Ultimo aggiornamento: 18 ottobre 2026

Reclami

Servizio che non funziona: contestare o chiudere il rapporto

Reclamo o disdetta secondo l'obiettivo, se si può reclamare senza disdire, perché conviene reclamare prima di chiudere e quando basta la sola disdetta

 
La tua domanda

Come si denuncia un disservizio?

Risposta rapida

Un disservizio si denuncia con un reclamo scritto all'azienda responsabile, chiedendo rimborso, indennizzo o ripristino del servizio; se l'obiettivo è chiudere il rapporto, serve la disdetta, con regole e preavviso propri. Per contestare il disservizio restando clienti ci sono Reclamo Sicuro per i disservizi e, su WhatsApp, SMS o email, NotificaTo per il disservizio.

Davanti a un servizio che non funziona le reazioni sono due: pretendere che venga sistemato o andarsene. Sono obiettivi diversi, e richiedono strumenti diversi.

Scegliere quello sbagliato allunga i tempi e, a volte, fa perdere diritti.

Come si scrive e dove si invia un reclamo è spiegato nella guida al reclamo per i disservizi.


Takeaways - Punti chiave dell'articolo

  • Due obiettivi: Ci sono 2 strumenti: chi vuole un rimedio e restare cliente usa il reclamo; chi vuole solo chiudere il rapporto usa la disdetta, con il suo preavviso.
  • Il reclamo non chiude: Contestare un disservizio non scioglie il contratto: il rapporto resta attivo, con i diritti e gli obblighi di entrambe le parti.
  • Termini di risposta: Molti settori fissano tempi per rispondere al reclamo, come i 30 giorni solari per i venditori di energia elettrica.
  • Prove per dopo: Un reclamo documentato può servire anche in seguito, per esempio per recedere senza penali dal servizio internet dopo 2 misurazioni negative.
  • Destinatari diversi: Reclamo e disdetta arrivano spesso a uffici diversi della stessa azienda: conviene inviarli come comunicazioni separate.

Il servizio non funziona ma il contratto va bene?

Contesta il disservizio Richiesta di rimborso o ripristino • Moduli per telefonia, energia e banche • Prova di consegna del reclamo

Reclamo o disdetta: la domanda che decide tutto

La domanda è una sola: si vuole una soluzione o si vuole andare via?

Obiettivo Strumento Effetto sul contratto
Rimborso o ripristino Reclamo Il contratto prosegue
Chiudere il rapporto Disdetta o recesso Il contratto cessa ai termini previsti
Rimedio e poi uscita Reclamo, poi disdetta Prove del disservizio conservate

Per scrivere il reclamo nel modo giusto vale l'articolo su come redigere il testo del reclamo.


Si può reclamare senza disdire il contratto?

Sì: il reclamo presuppone un contratto attivo e non lo interrompe. Chi reclama resta cliente, con il diritto di ottenere il servizio promesso e gli indennizzi previsti.

Nelle comunicazioni elettroniche, per esempio, dopo il reclamo all'operatore si può attivare la conciliazione gratuita, come spiegato nell'articolo sul rimborso per disservizio internet.


Reclamo prima, disdetta poi: la sequenza che conviene

Se il disservizio spinge a cambiare fornitore, conviene reclamare prima: il reclamo documenta il problema, fa decorrere i termini di risposta e fa maturare eventuali indennizzi, che restano dovuti anche dopo la chiusura.

Per internet, due misurazioni certificate negative a distanza di 30 giorni permettono di recedere senza penali dal servizio. Per l'energia, gli indennizzi sono spiegati nell'articolo sulla bolletta sbagliata da reclamare.


Quando serve solo la disdetta

Se non c'è nulla da contestare e l'obiettivo è solo chiudere, basta la disdetta: va inviata entro i termini di preavviso del contratto, con un canale che provi la data di arrivo.

Per questa comunicazione c'è il servizio gemello Disdetta Certa per chiudere i contratti, con moduli per fornitore. Per contestare un disservizio resta il servizio Reclamo Sicuro.

Reclamo e disdetta possono partire anche su WhatsApp, SMS o email con NotificaTo per segnalare il disservizio, se il contratto non impone un canale preciso per la disdetta.


Conclusione

Per un disservizio si reclama restando clienti; per chiudere il rapporto si invia la disdetta. Quando si vogliono entrambe le cose conviene reclamare prima, così da conservare prove e indennizzi.

Per contestare il disservizio con prova dell'invio c'è il reclamo online per disservizi; su WhatsApp, SMS o email c'è la segnalazione certificata del disservizio.

Conviene reclamare prima di cambiare fornitore?

Documenta il problema con NotificaTo Prove utili anche per chiudere il contratto • WhatsApp, SMS o email • Recapito anche senza PEC del destinatario

Domande frequenti (FAQ) su reclamo e disdetta

Significa contestare per iscritto un problema a chi ne è responsabile e chiedere un rimedio preciso, come un rimborso o il ripristino del servizio, entro un termine. Definizione, contenuti e differenze con il ricorso sono spiegati nell'articolo sul reclamo formale e la sua definizione.

No: il reclamo non scioglie né sospende il contratto, che prosegue con i diritti e gli obblighi di entrambe le parti. Per chiudere il rapporto serve una comunicazione diversa, la disdetta o il recesso, inviata nei termini previsti dal contratto o dalla legge.