Fatture elettroniche del 2025: conservazione a febbraio 2027
Il termine di tre mesi dalla dichiarazione, le date del 1° e del 2 febbraio 2027, i documenti fiscali coinvolti, i forfettari e la conservazione con DocuCloud
Entro quando vanno conservate le fatture elettroniche del 2025?
Le fatture elettroniche del 2025 vanno conservate a norma entro tre mesi dal termine della dichiarazione dei redditi. Poiché il 31 ottobre 2026 è sabato e il 31 gennaio 2027 domenica, la scadenza passa a lunedì 1° o martedì 2 febbraio 2027, secondo il calcolo. Il versamento si può fare con il servizio di conservazione a consumo DocuCloud.
La conservazione a norma delle fatture elettroniche non ha una data fissa: il termine è collegato alla dichiarazione dei redditi e scade il terzo mese successivo al termine per presentarla, come ha chiarito l'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 46/E del 2017.
Per i documenti del 2025 il calendario sposta la data oltre gennaio. Il termine del 31 gennaio 2027 cade di domenica e la dichiarazione stessa slitta al 2 novembre 2026: l'ultimo giorno utile arriva così a febbraio 2027.
Obblighi, documenti coinvolti e requisiti tecnici sono riepilogati nella guida alla conservazione digitale a norma di legge.
Takeaways - Punti chiave dell'articolo
- Tre mesi dalla dichiarazione: I documenti informatici rilevanti ai fini fiscali vanno conservati a norma entro tre mesi dal termine di presentazione della dichiarazione dei redditi annuale.
- Redditi al 2 novembre: Il modello Redditi per il periodo d'imposta 2025 scade il 31 ottobre 2026, che è un sabato, e slitta quindi a lunedì 2 novembre 2026.
- Due date possibili: La conservazione dei documenti del 2025 scade lunedì 1° febbraio o martedì 2 febbraio 2027, a seconda del termine da cui si contano i tre mesi.
- Non solo fatture: Nella stessa scadenza rientrano le fatture emesse e ricevute, i registri contabili tenuti con sistemi elettronici e gli altri documenti informatici fiscali.
- Forfettari inclusi: Dal 1° gennaio 2024 tutti i forfettari emettono fattura elettronica, quindi anche loro devono conservare a norma le fatture del 2025.
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Attiva DocuCloud gratis Attivazione gratuita • Nessun canone o abbonamento • 10 anni di conservazione dal versamentoPerché la scadenza della conservazione slitta a febbraio 2027?
La scadenza slitta a febbraio 2027 per effetto del calendario: i tre mesi si contano dal termine della dichiarazione dei redditi, e sia quel termine sia la fine dei tre mesi cadono in giorni non lavorativi.
La regola è nel decreto del Ministero dell'Economia del 17 giugno 2014: i documenti informatici rilevanti ai fini fiscali si conservano entro il termine dell'art. 7, comma 4-ter, del d.l. 357/1994, cioè tre mesi dopo la dichiarazione annuale (risoluzione n. 16/E del 2022).
Il modello Redditi per il 2025 va inviato entro il 31 ottobre 2026, che è sabato, e la scadenza passa a lunedì 2 novembre. Le scadenze fiscali che cadono di sabato o in un giorno festivo slittano infatti al primo giorno lavorativo successivo (d.l. 70/2011, decreto Sviluppo).
Le due letture possibili portano a date diverse:
| Calcolo | Punto di partenza | Ultimo giorno utile |
|---|---|---|
| Dal termine teorico | 31 ottobre 2026: i tre mesi finiscono domenica 31 gennaio 2027 | Lunedì 1° febbraio 2027 |
| Dal termine effettivo | 2 novembre 2026, dopo lo slittamento della dichiarazione | Martedì 2 febbraio 2027 |
Il confronto è stato pubblicato il 12 ottobre 2026 su NT+ Fisco del Sole 24 Ore dal Comitato tecnico di AssoSoftware, che non sceglie tra le due date e suggerisce di attendere una posizione ufficiale.
Finché l'Agenzia delle Entrate non si pronuncia, la data che rispetta entrambe le letture è lunedì 1° febbraio 2027.
Quali documenti fiscali rientrano nella scadenza di febbraio 2027?
Nella scadenza di febbraio 2027 rientrano tutti i documenti informatici rilevanti ai fini fiscali del periodo d'imposta 2025, non solo le fatture.
