Ultimo aggiornamento: 05 ottobre 2026

Pec

Domicilio digitale PEC assegnata d'ufficio: sanzioni e rimedi

Perché il Registro Imprese attribuisce un domicilio digitale d'ufficio, cosa comporta il mancato rinnovo della PEC, quanto valgono le notifiche e come rimediare

 
La tua domanda

Come posso ottenere la PEC assegnata d'ufficio dalla Camera di Commercio?

Risposta rapida

Non si richiede: la Camera di commercio la assegna, insieme a una sanzione, all'impresa che non ha un domicilio digitale valido, con indirizzo codicefiscale@impresa.italia.it. Funziona solo in ricezione e si consulta dal cassetto digitale dell'imprenditore. Per uscirne serve una PEC propria dell'impresa, mentre la PEC personale dell'amministratore può essere la casella nominativa SuperPEC.

Un'impresa può scoprire di avere una PEC solo quando riceve la sanzione della Camera di commercio. È l'indirizzo che il Registro Imprese attribuisce a chi non ha un domicilio digitale valido, e da quel momento le notifiche arrivano lì.

Il funzionamento della posta certificata è spiegato nella guida alla posta certificata per le imprese.


Takeaways - Punti chiave dell'articolo

  • Indirizzo d'ufficio: Il domicilio assegnato d'ufficio ha la forma codicefiscale@impresa.italia.it, è iscritto in INI-PEC ed è attivo solo per ricevere comunicazioni e notifiche.
  • Termine del 2020: Le imprese dovevano comunicare il domicilio digitale al Registro Imprese entro il 1° ottobre 2020, come previsto dall'art. 37 del DL 76/2020.
  • Sanzione per le società: Una società senza domicilio digitale valido rischia da 206 a 2.064 €, cioè la sanzione dell'art. 2630 c.c. in misura raddoppiata.
  • Sanzione per le ditte: Per un'impresa individuale la sanzione va da 30 a 1.548 €, cioè quella dell'art. 2194 c.c. in misura triplicata.
  • Comunicazione gratuita: Iscrivere o cambiare la sola PEC nel Registro Imprese è esente da diritti di segreteria e imposta di bollo, secondo le Camere di commercio.

All'amministratore serve un domicilio digitale personale?

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Perché la Camera di Commercio assegna una PEC d'ufficio?

Perché ogni impresa iscritta al Registro Imprese, società o ditta individuale, deve avere un domicilio digitale. L'art. 37 del DL 76/2020 ha fissato il termine del 1° ottobre 2020: a chi non l'ha comunicato, o se l'è visto cancellare, la Camera di commercio applica la sanzione e assegna un indirizzo.

L'indirizzo ha la forma codicefiscale@impresa.italia.it, viene iscritto in INI-PEC e si consulta nel cassetto digitale dell'imprenditore. Il rappresentante dell'impresa vi accede con SPID o CNS.


Quali sono le conseguenze del mancato rinnovo della casella PEC?

Per un'impresa, una casella scaduta non è più un domicilio valido. La Camera di commercio chiede di indicarne uno nuovo entro trenta giorni; senza risposta né opposizione, cancella l'indirizzo dal Registro Imprese e avvia la procedura di sanzione e di assegnazione d'ufficio.

Le sanzioni previste sono queste:

Impresa Sanzione Pagamento in misura ridotta
Società Da 206 a 2.064 € 412 €
Impresa individuale Da 30 a 1.548 € 60 €

Cosa succede in generale a una casella non rinnovata è spiegato in le conseguenze di una PEC scaduta.


Le notifiche inviate alla PEC d'ufficio sono valide?

Sì. Con la sentenza n. 767/2026 la Corte di giustizia tributaria di primo grado di Milano ha ritenuto valida la notifica di un avviso di accertamento alla PEC assegnata d'ufficio, anche se l'impresa non aveva mai aperto la casella.

I domicili iscritti in INI-PEC sono il mezzo esclusivo di comunicazione e notifica con imprese e professionisti (art. 6-bis CAD). Per questo conviene controllare spesso il cassetto digitale, come accade per le multe arrivate via PEC.


L'obbligo di comunicare la PEC alla Camera di Commercio è ancora in vigore?

Sì. L'impresa deve iscrivere una PEC attiva, unica e nella sua titolarità esclusiva: non sono ammessi indirizzi condivisi con altre imprese o quelli di professionisti e studi. Si comunica con una pratica telematica al Registro Imprese, non con una email, e la comunicazione della sola PEC è gratuita.

Una volta iscritta, la PEC propria sostituisce il domicilio d'ufficio. Chi ha una partita IVA trova i casi di obbligo in l'obbligo di PEC per la partita IVA.

Per l'amministratore unico, l'amministratore delegato o, in mancanza, il presidente del CdA di società di capitali, consortili e cooperative serve anche un domicilio digitale personale, diverso da quello dell'impresa (art. 13 DL 159/2025). Può essere la PEC personale SuperPEC, con indirizzo nomecognome@superpec.it.

SuperPEC non ha canone né rinnovi e ogni invio costa 1,97 € IVA inclusa. Le regole per gli amministratori sono raccolte in gli obblighi PEC degli amministratori.


Conclusione

La PEC d'ufficio non si chiede: arriva con la sanzione a chi non ha un domicilio digitale valido, funziona solo in ricezione e le notifiche che riceve valgono. Per uscirne l'impresa deve comunicare una PEC propria al Registro Imprese.

Per il domicilio personale richiesto all'amministratore c'è la casella SuperPEC distinta da quella dell'impresa.

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Domande frequenti (FAQ) sulla PEC assegnata d'ufficio

Si cerca l'impresa su INI-PEC, consultabile da chiunque senza autenticazione, oppure si controlla la visura, gratuita dal cassetto digitale dell'imprenditore. Se l'indirizzo termina con @impresa.italia.it è quello assegnato d'ufficio. Come cercare un indirizzo è spiegato in la ricerca degli indirizzi su INI-PEC.

No, il domicilio assegnato d'ufficio è attivo solo in ricezione: si leggono comunicazioni e notifiche dal cassetto digitale, ma non si può rispondere né scrivere ad altri. Per inviare messaggi con valore legale l'impresa deve attivare una PEC propria presso un gestore autorizzato e comunicarla al Registro Imprese.

Per i professionisti iscritti in albi ed elenchi la regola è diversa da quella delle imprese: l'ordine o il collegio invia una diffida ad adempiere entro 30 giorni e, se la PEC non viene comunicata, dispone la sospensione dall'albo o dall'elenco fino alla comunicazione (art. 16, commi 7 e 7-bis, DL 185/2008).