Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2026

Data certa

Data Certa e marca temporale: quanto si usano in Italia

Cosa sono Data Certa e marca temporale, quante marche si emettono ogni anno, quanti italiani le conoscono e quanto costa apporne una a un documento

 
La tua domanda

Quanti italiani usano la Data Certa?

Risposta rapida

Solo il 12% degli italiani usa la Data Certa per certificare i propri documenti: secondo l'Osservatorio LetteraSenzaBusta 2026, su dati Ipsos Doxa, il 55% non sa cosa sia e il 33% ne ha sentito parlare senza usarla. Eppure nel 2025 in Italia sono state emesse 5,17 miliardi di marche temporali. La marca qualificata si appone online con Data Certa Online.

La Data Certa è il modo in cui la maggior parte delle persone conosce la marcatura temporale: una data opponibile ai terzi attribuita a un documento informatico. In Italia se ne emettono miliardi ogni anno, ma pochi cittadini la usano.

Lo rileva l'Osservatorio LetteraSenzaBusta 2026, su dati AgID e su un sondaggio Ipsos Doxa. Il valore legale della data certa è spiegato nella guida alla data certa dei documenti.


Takeaways - Punti chiave dell'articolo

  • Chi la usa: Solo il 12% degli italiani usa la Data Certa per certificare i propri documenti, secondo il sondaggio Ipsos Doxa di giugno 2026.
  • Chi non la conosce: Il 55% degli italiani non sa cosa sia la Data Certa né a cosa serva, e il 33% ne ha solo sentito parlare.
  • Marche emesse: Nel 2025 in Italia sono state emesse 5,17 miliardi di marche temporali, il 6,6% in più rispetto alle 4,85 miliardi del 2024.
  • Chi le emette: AgID non pubblica una suddivisione per tipo di utente: le marche servono soprattutto in ambito fiscale e documentale aziendale.
  • Uso in crescita: Sulla piattaforma LetteraSenzaBusta le marche temporali apposte sono cresciute del 22% nel 2025, a 59.846.

Un documento da datare in modo opponibile?

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Data Certa e marca temporale: di cosa si parla

La marca temporale è il nome comune della validazione temporale elettronica del Regolamento eIDAS: collega un documento a una data e a un'ora precise e dimostra che esisteva già in quel momento (art. 3, punto 33). Nella versione qualificata rispetta i requisiti dell'art. 42.

Nella prassi italiana la si chiama spesso Data Certa, perché attribuisce al documento una data opponibile ai terzi. I due concetti sono spiegati negli articoli su cos'è la data certa e su cos'è la marca temporale.


Chi usa le marche temporali in Italia?

Soprattutto imprese, professionisti e pubblica amministrazione. Nel 2025 in Italia sono state emesse 5,17 miliardi di marche temporali, il 6,6% in più rispetto al 2024, secondo i dati AgID riportati dall'Osservatorio LetteraSenzaBusta.

AgID non pubblica una suddivisione per tipo di utente, ma la marcatura temporale è impiegata soprattutto in ambito fiscale e documentale aziendale. Tra i cittadini, il sondaggio Ipsos Doxa su 1.000 italiani tra 18 e 75 anni registra che solo il 12% la usa.

Il 55% non sa cosa sia e il 33% ne ha sentito parlare senza usarla. Lo stesso divario riguarda gli altri servizi fiduciari in Italia.


Quanto costa una marcatura temporale?

Il prezzo lo fissa il prestatore e cambia da servizio a servizio: alcune marche si acquistano per singolo documento, altre insieme a un altro servizio, come l'invio di una PEC.

Data Certa Online di LetteraSenzaBusta appone una marca temporale qualificata eIDAS a un documento fino a 100 pagine o 25 MB per 6,99 €, IVA inclusa, senza abbonamento e senza installare software. Con la PEC SuperPEC una marca sull'allegato costa 0,99 €.


Marche apposte in crescita: il dato della piattaforma

Qui il paradosso si rovescia: la Data Certa resta poco conosciuta, ma chi la scopre la usa sempre di più. Sulla piattaforma LetteraSenzaBusta le marche temporali apposte sono passate da 48.919 nel 2024 a 59.846 nel 2025, il 22% in più.

Valgono per i soli clienti della piattaforma e non descrivono il mercato nazionale. Le serie complete AgID e Ipsos Doxa sono raccolte nel rapporto dell'Osservatorio 2026.


Conclusione

In Italia si emettono 5,17 miliardi di marche temporali l'anno, ma solo il 12% dei cittadini usa la Data Certa e il 55% non sa cosa sia: uno strumento noto a pochi, usato sempre di più da chi lo conosce.

Per dare una data opponibile a un contratto o a una scrittura privata c'è la marca temporale qualificata online.

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Domande frequenti (FAQ) sulla Data Certa

Le marche temporali qualificate le rilasciano i prestatori di servizi fiduciari qualificati. Con un servizio online si carica il file e la marca viene apposta senza installare software, poi si scarica il documento marcato. Con Data Certa Online si paga il singolo documento, 6,99 € IVA inclusa, senza abbonamento.