Ultimo aggiornamento: 26 ottobre 2026

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Atti dell'Agenzia delle Entrate: PEC, posta e false email

Atti dell'Agenzia delle Entrate: PEC, posta e false email

Le false notifiche di ottobre 2026, i canali di atti e cartelle, come verificare una comunicazione, il domicilio digitale speciale e cosa fare dopo un clic

 
La tua domanda

Come arrivano le comunicazioni dell'Agenzia delle Entrate?

Risposta rapida

Le comunicazioni dell'Agenzia delle Entrate arrivano in PEC al domicilio digitale del contribuente, per raccomandata o tramite messo notificatore; alcune lettere si ritrovano anche nell'area riservata del sito. Un'email ordinaria o un SMS con un link non sono mai una notifica. Gli atti fiscali si possono ricevere in PEC scegliendo come domicilio digitale un indirizzo SuperPEC.

Gli atti e gli avvisi dell'Agenzia delle Entrate seguono canali fissati dalla legge: il domicilio digitale in PEC previsto dall'art. 60-ter del DPR 600/1973, la raccomandata e il messo notificatore. Per questo un'email con un link che annuncia una «notifica amministrativa» va trattata come sospetta.

La verifica conta perché il 22 ottobre 2026 l'Agenzia ha disconosciuto una nuova campagna di false notifiche: secondo PMI.it, dall'inizio dell'anno gli avvisi di phishing pubblicati dall'Agenzia sono 30.

Ricevute, valore legale e domicilio digitale della posta certificata sono spiegati nella guida alla posta elettronica certificata per cittadini e imprese.


Takeaways - Punti chiave dell'articolo

  • Falsa notifica: Il 22 ottobre 2026 l'Agenzia delle Entrate ha disconosciuto email di «notifica amministrativa» con codici atto e norme inesistenti e un link verso un sito esterno.
  • Domicilio digitale: Per gli atti emessi dal 30 aprile 2024 l'Agenzia può inviare atti e avvisi al domicilio digitale: INI-PEC, INAD o domicilio digitale speciale (art. 60-ter DPR 600/1973).
  • Cartelle: Le cartelle arrivano dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione in PEC all'indirizzo INI-PEC, con raccomandata con avviso di ricevimento o tramite messi e ufficiali giudiziari (art. 26 DPR 602/1973).
  • Casella piena: Se la casella PEC è satura o non valida, l'ufficio ritenta dopo almeno sette giorni; poi si passa alla notifica ordinaria o, per le imprese, al deposito su InfoCamere.
  • Verifica autonoma: Una comunicazione si verifica entrando da soli nell'area riservata del sito dell'Agenzia, dove la sezione «L'Agenzia scrive» del Cassetto fiscale raccoglie le lettere di compliance.

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Quali sono le false comunicazioni dell'Agenzia delle Entrate?

Le false comunicazioni dell'Agenzia delle Entrate più recenti sono email che annunciano una «nuova notifica elettronica» e invitano ad aprire un presunto atto tramite un link: l'Agenzia le ha disconosciute con un avviso del 22 ottobre 2026.

Secondo la ricostruzione di PMI.it sulla campagna di ottobre 2026, i messaggi riportano un codice atto che inizia con «AR», indicano un ufficio territoriale dell'Agenzia come ente incaricato e usano il logo della Riscossione.

Il testo cita un decreto legge n. 491/2016 e una legge n. 882/2017 che non risultano su Normattiva e chiede di aprire la notifica entro 24 o 72 ore.

Il link porta a un sito esterno che chiede credenziali di accesso e coordinate bancarie o della carta, come riporta anche l'approfondimento di Money.it sui falsi avvisi.

Non è un caso isolato: sempre secondo PMI.it, dal 1° gennaio al 22 ottobre 2026 l'Agenzia ha pubblicato 30 avvisi di phishing, 11 dei quali sui falsi rimborsi.


L'Agenzia delle Entrate invia email?

Per atti e avvisi, l'Agenzia delle Entrate non usa l'email ordinaria: li invia al domicilio digitale del contribuente, cioè a una PEC o a un altro servizio di recapito certificato qualificato, oppure per posta o tramite messo.

La regola è nell'art. 60-ter del DPR 600/1973, introdotto dal decreto legislativo 13/2024 per gli atti emessi dal 30 aprile 2024: l'invio va all'indirizzo presente negli elenchi pubblici o al domicilio digitale speciale scelto dal contribuente.

