Ultimo aggiornamento: 02 settembre 2026

Firma digitale

Quali documenti servono avere per la firma digitale

Quali documenti d'identità sono accettati, quali non lo sono, e come si risolvono i casi in cui il codice fiscale viene rifiutato in fase di attivazione.

 
La tua domanda

Che documenti servono per la firma digitale?

Risposta rapida

Per ottenere la firma digitale, se si sceglie l'identificazione tramite video riconoscimento servono un documento d'identità in corso di validità (carta d'identità, patente o passaporto) e il codice fiscale su tessera sanitaria o certificato di attribuzione, altrimenti basta avere la CIE configurata sull'app CIEid con il livello 3. Per attivare cheFIRMA! di LetteraSenzaBusta puoi scegliere entrambe le attivazioni.

L'attivazione della firma digitale si interrompe quasi sempre per lo stesso motivo: CIE non abilitata al livello 3 o un documento che il sistema di video riconoscimento online non accetta, come ad esempio da una tessera sanitaria scaduta.

Oggi andiamo a capire quali documenti sono accettati e non accettati per il rilascio della firma digitale.


Takeaways - Punti chiave dell'articolo

  • Bastano 2 documenti: Un documento d'identità in corso di validità e il codice fiscale su tessera sanitaria o certificato di attribuzione.
  • Quali documenti valgono: Carta d'identità, patente e passaporto, purché non scaduti e con la fotografia leggibile.
  • Le scansioni non bastano: Serve l'originale da mostrare in camera o da leggere con il telefono: fotocopie e file non sono accettati.
  • Il vecchio tesserino non vale: Il tesserino plastificato del Ministero delle Finanze non è più accettato come prova del codice fiscale.
  • Se il codice fiscale viene rifiutato: Quasi sempre è un disallineamento anagrafico: si verifica con l'Agenzia delle entrate e si corregge prima di riprovare.

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Quando la patente non vale come documento di identità?

La patente è accettata quando è in corso di validità e leggibile in tutte le sue parti, fotografia compresa. Non vale se è scaduta, se è rovinata al punto da rendere incerti i dati, o se si tratta di un duplicato provvisorio privo di fotografia.

Il punto su cui ci si ferma più spesso è la scadenza: molte patenti restano nel portafoglio anni dopo il rinnovo dei dati anagrafici, e in fase di riconoscimento il sistema controlla la data. Prima di iniziare conviene guardarla, perché è un controllo che costa dieci secondi.

Se la patente non è utilizzabile, si può usare la carta d'identità o il passaporto: la procedura non cambia, e nessuno dei tre documenti dà un trattamento diverso agli altri.


Posso ottenere la firma digitale con il passaporto?

Sì, il passaporto è uno dei documenti accettati, purché sia in corso di validità. Vale sia per i cittadini italiani sia per chi ha una cittadinanza straniera e si trova nella condizione di dover firmare documenti in Italia.

Per chi non è cittadino italiano il documento da solo non basta: serve anche un codice fiscale italiano, che è l'elemento con cui la persona viene identificata negli archivi. Chi non lo ha deve richiederlo prima, perché senza non è possibile emettere il certificato.

Chi risiede stabilmente all'estero ha qualche passaggio in più da considerare, che riguarda l'iscrizione all'anagrafe dei residenti all'estero e la disponibilità di un documento riconosciuto: è una situazione con regole proprie, che vale la pena verificare prima di avviare la pratica.


Perché mi dice che il codice fiscale non è valido?

Nella grande maggioranza dei casi non è il codice a essere sbagliato, ma un disallineamento fra quello che risulta negli archivi e quello che è stato inserito: un nome doppio scritto per intero in un posto e abbreviato nell'altro, un cognome con particelle, un luogo di nascita registrato con la denominazione vecchia.

La seconda causa più frequente è la tessera sanitaria scaduta. La tessera vale anche come attestazione del codice fiscale, ma se è scaduta il sistema non la accetta: in quel caso si usa il certificato di attribuzione del codice fiscale, che si ottiene gratuitamente dall'Agenzia delle entrate.

Quando il problema persiste conviene verificare i propri dati direttamente con l'Agenzia delle entrate prima di riprovare, perché è l'unico modo per capire quale campo non corrisponde. Riprovare più volte con gli stessi dati non cambia l'esito.


Quali documenti NON sono accettati?

L'elenco delle cose che non vanno bene è più utile di quello dei documenti validi, perché è lì che le attivazioni si fermano. Sono quattro casi, e capitano tutti con una certa frequenza.

Che cosa viene rifiutato e perché.

Che cosa Perché non è accettato
Documenti scaduti il riconoscimento richiede un documento in corso di validità, senza eccezioni
Scansioni e fotocopie serve l'originale, da mostrare in camera o da leggere con il telefono
Vecchio tesserino del Ministero delle Finanze non è più un documento valido per attestare il codice fiscale
Attestazioni di enti previdenziali non sostituiscono il documento d'identità né il codice fiscale ufficiale

Conclusione

Se decidi di attivare la firma digitale con video identificazione online i documenti da preparare sono due: uno d'identità in corso di validità, a scelta fra carta d'identità, patente e passaporto, e il codice fiscale su tessera sanitaria valida oppure sul certificato di attribuzione, altrimenti ti basta registrare la tua CIE sull'APP CIEid e configuarla al livello 3.

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Domande frequenti (FAQ) sui documenti necessari per ottenere la firma digitale

No, sono due cose diverse: la firma serve a sottoscrivere documenti, non a identificarsi. Il certificato contiene i dati del titolare, ma non sostituisce la carta d'identità e non può essere esibito al posto di un documento di riconoscimento.

Una volta attivata sì: per firmare bastano le credenziali e il codice di conferma. Il documento d'identità serve nella fase di attivazione, quando il prestatore deve accertare chi sta richiedendo il certificato, e in occasione dei rinnovi che lo richiedano.

Nulla di fisico da consegnare, perché la procedura è online: servono il documento d'identità e il codice fiscale a portata di mano, uno smartphone per il riconoscimento e un indirizzo di posta elettronica valido su cui ricevere le comunicazioni.