Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2026

Reclami

Dal promemoria alla messa in mora: il sollecito scritto

Come richiedere un pagamento, scrivere una PEC di sollecito, spedirlo per raccomandata o WhatsApp, cosa cambia con la messa in mora e quanti solleciti inviare

 
La tua domanda

Come si invia un sollecito di pagamento?

Risposta rapida

Un sollecito di pagamento si invia per iscritto al debitore indicando fattura o contratto, importo, scadenza superata e un nuovo termine; per la messa in mora conviene un canale che provi l'arrivo. Si spedisce via PEC o raccomandata con Reclamo Sicuro per i solleciti oppure, sul cellulare o all'email del debitore, con il sollecito digitale di NotificaTo.

Una fattura non pagata non si recupera con i promemoria a voce: dopo la scadenza serve una richiesta scritta, chiara sull'importo e sul nuovo termine.

Il primo sollecito può restare cortese; quelli successivi devono lasciare una prova utilizzabile.

Il percorso dal reclamo alle autorità è spiegato nella guida alle richieste scritte formali.


Takeaways - Punti chiave dell'articolo

  • Richiesta scritta: Il debitore è costituito in mora con un'intimazione o una richiesta fatta per iscritto (art. 1219 c.c.), non con una telefonata.
  • Interessi dalla mora: Dal giorno della mora sulle somme di denaro sono dovuti gli interessi legali, anche senza provare un danno (art. 1224 c.c.).
  • Prescrizione da capo: L'atto che costituisce in mora interrompe la prescrizione (art. 2943 c.c.), e da lì inizia a decorrere un nuovo periodo (art. 2945).
  • Elementi essenziali: Un sollecito efficace indica almeno 4 elementi: documento di riferimento, importo, scadenza superata e nuovo termine di pagamento.
  • Mora automatica: In 3 casi la mora scatta senza richiesta, come per i debiti da fatto illecito o se il debitore dichiara per iscritto di non voler pagare.

La fattura è scaduta da settimane?

Invia il sollecito scritto Data di arrivo provata dalle ricevute • PEC o raccomandata con ricevuta • Base per la messa in mora

Come richiedere il pagamento?

Si scrive al debitore richiamando fattura, contratto o accordo, l'importo dovuto e la data di scadenza, indicando come pagare, per esempio con coordinate bancarie, e un nuovo termine.

Il primo sollecito può essere un promemoria cortese; se resta senza esito, il successivo va inviato con un canale tracciato. Le parti di una lettera formale sono descritte in come si scrive una lettera di reclamo.


Come scrivere una PEC per sollecito pagamento?

Nell'oggetto si indicano «Sollecito di pagamento» e il numero della fattura; nel corpo poche righe di trasmissione; in allegato il sollecito completo, datato e firmato, con importo, scadenza e nuovo termine.

Con Reclamo Sicuro per i crediti il sollecito parte via PEC con firma digitale, da 11,95 € IVA inclusa, e le ricevute provano la data di arrivo. Quando scegliere la PEC è spiegato nell'articolo su canale certificato o raccomandata AR.


Come si effettua un sollecito di pagamento con raccomandata?

Se il debitore non ha una PEC nota, si può usare la raccomandata con ricevuta di ritorno: il testo è lo stesso, e la ricevuta prova consegna e data.

Con Reclamo Sicuro il sollecito si compila online e viene stampato e spedito dal servizio, da 12,97 € IVA inclusa. Perché un'email semplice non basta è spiegato nell'articolo su email e prova dell'invio.


Si può inviare un sollecito di pagamento via WhatsApp, SMS o email?

Sì, ma per costituire in mora il debitore serve una richiesta fatta per iscritto (art. 1219 c.c.) di cui si possano provare contenuto e data di arrivo: un messaggio WhatsApp o un'email ordinaria non lo certificano.

Un documento informatico ha la forma scritta e l'efficacia della scrittura privata se porta una firma qualificata o avanzata; negli altri casi il giudice ne valuta liberamente forma e valore di prova (art. 20, comma 1-bis, CAD).

Con NotificaTo, la raccomandata digitale di LetteraSenzaBusta, il sollecito arriva sul cellulare o all'email del debitore a 9,97 € a invio, IVA inclusa, con fino a 8 prove legali certificate, secondo il canale, munite di sigillo elettronico e marca temporale qualificati.

La pagina del servizio indica tre livelli:

  • Base: per avvisi e solleciti bonari, senza firma.
  • Smart: aggiunge la firma elettronica qualificata con LTV sull'allegato, per diffide e messe in mora.
  • Legal: aggiunge la conservazione a norma per 10 anni, per l'interruzione della prescrizione e il riconoscimento di debito.

Le prove di un servizio elettronico di recapito certificato non possono essere escluse in giudizio solo perché elettroniche (art. 43 eIDAS).

Per l'art. 1335 c.c. la comunicazione si presume conosciuta quando giunge all'indirizzo del destinatario, anche se non la apre, salvo che provi di non averne potuto avere notizia senza sua colpa.


Dal sollecito alla messa in mora: cosa cambia con l'art. 1219 c.c.

Un sollecito scritto che intima il pagamento costituisce in mora il debitore (art. 1219 c.c.): da quel giorno sono dovuti gli interessi legali (art. 1224) e la prescrizione si interrompe (art. 2943).

La mora scatta invece senza richiesta per i debiti da fatto illecito, se il debitore ha dichiarato per iscritto di non voler pagare o se il termine è scaduto e il pagamento andava fatto al domicilio del creditore.


Quanti solleciti prima di agire?

Nessuna norma fissa un numero minimo di solleciti: basta una richiesta scritta per costituire in mora il debitore. Nella pratica spesso si invia un promemoria cortese, poi un sollecito formale tracciato.

Se anche questo resta senza esito, il passo successivo è la diffida con termine, spiegata nell'articolo sulla diffida e il suo valore, oppure l'azione in giudizio.


Conclusione

Un sollecito efficace indica documento, importo, scadenza superata e nuovo termine, ed è inviato con un canale che provi l'arrivo. Scritto e firmato, costituisce in mora il debitore e interrompe la prescrizione.

Per spedire il sollecito con ricevute conservate c'è l'invio di solleciti online di LetteraSenzaBusta; se il debitore non ha la PEC, bastano il suo cellulare o la sua email con il sollecito su WhatsApp, SMS o email.

Il cliente non risponde alle email?

Sollecita su WhatsApp con NotificaTo Basta il cellulare o l'email del debitore • Prove con sigillo e marca temporale qualificati • 9,97 € a invio, IVA inclusa

Domande frequenti (FAQ) sui solleciti di pagamento

Con un tono cortese e diretto: si ricorda la fattura scaduta, si ipotizza una semplice dimenticanza, si indicano importo e modalità di pagamento e si propone una nuova data. Si ringrazia e si lascia un recapito per eventuali chiarimenti, senza rinunciare a indicare un termine preciso.

Frasi chiare e neutre, come «Dalle nostre verifiche la fattura n. … del … risulta non pagata», «Vi chiediamo di provvedere al pagamento di … entro il …» e «In mancanza, saremo costretti a tutelare i nostri diritti nelle sedi opportune». Vanno evitati toni offensivi o minacce.

Oggetto con «Sollecito di pagamento» e numero della fattura; nel testo importo, scadenza superata, modalità di pagamento e nuovo termine. Per un primo promemoria l'email può bastare; se il pagamento non arriva, conviene passare a PEC, raccomandata o raccomandata digitale, che provano la data di arrivo del sollecito.