Sulle email l'Agenzia è netta: come ricorda PMI.it, precisa di non inviare mai per posta elettronica comunicazioni che contengano dati personali dei contribuenti.

Lo stesso principio vale per le sanzioni stradali, come spiega l'articolo sulla multa annunciata con un SMS.


Come viene notificata la cartella esattoriale?

La cartella esattoriale viene notificata dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione, l'ente che riscuote le somme iscritte a ruolo, e non dall'Agenzia delle Entrate.

L'art. 26 del DPR 602/1973 prevede tre canali:

  • PEC: invio all'indirizzo del destinatario risultante da INI-PEC; la notifica si perfeziona con la ricevuta di avvenuta consegna.
  • Raccomandata: invio diretto con avviso di ricevimento; la notifica vale alla data indicata nell'avviso sottoscritto dal destinatario o da una persona abilitata a ricevere.
  • Messi e ufficiali giudiziari: consegna tramite ufficiale giudiziario, messo comunale o messo notificatore, nelle forme del codice di procedura civile.

Chi ha scelto un domicilio digitale speciale presso l'Agenzia delle Entrate riceve lì anche le cartelle, come prevede il decreto legislativo 13/2024.


Come posso verificare se ho ricevuto una comunicazione dall'Agenzia delle Entrate?

Una comunicazione dell'Agenzia delle Entrate si verifica entrando da soli nell'area riservata del sito, con SPID, CIE o CNS, senza usare i link del messaggio ricevuto.

Nel Cassetto fiscale la sezione «L'Agenzia scrive» raccoglie le lettere di compliance, che l'Agenzia invia anche in PEC al domicilio digitale del contribuente.

Per un atto notificato in PEC fa fede la casella del destinatario, con le ricevute del gestore. In caso di dubbio, l'ufficio territoriale si contatta con i recapiti pubblicati sul portale ufficiale, mai con quelli indicati nel messaggio sospetto.


Come posso riconoscere i falsi avvisi dell'Agenzia delle Entrate?

I falsi avvisi dell'Agenzia delle Entrate si riconoscono da sei segnali, quasi sempre presenti insieme:

  • Canale: un'email ordinaria o un SMS con un link per «consultare l'atto» non è una notifica.
  • Link: il testo visibile può mostrare il dominio ufficiale mentre la destinazione reale è un sito esterno.
  • Richieste: l'Agenzia non chiede via email o SMS credenziali, coordinate bancarie o dati della carta.
  • Urgenza: termini di 24 o 72 ore per aprire la notifica servono a spingere al clic.
  • Norme: i riferimenti di legge si controllano su Normattiva, dove quelli della campagna di ottobre 2026 non risultano.
  • Mittente PEC: l'indirizzo di un ufficio pubblico si controlla nell'Indice dei domicili digitali della PA (IPA).

Allegati, virus e verifiche sugli indirizzi sono trattati nell'articolo su come riconoscere i messaggi PEC sospetti.


Come si ricevono in PEC gli atti dell'Agenzia delle Entrate?

Gli atti dell'Agenzia delle Entrate arrivano in PEC all'indirizzo che risulta dagli elenchi pubblici oppure al domicilio digitale speciale scelto dal contribuente, secondo l'ordine fissato dall'art. 60-ter del DPR 600/1973.

L'indirizzo usato cambia in base al destinatario:

Destinatario Indirizzo usato dall'Agenzia
Pubbliche amministrazioni Domicilio digitale nell'Indice dei domicili digitali della PA (IPA)
Imprese e professionisti Indirizzo PEC iscritto in INI-PEC
Persone fisiche ed enti privati Domicilio digitale indicato in INAD
Domicilio speciale Indirizzo eletto presso l'Agenzia: se c'è, l'invio va lì

Il domicilio digitale speciale si sceglie nell'area riservata del sito con SPID, CIE o CNS, indicando una PEC o un altro recapito certificato qualificato e confermando il codice ricevuto sulla stessa casella.

Possono farlo persone fisiche, professionisti ed enti privati non tenuti all'iscrizione in albi, elenchi o nel Registro imprese, se non hanno già una PEC in INI-PEC. Le regole sono nel provvedimento dell'Agenzia del 7 ottobre 2024.

