Ultimo aggiornamento: 10 novembre 2025
Conservazione
Nel mondo della conservazione digitale a norma, uno degli strumenti più rilevanti – e allo stesso tempo meno compresi – è il riferimento temporale. Non si tratta di un semplice dato tecnico, ma di un elemento giuridico fondamentale che attribuisce valore legale, autenticità e certezza cronologica ai documenti informatici.
Grazie al riferimento temporale è possibile dimostrare che un file, un contratto, una fattura elettronica o una comunicazione digitale esistevano in un preciso momento e che, da quell’istante in poi, non sono stati alterati. Questa funzione è essenziale per prevenire contestazioni, retrodatazioni e disconoscimenti, soprattutto in ambito fiscale, contrattuale e giudiziario.
Il riferimento temporale assume un ruolo centrale all’interno del processo di conservazione digitale perché opera in sinergia con la firma digitale, i metadati e i pacchetti di archiviazione, contribuendo a garantire l’integrità, la reperibilità e la validità probatoria dei documenti nel lungo periodo, come richiesto dal Codice dell’Amministrazione Digitale e dalle Linee Guida AgID.
Per comprendere pienamente come il riferimento temporale si inserisce nel ciclo di vita del documento informatico e quali sono le regole che ne disciplinano l’uso, è utile partire da una visione complessiva della conservazione digitale a norma. A questo scopo, puoi consultare l’approfondimento completo su come funziona la conservazione digitale a norma di legge, che chiarisce obblighi, strumenti e responsabilità.
Nel resto di questo articolo vedremo più nel dettaglio cos’è il riferimento temporale, come viene applicato ai documenti digitali e perché rappresenta uno dei pilastri fondamentali per la tutela legale e probatoria nel tempo.
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Attiva la Conservazione Digitale DocuCloud Riferimento temporale qualificato integrato • Conservazione digitale a norma CAD e Linee Guida AgID • Perfetta per fatture elettroniche, contratti e PECIl riferimento temporale, o timestamp, è una marcatura digitale che associa a un documento informatico una data e ora certe fornite da un ente terzo qualificato, chiamato Autorità di Marcatura Temporale (TSA). Questo meccanismo agisce come un vero e proprio “timbro postale digitale”: certifica che il documento esisteva in una determinata forma in un preciso momento.
Tecnicamente, il processo si basa sulla creazione di un’impronta digitale (hash) del documento. Questa impronta, univoca e irripetibile, viene inviata alla TSA, che la combina con la data e l’ora del suo server sicuro e la firma digitalmente. Il risultato è una marca temporale che lega in modo indissolubile il documento a quel preciso istante. Qualsiasi modifica successiva renderebbe evidente la manomissione, invalidando l’impronta originaria.
Il principale scopo del riferimento temporale è fornire una prova certa e opponibile dell’esistenza di un documento in un dato momento. Questa evidenza è utile in una molteplicità di contesti: dalla stipula di contratti alla trasmissione di fatture elettroniche, dall’invio di comunicazioni via PEC alla conservazione di documenti fiscali o societari.
Applicare un riferimento temporale a un file significa sigillarne lo stato e la data, rendendo impossibile alterarlo senza lasciare tracce. Quando il riferimento viene apposto a un documento già firmato digitalmente, “cristallizza” la validità della firma, anche dopo la scadenza del certificato, mantenendo inalterato il valore probatorio del documento.
La conservazione digitale a norma richiede che i documenti informatici restino integri, autentici, leggibili e reperibili nel tempo. Il riferimento temporale è quindi un pilastro tecnico e giuridico di questo processo: attesta che un documento è stato versato nel sistema di conservazione in una determinata data e non è stato modificato successivamente.
Secondo il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) e le Linee Guida AgID, ogni sistema di conservazione deve adottare meccanismi di marcatura temporale qualificata. Soluzioni come DocuCloud integrano questo processo in modo automatico, garantendo che tutti i documenti conservati ricevano una marcatura temporale valida e opponibile a terzi.
Molti confondono la firma digitale con la marca temporale, ma in realtà svolgono funzioni distinte: la prima attesta l’identità di chi firma e garantisce che il documento non sia stato alterato dopo la firma; la seconda attesta il momento in cui il documento esisteva in quella forma. Insieme, creano una catena di fiducia completa: chi, cosa e quando.
Per esempio, un contratto firmato digitalmente e poi marcato temporalmente avrà pieno valore legale anche dopo la scadenza del certificato di firma, poiché la marca dimostra che la firma era valida in quel preciso istante.
Per apporre un riferimento temporale a un documento è possibile utilizzare software dedicati o affidarsi a prestatori qualificati come LetteraSenzaBusta. Il sistema genera l’hash del documento e lo invia alla TSA, che rilascia la marca temporale firmata digitalmente e legalmente valida in tutta Europa ai sensi del Regolamento eIDAS.
Servizi avanzati di conservazione digitale come DocuCloud automatizzano completamente questo passaggio: ogni documento versato viene marcato temporalmente e custodito per almeno 10 anni, senza interventi manuali o rischi di dimenticanze.
Il riferimento temporale è molto più di un dettaglio tecnico: è una garanzia giuridica e tecnologica che protegge i documenti digitali nel tempo, assicurando la loro validità legale e opponibilità a terzi. Nel contesto della conservazione digitale a norma, rappresenta un elemento imprescindibile per chiunque voglia mantenere la piena forza probatoria dei propri documenti.
Grazie a sistemi come DocuCloud, la marcatura temporale viene integrata automaticamente nel flusso di conservazione, rendendo l’intero processo semplice, conforme e sicuro. Un piccolo sigillo digitale, una grande tutela per il futuro dei tuoi dati.
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Richiedi subito la Conservazione Digitale DocuCloudAttivazione immediata • Marcatura temporale qualificata integrata • La soluzione ideale per aziende, professionisti e privatiÈ un’informazione digitale che certifica data e ora precise di esistenza di un documento, garantita da un’Autorità di Marcatura Temporale (TSA) qualificata.
Serve a dimostrare che un documento esisteva in un determinato momento e non è stato modificato dopo, garantendone valore legale e opponibilità.
No, sono strumenti diversi: la firma attesta chi firma e l’integrità, la marcatura attesta quando il documento è stato generato o firmato.
Sì. Le Linee Guida AgID prevedono l’apposizione di riferimenti temporali per mantenere la validità probatoria dei documenti nel tempo.
Solo un prestatore qualificato accreditato presso AgID o un’Autorità di Marcatura Temporale (TSA) riconosciuta a livello europeo secondo il Regolamento eIDAS.
Sì, e anzi è consigliato: la marca temporale “cristallizza” la validità della firma digitale anche dopo la scadenza del certificato.
La validità è permanente finché la TSA che l’ha emesso rimane accreditata e le informazioni necessarie alla verifica restano accessibili. Nella conservazione a norma, è garantita per almeno 10 anni.
È possibile utilizzare software di verifica o servizi online messi a disposizione dai prestatori qualificati, che controllano la firma digitale e la corrispondenza dell’hash.
Sì. I riferimenti temporali qualificati rilasciati in conformità al Regolamento eIDAS sono riconosciuti e validi in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea.
Puoi attivare un servizio qualificato come DocuCloud, che applica automaticamente i riferimenti temporali ai documenti versati, garantendo conservazione a norma e validità legale duratura.