Prestito infruttifero tra privati: cos'è e come concluderlo con pieno valore legale
Cos'è il prestito infruttifero tra privati, perché va messo per iscritto, quanti conoscono la data certa e come farla valere anche verso il Fisco
Come funziona un prestito infruttifero?
Il prestito infruttifero è un mutuo senza interessi: chi presta consegna una somma e chi la riceve si obbliga a restituirne altrettanta (art. 1813 c.c.). Poiché la legge presume il mutuo oneroso, l'assenza di interessi va scritta. Per dimostrarlo servono scrittura firmata, bonifici tracciabili e una data certa, come quella di Data Certa Online sul contratto di prestito.
Prestare denaro a un familiare o a un amico senza interessi è un accordo comune, ma se resta a voce è difficile da dimostrare: sia quando la somma non viene restituita, sia quando bisogna spiegare al Fisco da dove arrivano i soldi.
Nel sondaggio Ipsos Doxa per l'Osservatorio LetteraSenzaBusta 2026, il 55% degli italiani non sa cosa sia la data certa. Come si ottiene è spiegato nella guida alla data certa tra privati.
Takeaways - Punti chiave dell'articolo
- Mutuo senza interessi: Il prestito infruttifero è un mutuo: chi riceve la somma si obbliga a restituirne altrettanta, come prevede l'art. 1813 del Codice civile.
- Interessi presunti: Il mutuo si presume oneroso: se le parti non escludono gli interessi per iscritto, chi riceve il prestito li deve (art. 1815 c.c.).
- Tre prove: Una scrittura firmata che lo qualifica come infruttifero, una data certa e bonifici tracciabili permettono di dimostrare il prestito.
- Niente contante: Per somme da 5.000 € in su il contante tra soggetti diversi non si può usare (art. 49 del D.lgs 231/2007): servono bonifico o assegno non trasferibile.
- Data certa poco nota: Il 55% degli italiani non sa cosa sia la data certa, il 33% ne ha sentito parlare e solo il 12% la usa (Ipsos Doxa 2026).
Un prestito in famiglia da mettere per iscritto?
Dai una data certa alla scrittura Marca temporale qualificata • Certificato di Data Certa • 6,99 € a documento, IVA inclusaÈ necessaria una formalizzazione?
No, per la legge il prestito infruttifero è valido anche senza un contratto scritto. Senza documenti, però, chi presta può avere difficoltà a dimostrare di aver consegnato la somma come prestito e di avere diritto alla restituzione.
Il problema riguarda anche chi riceve: con l'accertamento sintetico l'Agenzia delle Entrate confronta spese e redditi dichiarati, e una somma senza una scrittura che la qualifichi come prestito è più difficile da giustificare.
Conta anche il modo di pagare: da 5.000 € in su il contante non è ammesso, quindi il prestito passa per bonifico o assegno non trasferibile, che lasciano una traccia utile come prova.
Perché è meglio formalizzare il prestito
Una scrittura privata firmata da entrambe le parti è la prova principale dell'accordo in caso di contestazioni. Deve indicare:
- Parti: i dati di chi presta e di chi riceve.
- Importo: la somma prestata e il modo in cui viene versata.
- Gratuità: la dichiarazione che il prestito è infruttifero, cioè senza interessi.
- Restituzione: tempi e modalità, in un'unica soluzione o a rate.
- Data e firme: quelle di entrambe le parti.
Se la scrittura non fissa un termine di restituzione, lo stabilisce il giudice (art. 1817 c.c.). Nella causale dei bonifici conviene richiamare la scrittura, così il pagamento resta collegato al contratto.
Una scrittura di mutuo tra privati va registrata con l'imposta del 3%. Se il contratto è concluso per corrispondenza, con proposta e accettazione in documenti separati, l'imposta è dovuta solo in caso d'uso (DPR 131/1986).
Quanti italiani conoscono la data certa?
Pochi: nel sondaggio Ipsos Doxa per l'Osservatorio LetteraSenzaBusta 2026, solo il 12% usa la data certa, il 33% ne ha sentito parlare senza sapere bene cosa sia e il 55% non la conosce.
Eppure firmare un contratto importante è un'esigenza comune: è capitato al 38% degli italiani, insieme ad altre pratiche come inviare un documento ufficiale a un ente pubblico (48%) o disdire un contratto (41%). Il funzionamento è spiegato nell'articolo su a cosa serve la data certa.
Come avere una data certa
La data scritta dalle parti vale tra loro, ma non verso i terzi, come l'Agenzia delle Entrate: per l'art. 2704 del Codice civile serve un fatto che la renda certa. Cosa vale una scrittura senza è spiegato nell'articolo su cosa vale una scrittura non datata.
Con Data Certa Online, la marca temporale per i contratti, la scrittura firmata riceve una marca temporale qualificata e si scarica con il Certificato di Data Certa, a 6,99 € a documento, IVA inclusa, senza abbonamento.
Conviene datare la scrittura prima o al momento del bonifico. In alternativa la data si può rendere certa inviando il documento via PEC, come spiega l'articolo sulla data certa con l'autoinvio PEC.
Conclusione
Il prestito infruttifero è valido anche a voce, ma solo per iscritto si può dimostrare: una scrittura che esclude gli interessi, bonifici tracciabili e una data certa proteggono sia chi presta sia chi riceve.
Per dare alla scrittura firmata una data che valga anche verso il Fisco c'è la data certa online per i prestiti tra privati, a 6,99 € a documento.
Scrittura firmata e pronta da datare?
Usa Data Certa Online Nessun abbonamento • Online 24 ore su 24 • Archivio nell'area riservataDomande frequenti (FAQ) sul prestito infruttifero tra privati
L'art. 1813 del Codice civile definisce il mutuo: una parte consegna all'altra denaro o altri beni dello stesso tipo, e chi li riceve si obbliga a restituirne altrettanti della stessa specie e qualità. Il prestito tra familiari è un mutuo, infruttifero solo se le parti escludono gli interessi, che altrimenti si presumono (art. 1815).
Non esiste un importo massimo per un prestito tra privati: la legge limita invece il modo di pagare. I trasferimenti in contanti tra soggetti diversi non sono ammessi da 5.000 € in su, quindi le somme più alte si versano con bonifico o assegno non trasferibile, meglio se accompagnati da una scrittura con data certa.
La causale dovrebbe indicare che si tratta di un prestito infruttifero e richiamare la scrittura firmata dalle parti, per esempio con la sua data. Così il movimento bancario e il contratto si confermano a vicenda. Anche i bonifici di restituzione dovrebbero avere una causale che richiami lo stesso accordo.