Obblighi e passaggi per imprese e professionisti sono nell'articolo su a chi comunicare l'indirizzo PEC tra Fisco e Registro imprese.


Cosa fare se si è cliccato su una falsa notifica dell'Agenzia delle Entrate?

Chi ha inserito dati su una pagina di falsa notifica deve cambiare subito le credenziali usate, come SPID o le password di Fisconline ed Entratel, e bloccare la carta eventualmente indicata.

I passi successivi sono tre:

  1. Conservare le prove: email, mittente e indirizzo della pagina servono per la segnalazione.
  2. Contattare la banca: l'emittente della carta valuta il blocco e controlla le operazioni.
  3. Denunciare: se sono stati sottratti dati o somme, la denuncia per frode informatica si presenta alla Polizia Postale.

Chi ha ricevuto l'email senza cliccare può semplicemente cancellarla.


SuperPEC: gli atti del Fisco in una casella certificata

SuperPEC è una casella PEC che si può eleggere come domicilio digitale in INAD oppure indicare all'Agenzia delle Entrate come domicilio digitale speciale.

Si attiva con la firma digitale cheFIRMA!, gratuita con la CIE di livello 3 o disponibile con video riconoscimento a pagamento, senza SPID. Il gestore è Intesi Group S.p.A., autorizzato da AgID.

Ricevere è sempre gratuito, lo spazio è illimitato e non ci sono canone né scadenza; ogni invio costa 1,97 euro IVA inclusa.

Ogni PEC in arrivo viene segnalata gratis via email e WhatsApp: un avviso utile, perché per il destinatario la notifica del Fisco si perfeziona alla data di consegna nella casella.


Conclusione

Le comunicazioni dell'Agenzia delle Entrate arrivano in PEC al domicilio digitale, per raccomandata o tramite messo, mentre le cartelle sono notificate dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione: un'email ordinaria con un link non è mai una notifica.

Dopo l'avviso del 22 ottobre 2026 sulle false notifiche amministrative, la verifica passa dall'area riservata del sito e dagli elenchi pubblici, non dai messaggi ricevuti.

Per ricevere atti e avvisi in un unico posto si può indicare al Fisco una PEC come domicilio digitale speciale.

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Domande frequenti (FAQ) sulle comunicazioni dell'Agenzia delle Entrate

Una notifica via PEC dell'Agenzia delle Entrate si perfeziona, per l'ufficio, con la ricevuta di accettazione e, per il destinatario, alla data di consegna indicata nella ricevuta del gestore (art. 60-ter DPR 600/1973). Per imprese e professionisti con casella satura vale invece il quindicesimo giorno dalla pubblicazione su InfoCamere.

Una notifica PEC del Fisco non va a buon fine quando la casella del destinatario è satura o l'indirizzo non è valido. In questi casi l'ufficio ripete l'invio dopo almeno sette giorni; se anche il secondo tentativo fallisce, notifica nelle forme ordinarie oppure, per imprese e professionisti, con deposito nell'area riservata di InfoCamere.

Chi riceve una lettera dall'Agenzia delle Entrate deve prima verificarne l'autenticità nell'area riservata del sito o con l'ufficio, usando i recapiti del portale ufficiale, e poi leggerne contenuto e termini. Le lettere di compliance, per esempio, permettono di regolarizzare con sanzioni ridotte o di fornire elementi che l'Agenzia non conosceva.

Un'email di phishing a nome dell'Agenzia delle Entrate si segnala alla Polizia Postale con il modulo online del sito commissariatodips.it, conservando il messaggio con mittente e link. Le campagne via email e PEC si possono segnalare anche al CERT-AgID, all'indirizzo malware@cert-agid.gov.it, e al gestore della casella PEC usata.

L'Agenzia delle Entrate può inviare avvisi di accertamento, comunicazioni sugli esiti dei controlli delle dichiarazioni e lettere di compliance, che segnalano anomalie e invitano a regolarizzare. Le cartelle di pagamento, invece, arrivano dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Nessuno di questi atti si notifica con un'email ordinaria o con un SMS.

Nel 2026 l'Agenzia delle Entrate incrocia i dati di fatture elettroniche e corrispettivi telematici per individuare anomalie: secondo InformazioneFiscale, la convenzione 2025-2027 con il Ministero dell'Economia prevede 2,4 milioni di lettere di compliance nell'anno. Le lettere arrivano in PEC e si ritrovano nell'area riservata del sito.