Il negozio online non rimborsa: come far valere la garanzia
Quanto dura la garanzia legale, chi ne risponde, in che ordine si chiedono i rimedi, cosa scrivere nella diffida e cosa è cambiato per i consumatori dal 2022.
Cosa posso fare se un negozio online non mi rimborsa?
Se un negozio online non rimborsa, il primo passo è un reclamo formale scritto con diffida e un termine di quindici giorni, inviato con un canale tracciabile: fa valere la garanzia legale di due anni del Codice del Consumo e costruisce la prova per il passaggio successivo. Il reclamo al venditore si invia con Reclamo Sicuro di LetteraSenzaBusta.
Il momento in cui un acquisto online si complica è sempre lo stesso: il prodotto è tornato indietro, il rimborso no, e le risposte dell'assistenza cominciano a somigliarsi. A quel punto insistere sullo stesso canale produce soprattutto altre risposte uguali.
Quello che cambia la situazione è passare a un documento con una data e un termine. Qui trovi quanto dura la garanzia, chi deve risponderne, in che ordine vanno chiesti i rimedi e cosa scrivere perché la richiesta non si possa aggirare.
Takeaways - Punti chiave dell'articolo
- Due anni dalla consegna: è la durata della garanzia legale di conformità per i beni venduti a un consumatore, prevista dal Codice del Consumo.
- Risponde il venditore, non il produttore: è a chi ha venduto che ci si rivolge, anche quando il difetto è di fabbrica.
- I rimedi hanno un ordine: prima riparazione o sostituzione, poi riduzione del prezzo o risoluzione. Chiedere subito il rimborso è il motivo più comune di rifiuto.
- La diffida deve avere un termine: una richiesta senza scadenza si può ignorare senza conseguenze. Con un termine, il silenzio diventa inadempimento.
- Per i consumatori è caduto l'obbligo di denunciare entro due mesi: la disciplina è stata riscritta e quel termine non si applica più agli acquisti dei consumatori. La formulazione va verificata prima della pubblicazione.
Devi fare un reclamo e vuoi che resti provato?
Invia un reclamo Moduli pronti per azienda • PEC o raccomandata • Ricevute conservateQuanto dura la garanzia per gli acquisti online
La garanzia legale di conformità copre due anni dalla consegna del bene e vale per gli acquisti fatti da un consumatore presso un venditore professionale, online o in negozio, senza differenze.
È cosa distinta dalla garanzia commerciale, quella che a volte il produttore aggiunge: la garanzia legale c'è sempre e non si può escludere per contratto, quella commerciale è un'aggiunta volontaria con le sue condizioni.
Durata, decorrenza e condizioni sono indicativi e vanno verificati prima della pubblicazione, perché la disciplina è stata riscritta nel 2021 e la numerazione degli articoli è cambiata.
Chi risponde della garanzia
Il venditore. È l'errore più diffuso: davanti a un difetto di fabbricazione molti si rivolgono al produttore e vengono rimandati indietro, perdendo settimane. Il rapporto contrattuale è con chi ha venduto, ed è a quello che si chiede.
Se il venditore ha sede all'estero la strada resta la stessa, ma conviene controllare le condizioni contrattuali e l'esistenza di un rappresentante nell'Unione, perché cambia molto la praticabilità del recupero.
In che ordine si chiedono i rimedi
L'ordine non è una formalità. Prima si chiede il ripristino della conformità, cioè riparazione o sostituzione, a scelta fra le due salvo che una sia impossibile o sproporzionata. Solo se questi rimedi non sono praticabili, o se il venditore non vi provvede in tempi ragionevoli e senza notevoli inconvenienti, si passa alla riduzione del prezzo o alla risoluzione del contratto con restituzione.
Chiedere direttamente il rimborso salta il primo gradino e offre al venditore la risposta più facile: che era disponibile a riparare. Nella diffida conviene quindi dichiarare che i rimedi principali sono stati chiesti e non ottenuti, con le date.
I riferimenti normativi sono indicativi e vanno verificati sul caso concreto.
Cosa scrivere nella diffida
Gli estremi dell'ordine e della consegna, la descrizione del difetto, cosa è stato già chiesto e quando, cosa si chiede adesso, e un termine entro cui si attende adempimento. Quindici giorni è un termine ragionevole per un rimborso già dovuto.
L'ultima riga è quella che dà peso al documento: l'indicazione che, scaduto il termine, si procederà nelle sedi competenti. Non è una minaccia generica, è la conseguenza normale, e va scritta perché rende evidente che il termine è reale.
Conclusione
Fra un reclamo e una diffida la differenza sta nel termine: il primo chiede, la seconda chiede entro una data e mette agli atti cosa succede dopo. Per un rimborso che non arriva, la seconda forma è quella che sposta le cose.
Il canale tracciato di Reclamo Sicuro di LetteraSenzaBusta fissa la data da cui si contano i giorni del termine assegnato e lascia la ricevuta da allegare nel passaggio successivo. Le indicazioni di questa pagina sono generali e vanno verificate sul caso concreto.
Devi fare un reclamo e vuoi che resti provato?
Invia un reclamo Moduli pronti per azienda • PEC o raccomandata • Ricevute conservateDomande frequenti (FAQ) su garanzia e rimborsi online
Deve ripristinare la conformità del bene senza spese per l'acquirente, riparandolo o sostituendolo entro un tempo ragionevole e senza notevoli inconvenienti. Se non lo fa, il consumatore può chiedere la riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto con restituzione di quanto pagato.
Per gli acquisti dei consumatori l'obbligo di denunciare il difetto entro due mesi dalla scoperta non si applica più: era previsto dalla disciplina precedente ed è stato superato dalla riforma del 2021. Resta il limite complessivo dei due anni dalla consegna. La formulazione va verificata sul caso concreto.
Oltre alla garanzia legale di due anni ci sono il diritto di ripensamento entro quattordici giorni per gli acquisti a distanza e il diritto alla consegna entro il termine concordato. Sono tre tutele distinte, con presupposti e termini propri, che non vanno confuse fra loro.