FES, FEA e FEQ: i tre tipi di firma elettronica
Che cosa distingue i tre livelli, quando la firma avanzata non basta e perché per certi atti la legge impone quella qualificata a pena di nullità.
Quali sono i 3 tipi di firma elettronica?
I 3 tipi di firma elettronica previsti dal Regolamento eIDAS sono: la firma elettronica semplice (FES, come la firma su tablet del corriere), la firma elettronica avanzata (FEA, con connessione univoca al firmatario) e la firma elettronica qualificata (FEQ), l'unica equiparata alla firma autografa. cheFIRMA! di LetteraSenzaBusta è una FEQ remota.
Firma elettronica non è una cosa sola: è una famiglia di tre livelli, e la differenza fra loro non è tecnica ma pratica, perché decide che cosa si può firmare e che cosa succede se qualcuno contesta.
Il regolamento europeo li chiama semplice, avanzata e qualificata. Salendo di livello aumentano i requisiti richiesti a chi la emette e aumenta la forza del documento firmato: al vertice c'è quella che in Italia chiamiamo firma digitale.
Sapere in quale livello si trova la firma che si sta usando serve prima di firmare, non dopo: per alcuni atti la legge impone il livello più alto e non ammette scorciatoie. Il servizio descritto nella pagina di cheFIRMA! si colloca in quel livello.
Takeaways - Punti chiave dell'articolo
- Sono 3 livelli, non 3 marche: Semplice, avanzata e qualificata: salendo aumentano i requisiti di emissione e la forza del documento firmato.
- Il criterio pratico: Se il documento richiede la forma scritta o va su un portale pubblico serve la qualificata; per accettazioni interne può bastare meno.
- L'avanzata non è mezza qualificata: Vale fra le parti che hanno accettato quel sistema, come nel caso delle banche, mentre la qualificata vale verso chiunque.
- Chi deve provare cosa: Con le prime due tocca a chi esibisce il documento difenderne la validità, con la qualificata tocca a chi la disconosce.
- Il limite fissato dalla legge: Per gli atti dell'art. 1350 del codice civile, numeri da 1 a 12, serve la qualificata o la digitale a pena di nullità.
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Attiva cheFIRMA! gratis Attivazione gratuita con CIE • Nessun dispositivo da comprare • Paghi solo quando firmiQual è la differenza tra una firma elettronica FEA e una FEQ?
Le due si somigliano nel nome e non nella sostanza: entrambe legano il documento a chi firma, ma cambia chi garantisce quel legame e quanto lontano arriva la garanzia.
Il confronto sui punti che pesano davvero.
| Aspetto | Firma avanzata (FEA) | Firma qualificata (FEQ) |
|---|---|---|
| Chi garantisce | il soggetto che offre il servizio, con proprie regole | un prestatore qualificato, autorizzato e vigilato |
| Certificato | non richiede un certificato qualificato | richiede un certificato qualificato intestato alla persona |
| Dove crea la firma | con strumenti sotto il controllo del firmatario | con un dispositivo sicuro conforme ai requisiti europei |
| Verso chi vale | verso le parti che hanno accettato quel sistema | verso chiunque, senza accordi preventivi |
| Atti dell'art. 1350 nn. 1-12 | non ammessa | richiesta a pena di nullità |
Cosa si intende per firma elettronica semplice?
È il livello base, e comprende qualsiasi dato in forma elettronica usato dal firmatario per firmare: la spunta su una casella al termine di un modulo, il nome scritto in fondo a una email, il codice inserito per confermare un'operazione, il segno tracciato sul tablet del corriere che consegna un pacco.
Non ha requisiti tecnici particolari, e proprio per questo non porta con sé garanzie automatiche. Il documento firmato così non è privo di valore: il giudice lo valuta liberamente, tenendo conto di quanto quel sistema fosse affidabile e di quanto sia difficile contestarlo.
Va bene dove il rischio è basso e le parti si fidano: una conferma di lettura, un'accettazione interna, un modulo senza conseguenze patrimoniali rilevanti. Non va bene dove serve una prova solida, perché in caso di disconoscimento chi si avvale del documento deve dimostrare tutto da capo.
Cosa vuol dire firma elettronica avanzata?
È il livello intermedio, e si distingue per quattro requisiti: deve essere connessa unicamente al firmatario, deve identificarlo, deve essere creata con strumenti che restano sotto il suo controllo esclusivo e deve permettere di accorgersi di ogni modifica successiva al documento.
L'esempio più diffuso in Italia è quello bancario: le firme raccolte allo sportello su tavoletta grafica, con rilevazione del tratto e della pressione, rientrano in questa categoria quando il sistema rispetta quei requisiti. Lo stesso vale per molte piattaforme di firma usate all'interno di aziende.
Il documento firmato in questo modo soddisfa il requisito della forma scritta e ha l'efficacia della scrittura privata, ma con un confine importante: vale fra chi ha adottato quel sistema e lo ha accettato, e non si può usare per gli atti che la legge riserva alla firma qualificata.
Quando serve la FEQ e non basta la firma semplice?
Serve tutte le volte che la legge chiede la forma scritta a pena di nullità. L'art. 21 del Codice dell'amministrazione digitale, al comma 2-bis, stabilisce che le scritture private indicate nell'art. 1350 del codice civile, numeri da 1 a 12, se formate come documento informatico devono essere sottoscritte con firma qualificata o digitale, altrimenti sono nulle.
Sono gli atti più pesanti: quelli che trasferiscono o costituiscono diritti su beni immobili, le locazioni ultranovennali, le divisioni, le transazioni su questi diritti. Per gli atti indicati al numero 13 dello stesso articolo la legge si accontenta anche della firma avanzata.
Fuori dal codice civile il criterio pratico è un altro e altrettanto stringente: i portali della pubblica amministrazione accettano solo firme qualificate. Deposito di bilanci, domande di concorso, fatture verso enti pubblici, aste telematiche: chi ci prova con una firma di livello inferiore vede la pratica respinta dal sistema.
Conclusione
I tre livelli non sono tre prodotti concorrenti ma tre gradini: la semplice basta dove il rischio è basso, l'avanzata regge fra chi ha accettato lo stesso sistema, la qualificata vale verso chiunque senza accordi preventivi.
La regola pratica per non sbagliare è guardare a chi va il documento: se dall'altra parte c'è un ente pubblico, un registro o un possibile giudice, il livello richiesto è il terzo. Come si attiva è descritto sulla pagina di cheFIRMA!.
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La firma raccolta su tavoletta grafica allo sportello di una banca, quando il sistema rileva i dati del tratto e li lega al firmatario in modo esclusivo. Rientrano nella stessa categoria molte piattaforme aziendali di firma, purché rispettino i quattro requisiti previsti dal regolamento europeo.
Sì, quando il sistema che la raccoglie soddisfa i requisiti della firma elettronica avanzata: in quel caso il documento ha l'efficacia della scrittura privata. Resta però il limite di quel livello, cioè non può essere usata per gli atti che la legge riserva alla firma qualificata.
La domanda confonde due cose diverse. I tre tipi sono quelli della firma elettronica (semplice, avanzata, qualificata); la firma digitale è una sola e coincide con quella qualificata. Tre sono invece i formati con cui si firma un file, cioè PAdES, CAdES e XAdES.