- Fatture elettroniche: quelle emesse e quelle ricevute nel 2025, attive e passive.
- Registri contabili: libro giornale, registri IVA e gli altri registri tenuti con sistemi elettronici, per i quali l'Agenzia delle Entrate ha confermato lo stesso termine (risoluzione n. 16/E del 2022).
- Altri documenti informatici fiscali: secondo AssoSoftware il decreto del 2014 vale anche per i documenti fiscali che gli intermediari trasmettono o gestiscono per conto dei contribuenti.
Per le sole fatture elettroniche transitate dal Sistema di Interscambio l'Agenzia delle Entrate offre un servizio gratuito di conservazione, che si attiva aderendo all'accordo di servizio nel portale Fatture e Corrispettivi.
Per quanto tempo tenere ciascun documento è un'altra questione, spiegata nell'articolo su quali documenti conservare per 10 anni.
I forfettari devono conservare le fatture elettroniche?
Sì, anche i contribuenti in regime forfettario devono conservare a norma le fatture elettroniche, perché dal 1° gennaio 2024 l'obbligo di emetterle vale per tutti i forfettari, senza soglie di ricavi.
Dal 1° luglio 2022 l'obbligo riguardava solo chi superava 25.000 euro di ricavi o compensi. Le fatture del 2025 dei forfettari seguono quindi la stessa scadenza di febbraio 2027, legata al modello Redditi.
Chi non conserva le fatture si espone a sanzioni e a contestazioni in caso di controllo: conseguenze e importi sono spiegati nell'articolo sulla mancata conservazione della fattura elettronica.
DocuCloud: fatture e registri del 2025 conservati a norma per 10 anni
Con DocuCloud, il servizio di conservazione di LetteraSenzaBusta, fatture elettroniche e documenti fiscali vengono conservati a norma per 10 anni dal versamento, senza rinnovi.
Il conservatore è Intesi Group S.p.A., iscritto al Marketplace AgID. Le classi documentali sono 35 e comprendono fatture elettroniche attive e passive, dichiarazioni fiscali, registri, PEC e contratti.
Si paga solo lo spazio usato: 0,97 € per MB IVA inclusa, con prezzo bloccato per 10 anni e senza canone né abbonamento. Per ogni versamento si scarica il Rapporto di Versamento, firmato digitalmente e con marca temporale del conservatore.
L'attivazione è gratuita. Aziende e professionisti firmano online la delega del Responsabile della Conservazione con la firma digitale cheFIRMA!, gratuita con la CIE di livello 3, e possono caricare anche file generati altrove.
Conclusione
Le fatture elettroniche e gli altri documenti fiscali del 2025 vanno conservati a norma entro febbraio 2027, il 1° o il 2 secondo il calcolo, perché sia il termine della dichiarazione sia la fine dei tre mesi cadono in giorni non lavorativi.
In attesa di un chiarimento ufficiale la data prudente resta lunedì 1° febbraio, e l'obbligo riguarda anche i forfettari.
Il versamento può partire subito con un servizio di conservazione a norma senza canone annuale.
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Conserva le fatture con DocuCloud Rapporto di Versamento firmato e marcato • Prezzo per MB bloccato per 10 anni • Documenti consultabili dall'area riservataDomande frequenti (FAQ) sulla scadenza della conservazione delle fatture elettroniche
Sì, le fatture elettroniche si possono portare in conservazione in qualsiasi momento prima della scadenza, perché quello fissato dal decreto del 17 giugno 2014 è un termine ultimo. Versare i documenti a intervalli regolari evita di concentrare il lavoro nelle ultime settimane, quando possono emergere file mancanti o scartati.
Sì, la conservazione a norma riguarda sia le fatture elettroniche emesse sia quelle ricevute, perché sono entrambe documenti rilevanti ai fini fiscali. Anche il servizio gratuito dell'Agenzia delle Entrate, per chi vi aderisce, porta in conservazione le fatture emesse e ricevute tramite il Sistema di Interscambio.
No, al 13 ottobre 2026 l'Agenzia delle Entrate non ha indicato se l'ultimo giorno utile sia il 1° o il 2 febbraio 2027. Il calcolo pubblicato dal Comitato tecnico di AssoSoftware esclude comunque il 31 gennaio, che è domenica, e chi conserva entro il 1° febbraio rispetta entrambe le letture.