Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2026

Raccomandata digitale

Scrivere alla PA dopo una notifica SEND: canali e tempi

Perché SEND non permette di rispondere, come contattare l'ente, quando usare PEC o recapito certificato, quanto tempo ha la PA e cosa fare se non risponde

 
La tua domanda

Come posso inviare una comunicazione a valore legale tramite SEND?

Risposta rapida

Tramite SEND non si può inviare nulla: la piattaforma serve agli enti pubblici per notificare e non ha un canale di risposta per il destinatario. Alla PA si scrive con la PEC dal proprio domicilio digitale, che per l'art. 65 del CAD rende valide istanze e dichiarazioni. Un domicilio digitale gratuito è la casella SuperPEC di LetteraSenzaBusta.

Chi riceve un atto su SEND spesso deve rispondere: chiedere chiarimenti, presentare documenti, contestare. La piattaforma però non ha un canale di risposta.

La scelta del canale giusto decide se la comunicazione vale e da quando corrono i termini del procedimento.

Gli strumenti con valore legale sono messi a confronto nella guida ai canali verso la PA.


Takeaways - Punti chiave dell'articolo

  • Solo notifiche in entrata: L'art. 26 del DL 76/2020 regola la notificazione degli atti della PA: SEND non offre funzioni di invio al destinatario.
  • Istanze valide: Per l'art. 65 del CAD sono valide le istanze inviate dal domicilio digitale o, in sua assenza, da una PEC o da un recapito qualificato.
  • Trenta giorni: Salvo termini diversi, amministrazioni statali ed enti pubblici nazionali concludono il procedimento entro 30 giorni (art. 2 L. 241/1990).
  • Dal ricevimento: Nei procedimenti a istanza di parte i termini decorrono dal ricevimento della domanda (art. 2, comma 6, L. 241/1990).
  • Potere sostitutivo: In caso di inerzia il sostituto conclude il procedimento entro la metà del termine originario (art. 2, comma 9-ter, L. 241/1990).

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Perché non si può rispondere a una notifica SEND?

Non si può rispondere perché SEND è costruita per un solo verso: l'art. 26 del DL 76/2020 disciplina la notificazione degli atti della PA, e la piattaforma non prevede funzioni di invio per il destinatario.

Anche il centro assistenza SEND precisa che per le domande sul contenuto della notifica occorre contattare l'ente che l'ha inviata. Gli atti che passano dalla piattaforma sono descritti nell'articolo sulle notifiche che arrivano dalla PA.


Come contattare l'ente che ha inviato la notifica?

L'ente si contatta con i riferimenti indicati nella notifica, di solito presenti nei documenti allegati; in mancanza, si consultano il sito istituzionale e i canali di assistenza dell'ente.

L'assistenza SEND non risponde sul merito degli atti. Il domicilio digitale delle amministrazioni si trova nell'indice IPA, l'elenco pubblico con gli indirizzi da usare a tutti gli effetti di legge (art. 6-ter CAD).


Scrivere alla PA: quando usare la PEC e quando il recapito certificato

Per scrivere alla PA il canale indicato è la PEC dal proprio domicilio digitale: l'art. 65, comma 1, lett. c-bis), del CAD considera valide le istanze trasmesse dal domicilio digitale o, in sua assenza, da una PEC o da un recapito certificato qualificato.

Le istanze così inviate equivalgono a quelle firmate a mano davanti al dipendente (art. 65, comma 2). Verso i privati, invece, anche un recapito certificato su WhatsApp, SMS o email lascia prove che il giudice non può escludere per la sola forma elettronica (art. 43 eIDAS).

La mappa dei canali è nell'articolo su chi invia con SEND e PEC.


Quanto tempo ha la PA per rispondere?

Salvo termini diversi fissati per il singolo procedimento, le amministrazioni statali e gli enti pubblici nazionali devono concluderlo entro 30 giorni con un provvedimento espresso (art. 2, commi 1 e 2, L. 241/1990).

Nei procedimenti a istanza di parte il termine decorre dal ricevimento della domanda (comma 6): per questo conta poter dimostrare quando la PEC è stata consegnata, con la ricevuta di avvenuta consegna.


Cosa fare se la PA non risponde?

Se la PA non risponde entro il termine, ci si può rivolgere al titolare del potere sostitutivo, indicato sul sito istituzionale dell'ente, che conclude il procedimento entro la metà del termine originario (art. 2, commi 9-bis e 9-ter, L. 241/1990).

La richiesta conviene inviarla via PEC, richiamando l'istanza e la data della sua consegna. Per i rimedi in giudizio contro il silenzio è opportuno il parere di un professionista. Come documentare l'invio è spiegato in prove di invio e di consegna.


Il canale di ritorno: inviare con prove certificate

Il canale di ritorno si sceglie in base al destinatario. Verso la PA serve il domicilio digitale: SuperPEC, la PEC gratuita di LetteraSenzaBusta, si attiva senza canone, riceve gratis e invia a 1,97 € per destinatario.

Verso un privato senza PEC, come la controparte di un contratto, si usa NotificaTo per i destinatari privati, che recapita via WhatsApp, SMS o email con fino a 8 affidavit certificati, a 9,97 € per invio.

Quando la PEC vale come una raccomandata è spiegato nell'articolo sulla PEC al posto della raccomandata cartacea.


Conclusione

Tramite SEND non si invia nulla: per rispondere a un ente si usa la PEC dal proprio domicilio digitale, che rende valide le istanze e ne documenta la consegna. Dal ricevimento decorrono i termini del procedimento, di regola 30 giorni per le amministrazioni statali.

Per scrivere alla PA dal proprio domicilio digitale c'è la PEC gratuita per rispondere agli enti.

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Domande frequenti (FAQ) su come rispondere a una notifica SEND

No, l'app IO permette di leggere le notifiche SEND e di pagare gli avvisi collegati, ma non di inviare all'ente istanze o risposte con valore legale. Per scrivere alla PA si usa la PEC dal proprio domicilio digitale, oppure il canale indicato dall'ente nei documenti della notifica.

Sì, quando la PEC contiene un'istanza che avvia un procedimento: l'art. 2 della L. 241/1990 obbliga la PA a concluderlo con un provvedimento espresso, nel termine previsto o, in mancanza, entro 30 giorni per le amministrazioni statali. L'istanza inviata dal domicilio digitale è valida per l'art. 65 del CAD.

Si invia una nuova PEC che richiama l'istanza, la data della ricevuta di consegna e il termine scaduto. Se l'inerzia continua, ci si rivolge al titolare del potere sostitutivo indicato sul sito dell'ente, che deve concludere il procedimento entro la metà del termine originario (art. 2 L. 241/1990).

Il ricorso e i relativi termini sono indicati nell'atto notificato e dipendono dal tipo di sanzione. I termini decorrono dal perfezionamento della notifica, per esempio il settimo giorno dopo la consegna alla PEC: conviene annotare la data dalle attestazioni della piattaforma e rivolgersi all'autorità indicata nel verbale.