Servizio Notifiche Digitali SEND: come funziona
Come funziona SEND, cosa lo distingue dall'app IO, se è obbligatorio per il cittadino, chi può inviare notifiche e perché la piattaforma serve solo a ricevere
Che cos'è SEND di pagoPA?
SEND, il Servizio Notifiche Digitali, è la piattaforma di PagoPA S.p.A. con cui gli enti pubblici aderenti notificano atti con valore legale, come le multe (art. 26 DL 76/2020). Il destinatario li riceve via PEC, app IO o raccomandata. Per inviare a propria volta ci sono SuperPEC per scrivere alla PA e un recapito certificato su WhatsApp, SMS ed email.
SEND ha cambiato il modo in cui la PA recapita multe, avvisi e altri atti: invece della sola raccomandata, la notifica passa da una piattaforma unica con canali digitali e cartacei.
Capire come funziona serve a non perdere i termini e a non pagare spese evitabili.
Il ruolo di SEND tra le comunicazioni con valore legale è descritto nella guida alle comunicazioni legali della PA.
Takeaways - Punti chiave dell'articolo
- Base normativa: SEND nasce dall'art. 26 del DL 76/2020, che affida a PagoPA la piattaforma per la notificazione digitale degli atti della PA.
- Domicilio digitale prima: Con una PEC valida nei registri o indicata su SEND, la notifica resta digitale e non arriva la raccomandata cartacea.
- Cinque giorni per leggere: Senza PEC, chi legge la notifica entro 5 giorni (120 ore) dall'avviso di cortesia evita la raccomandata.
- Costi di notifica: La gestione della notifica digitale costa fino a 2 €, a cui si aggiungono stampa e spedizione se serve la raccomandata.
- Solo destinatari: Cittadini e imprese non possono inviare notifiche con SEND: la piattaforma è usata dagli enti pubblici aderenti.
Serve inviare, non solo ricevere?
Spedisci con NotificaTo Consegna anche a chi non ha la PEC • Affidavit su invio e consegna • Credito ricaricabile con bonusCome funziona SEND, il Servizio Notifiche Digitali?
SEND funziona come uno snodo unico: l'ente deposita l'atto sulla piattaforma, che gestisce il processo di notificazione e lo recapita al destinatario.
Se il destinatario ha un domicilio digitale, cioè una PEC nei registri pubblici o indicata su SEND, la notifica arriva lì; su app IO, email o SMS arriva un avviso di cortesia. Senza PEC, chi non legge la notifica entro 5 giorni (120 ore) la riceve per raccomandata.
Ogni notifica ha un codice IUN e genera attestazioni opponibili a terzi. L'ordine dei recapiti è spiegato nell'articolo su dove arrivano le notifiche SEND.
Qual è la differenza tra l'app IO e SEND?
IO è l'app dei servizi pubblici, SEND è la piattaforma di notificazione: con il servizio SEND attivo, sull'app arrivano gli avvisi e si leggono le notifiche, ma la notifica e le sue attestazioni restano su SEND.
La stessa notifica si consulta anche su notifichedigitali.it con SPID o CIE, e dall'app si può pagare l'avviso collegato all'atto. Il valore delle notifiche lette su IO è trattato nell'articolo sul valore legale delle notifiche su IO.
SEND è obbligatorio per il cittadino?
No, per il cittadino attivare SEND sull'app IO è una scelta: chi non lo fa riceve comunque le notifiche, alla PEC se ha un domicilio digitale o per raccomandata. Gli effetti giuridici si producono in ogni caso, anche se la notifica viene ignorata.
Il domicilio digitale è invece obbligatorio per PA, professionisti iscritti in albi e imprese (art. 3-bis CAD), che ricevono quindi le notifiche SEND alla PEC. Cosa cambia attivando il servizio su IO è spiegato in cosa comporta attivare SEND.
Chi può usare SEND per inviare le notifiche?
Possono inviare notifiche con SEND solo gli enti pubblici aderenti, che scelgono volontariamente di usare la piattaforma: tra questi l'INPS, che ha comunicato l'adesione nel dicembre 2024.
Cittadini, professionisti e imprese sono soltanto destinatari, perché l'art. 26 del DL 76/2020 riguarda la notificazione digitale degli atti della pubblica amministrazione. Il confronto con la PEC, che usa chiunque abbia una casella, è nell'articolo sulla differenza tra SEND e PEC.
SEND serve per inviare o solo per ricevere?
SEND serve solo a ricevere: la piattaforma non consente di spedire comunicazioni né di rispondere all'ente, e per le domande sul contenuto dell'atto l'assistenza rimanda all'ente che l'ha inviato.
Per inviare servono altri strumenti. Verso la PA c'è la PEC, come la PEC gratuita di LetteraSenzaBusta, che si può eleggere come domicilio digitale in INAD.
Verso un privato senza PEC c'è NotificaTo, che recapita via WhatsApp, SMS o email con fino a 8 affidavit certificati, a 9,97 € per invio.
Conclusione
SEND è la piattaforma di PagoPA che notifica gli atti degli enti pubblici aderenti: PEC per chi ha un domicilio digitale, avviso di cortesia e lettura entro 5 giorni per chi usa IO, email o SMS, raccomandata negli altri casi. Serve solo a ricevere.
Per inviare con prova a chi non ha la PEC c'è NotificaTo, recapito certificato di LetteraSenzaBusta.
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SEND non è un mittente, ma la piattaforma pubblica di notificazione gestita da PagoPA S.p.A., società pubblica con sede a Roma. Quando arriva una notifica SEND, chi la invia è l'ente indicato nell'atto, per esempio un Comune o l'INPS, ed è a quell'ente che vanno rivolte le domande sul contenuto.
No, l'app IO è uno dei modi per ricevere e leggere le notifiche SEND, non un obbligo. Chi non la usa riceve la notifica alla PEC, se ha un domicilio digitale, oppure per raccomandata, e può consultarla anche su notifichedigitali.it accedendo con SPID o CIE.
L'adesione è una scelta volontaria dell'ente pubblico, che da quel momento deposita sulla piattaforma gestita da PagoPA gli atti da notificare. L'INPS, per esempio, ha comunicato la propria adesione con il messaggio n. 4121 del 10 dicembre 2024. I privati non possono aderire come mittenti.
Sono notifiche di atti con valore legale recapitate per via telematica invece che su carta, con date e attestazioni certificate. Per gli atti della PA il canale pubblico è SEND: la notifica alla PEC si perfeziona il settimo giorno dopo la consegna, o prima se il destinatario accede all'atto.