Dati personali: revocare il consenso e reclamare al Garante
Cancellazione dei dati, chi può lamentare una violazione, reclamo o segnalazione, come si reclama al Garante e cosa fare se il titolare non risponde
Come si revoca il consenso al trattamento dei dati personali?
Il consenso al trattamento dei dati personali si revoca in qualsiasi momento, con la stessa facilità con cui è stato dato (art. 7 GDPR), con una richiesta al titolare che indichi i trattamenti interessati; il titolare risponde entro un mese, prorogabile di due. La richiesta parte con Reclamo Sicuro per le richieste privacy o NotificaTo, anche via email.
Newsletter mai richieste, telefonate promozionali, dati usati oltre il servizio acquistato: per fermare un trattamento basato sul consenso basta revocarlo, ma la richiesta va fatta al soggetto giusto e in modo documentato.
Se il titolare non risponde, il passo successivo è il Garante.
Le regole comuni a tutti i reclami sono raccolte nella guida ai reclami e alle autorità.
Takeaways - Punti chiave dell'articolo
- Revoca libera: Il consenso si revoca in qualsiasi momento, con la stessa facilità con cui è stato dato (art. 7 GDPR), senza effetti sul trattamento precedente.
- Un mese per rispondere: Il titolare risponde alle richieste sui dati entro 1 mese, prorogabile di altri 2 per richieste complesse, comunicando la proroga.
- Senza formalità: La richiesta al titolare non richiede formalità particolari: basta indicare chi scrive, quali dati e cosa si chiede.
- Reclamo gratuito: Reclamo e segnalazione al Garante sono gratuiti; il reclamo (art. 77 GDPR) va firmato e indica fatti, norme violate e misure richieste.
- Nove mesi: Il Garante decide il reclamo entro 9 mesi e, entro 3 mesi, informa l'interessato sullo stato del procedimento.
Un'azienda usa ancora i dati personali?
Invia la richiesta al titolare Data di ricezione provata dalle ricevute • Invio via PEC o raccomandata AR • Prova utile per il reclamo al GaranteCome chiedere la cancellazione dei dati personali?
Si scrive al titolare del trattamento chiedendo la cancellazione dei dati ai sensi dell'art. 17 GDPR, per esempio perché non sono più necessari o perché il consenso è stato revocato e manca un'altra base giuridica.
La richiesta indica chi scrive, quali dati o trattamenti riguarda e un recapito per la risposta. La risposta è gratuita e arriva entro un mese, salvo proroga motivata. Come scrivere una richiesta chiara è spiegato nell'articolo su come si scrive una richiesta formale.
Chi può lamentare una violazione della privacy?
Può farlo l'interessato, cioè la persona a cui si riferiscono i dati. Il reclamo al Garante può essere presentato anche per suo conto, con procura, da un avvocato, da un organismo o da un'associazione senza scopo di lucro attivi nella protezione dei dati.
Una segnalazione, invece, può essere inviata da chiunque. Chi può presentare un reclamo in generale è spiegato nell'articolo sul reclamo formale e chi lo presenta.
Differenza tra reclamo e segnalazione al Garante
Il reclamo (art. 77 GDPR) è una richiesta circostanziata: indica fatti, norme che si presumono violate e misure richieste, va firmato e il Garante lo decide entro nove mesi.
La segnalazione (art. 144 Codice privacy) può essere presentata da chiunque e serve al Garante per valutare eventuali provvedimenti, senza una decisione sul caso di chi segnala. Entrambi sono gratuiti.
Come posso presentare un reclamo al Garante per la privacy?
Il reclamo si presenta con il modello del Garante, firmato in modo autenticato, digitale o autografo con copia del documento d'identità, e si invia via PEC a protocollo@pec.gpdp.it, per posta a Piazza Venezia 11, 00187 Roma, o si consegna a mano.
Conviene allegare la richiesta già inviata al titolare e la prova della sua ricezione. Per i reclami verso enti pubblici vale anche l'articolo su quando la PA non risponde.
Il titolare non risponde all'istanza privacy: cosa fare
Se il titolare non risponde entro un mese, o entro la proroga comunicata, conviene un sollecito scritto; poi si può presentare reclamo al Garante o rivolgersi al giudice.
Con Reclamo Sicuro per la privacy richiesta e sollecito partono via PEC o raccomandata AR, e le ricevute provano la data da cui decorre il mese. Perché conviene firmare il modulo inviato via PEC è spiegato nell'articolo sulla PEC che arriva senza firma.
Se il titolare indica un indirizzo email per esercitare i diritti, richiesta e sollecito possono arrivarci con NotificaTo per la richiesta al titolare, con prove certificate di data e consegna.
Conclusione
Il consenso si revoca in qualsiasi momento con una richiesta al titolare, che deve rispondere entro un mese; se non lo fa, reclamo al Garante o giudice. La prova della data di ricezione è il punto di partenza di ogni passo successivo.
Per inviare la richiesta al titolare con ricevuta c'è il servizio di richieste privacy di LetteraSenzaBusta; all'email del titolare la porta la richiesta privacy con prove certificate.
Il titolare non ha risposto entro un mese?
Sollecita il titolare con NotificaTo All'email indicata dal titolare • Data di consegna certificata • Prove con marca temporale qualificataDomande frequenti (FAQ) su consenso e reclamo al Garante
Nulla: secondo il Garante, sia il reclamo sia la segnalazione sono gratuiti. Restano solo gli eventuali costi del mezzo scelto per inviarli, come una PEC o una raccomandata, e quelli di un avvocato o di un'associazione, se si sceglie di farsi rappresentare con procura.
Quando il trattamento si basa sul consenso, il titolare deve poter dimostrare di averlo ottenuto. L'interessato può revocarlo in qualsiasi momento, con la stessa facilità con cui lo ha dato, e deve esserne informato prima; la revoca non rende illecito il trattamento già avvenuto.
Il Garante decide il reclamo entro nove mesi dalla presentazione e, entro tre mesi, informa l'interessato sullo stato del procedimento. Per motivate esigenze istruttorie, comunicate all'interessato, il termine può arrivare a dodici mesi (art. 143 Codice privacy). Conviene allegare subito tutta la documentazione utile.