica certa dell'identità.