Firma digitale: definizione, principi e valore legale
Che cosa distingue la firma digitale dalle altre firme elettroniche, quali sono i tre principi che la reggono e perché non coincide con la firma scansionata.
Che cos'è la firma digitale?
La firma digitale è la firma elettronica qualificata italiana: un sistema crittografico a doppia chiave che collega in modo univoco un documento informatico al suo firmatario, garantendone autenticità, integrità e non ripudio. Ha lo stesso valore legale della firma autografa. Con cheFIRMA! di LetteraSenzaBusta si attiva gratuitamente online e si firma dallo smartphone.
Firma elettronica e firma digitale vengono usate come sinonimi, e non lo sono: la prima è una famiglia larga che comprende anche la spunta su un modulo o il nome scritto in fondo a una email, la seconda è il livello più alto di quella famiglia, l'unico che la legge italiana equipara alla firma di proprio pugno.
La differenza non è formale. Dietro una firma digitale c'è un certificato rilasciato da un soggetto autorizzato e vigilato, e una coppia di chiavi crittografiche che lega il documento a chi lo ha firmato: da qui derivano le tre garanzie che rendono quella firma opponibile a chi la contesta.
Vale la pena capire che cosa la distingue, perché è la ragione per cui viene richiesta in situazioni dove una firma qualsiasi non basta. Il servizio con cui si attiva è descritto nella pagina di cheFIRMA!, la firma digitale remota.
Takeaways - Punti chiave dell'articolo
- La definizione in una riga: Firma elettronica qualificata basata su crittografia a chiave pubblica: è l'unica equiparata per legge alla firma autografa.
- I 3 principi che la reggono: Autenticità di chi firma, integrità del documento firmato e non ripudio, cioè l'impossibilità di disconoscere la firma.
- Non è la firma scansionata: L'immagine della propria firma incollata in un PDF non è una firma digitale e non ne ha il valore giuridico.
- Che cosa apre in pratica: Fatture verso la pubblica amministrazione, deposito dei bilanci, concorsi, cessioni di quote, RUNTS e aste telematiche.
- Come funziona con cheFIRMA!: Attivazione gratuita, nessun dispositivo da comprare e pagamento solo delle firme effettuate: 2,99 € una raccomandata.
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Attiva cheFIRMA! gratis Attivazione gratuita con CIE • Nessun dispositivo da comprare • Paghi solo quando firmiQuali sono i 3 principi fondamentali di una firma digitale?
I principi sono tre e non sono slogan: sono le tre cose che una firma digitale permette di dimostrare davanti a chi contesta il documento. Ognuno risponde a un'obiezione diversa.
Questi sono i tre, con l'obiezione che chiudono.
- Autenticità: prova che a firmare è stata la persona indicata, perché il certificato è rilasciato a lei dopo un'identificazione.
- Integrità: prova che il documento non è stato modificato dopo la firma: qualsiasi modifica la invalida e si vede subito.
- Non ripudio: impedisce a chi ha firmato di sostenere in seguito che quella firma non sia sua.
Che cosa si può fare con la firma digitale?
L'elenco è più lungo di quanto si creda, e in molti casi la firma digitale non è un'alternativa comoda ma l'unico modo per completare l'adempimento: senza, la pratica non parte.
Gli usi più frequenti, con il motivo per cui serve proprio questa firma.
| Ambito | Che cosa si firma | Perché serve |
|---|---|---|
| Rapporti con la pubblica amministrazione | istanze, fatture elettroniche verso enti pubblici | il sistema di interscambio accetta solo formati firmati digitalmente |
| Adempimenti societari | bilanci, atti, cessioni di quote di una SRL | il deposito al registro delle imprese avviene per via telematica |
| Bandi e concorsi | domande di partecipazione, offerte di gara | la firma identifica il candidato senza consegna cartacea |
| Terzo settore | iscrizioni e aggiornamenti al RUNTS | le pratiche si presentano solo online |
| Contratti fra privati | accordi, disdette, reclami, raccomandate | dà al documento la stessa forza di una firma autografa |
Qual è la funzione principale di una firma digitale?
La funzione principale è legare in modo verificabile un documento a una persona. Non serve a rendere il documento segreto né a conservarlo: serve a rispondere a due domande, chi lo ha sottoscritto e se è rimasto quello che era.
Il meccanismo si regge su una coppia di chiavi. La chiave privata resta nella disponibilità esclusiva del titolare e produce la firma; la chiave pubblica, contenuta nel certificato, permette a chiunque di verificarla. Chi verifica non ha bisogno di conoscere il firmatario né di contattarlo: gli basta il documento.
Da questa asimmetria discende la forza della firma. Chi la contesta non può limitarsi a negare, deve spiegare come qualcuno sia arrivato a una chiave che il titolare è tenuto a custodire, e questo sposta l'onere della discussione.
Che cos'è la firma digitale in parole semplici?
Immaginate un lucchetto e una chiave che esistono in copia unica: la chiave la possiede una sola persona, il lucchetto lo può controllare chiunque. Quando quella persona firma, chiude il documento con la sua chiave; tutti gli altri, guardando il lucchetto, possono verificare che sia stata proprio lei e che nessuno abbia toccato il contenuto.
Quello che accade nella pratica somiglia poco alla crittografia e molto a un'operazione ordinaria: si carica il file, si conferma la propria identità e si scarica il documento firmato. La parte complicata la fa il sistema, non chi firma.
Va detto che cosa non è, perché è l'errore più diffuso: la propria firma fotografata e incollata dentro un PDF non è una firma digitale. È un'immagine, si può copiare e spostare su un altro documento, e non prova né chi ha firmato né che il testo sia rimasto lo stesso.
Conclusione
La firma digitale è la forma più forte di firma elettronica riconosciuta in Italia: garantisce chi ha firmato, che il documento non sia cambiato e che la firma non possa essere disconosciuta, e per questo la legge le riconosce lo stesso valore della firma autografa.
È diventata il presupposto di molte pratiche che si svolgono solo per via telematica, dal deposito di un bilancio alla domanda per un concorso. Come si attiva e quanto costa è descritto sulla pagina di cheFIRMA!.
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Serve un certificato di firma valido e non scaduto, rilasciato a proprio nome da un prestatore qualificato. Chi ha attivato una firma remota accede con le proprie credenziali e verifica dall'area personale; chi ha un dispositivo fisico trova il certificato nel software di firma, con la data di scadenza.
Comporta poter sottoscrivere documenti informatici con lo stesso valore della firma autografa, e insieme la responsabilità di custodire le proprie credenziali: la firma si presume di chi risulta titolare del certificato, quindi le credenziali non si condividono e non si delegano.
Un documento d'identità valido e il codice fiscale per l'identificazione, un certificato di firma rilasciato da un prestatore qualificato e uno strumento con cui firmare, che nella firma remota è il proprio smartphone e non richiede alcun dispositivo aggiuntivo.