Registri distribuiti: cosa sono e chi li controlla
Che cosa distingue un registro distribuito da un archivio normale, quali tecnologie rientrano nella definizione della legge e chi decide cosa vi finisce.
Che cos'è un registro distribuito?
Un registro distribuito (DLT, Distributed Ledger Technology) è un archivio replicato simultaneamente su migliaia di nodi indipendenti, senza un'autorità centrale che lo controlli: ogni copia si sincronizza tramite un meccanismo di consenso. La blockchain Bitcoin ne è l'esempio più longevo, attivo dal 2009, ed è il registro su cui scrive la Data Certa Blockchain di LetteraSenzaBusta.
In un archivio tradizionale esiste una copia autorevole e qualcuno che la custodisce: chi ha i permessi può correggere, riscrivere o cancellare, e le altre copie sono derivate. In un registro distribuito la copia autorevole non esiste, perché ce ne sono migliaia identiche su computer che non si conoscono fra loro.
La conseguenza è che nessuno può cambiare il contenuto da solo: una modifica viene accettata solo se la maggioranza dei nodi la riconosce valida secondo regole scritte nel protocollo, non secondo il permesso di un amministratore. È questa assenza di un centro che rende il registro credibile verso persone che non si fidano l'una dell'altra.
L'espressione conta anche fuori dalla tecnica, perché è quella scelta dal legislatore italiano: la norma sul valore giuridico non parla di blockchain ma di tecnologie basate su registri distribuiti. Il servizio di notarizzazione su Bitcoin scrive su un registro di questo tipo.
Takeaways - Punti chiave dell'articolo
- Nessun proprietario: Il registro non ha un ente gestore: il controllo è distribuito fra le migliaia di nodi che ne conservano una copia identica.
- La blockchain è un tipo di DLT: I registri distribuiti sono la famiglia, la blockchain è la sottofamiglia organizzata in blocchi concatenati, e Bitcoin ne è l'esempio attivo dal 2009.
- Rilevanza giuridica del termine: L'espressione tecnologie basate su registri distribuiti è quella usata dall'art. 8-ter della L. 12/2019, non la parola blockchain.
- Differenza da un archivio normale: Un archivio ha 1 amministratore che può modificare o cancellare i dati, un registro distribuito ne ha zero: le regole stanno nel protocollo.
- Perché conta per la prova: L'assenza di un controllore centrale è ciò che rende una registrazione credibile anche verso chi non si fida di chi l'ha chiesta.
Devi provare che un documento esisteva a una data?
Notarizza su Bitcoin Verificabile da chiunque • Il documento non lo carichi • Nessun abbonamentoQuali sono le tecnologie basate su registri distribuiti?
Le tecnologie basate su registri distribuiti sono i sistemi in cui più nodi indipendenti conservano la stessa copia di un archivio e la aggiornano con un meccanismo di consenso. La blockchain è la più diffusa, ma la categoria comprende anche i registri a grafo aciclico e i registri autorizzati, in cui i nodi sono noti e selezionati.
La distinzione che conta è fra registri aperti e registri chiusi. In un registro aperto chiunque può installare un nodo, leggere tutto e verificare per conto proprio: è il caso di Bitcoin. In un registro chiuso i partecipanti sono ammessi da chi lo governa, e la verifica indipendente da parte di un estraneo non è possibile.
Per una prova di esistenza la differenza è sostanziale: se i nodi sono selezionati, la credibilità della registrazione dipende da chi li ha scelti. Su un registro aperto no, e questo è il motivo per cui una prova documentale ha senso registrarla lì.
Come può essere definita la blockchain?
La blockchain può essere definita come un registro distribuito in cui i dati sono raccolti in blocchi concatenati, ciascuno contenente l'impronta del blocco precedente: è questa concatenazione a rendere evidente qualunque modifica retroattiva.
È un registro nel senso proprio del termine: una sequenza di annotazioni in ordine di tempo, che si aggiunge e non si riscrive. Non è un archivio di documenti e non è un database interrogabile a piacere: è un elenco di operazioni con la loro ora, replicato e verificabile.
Nel caso di Bitcoin il registro è pubblico e integralmente scaricabile: chiunque può ottenere tutta la catena dal primo blocco del 2009 a oggi e ricontrollare ogni passaggio con il proprio computer, senza chiedere accesso a nessuno.
Chi controlla la blockchain?
Nessuno controlla la blockchain di Bitcoin, e non per modo di dire: non esiste una società, un consorzio o un'autorità che possa modificare il registro, bloccare una registrazione o cancellarla. Le regole stanno nel protocollo, e chi le rispetta partecipa.
Il potere che esiste è distribuito e limitato. I miner decidono quali transazioni includere nel blocco che stanno costruendo, ma non possono alterare quelle già scritte. I nodi verificano e rifiutano ciò che non rispetta le regole. Chi scrive il software propone modifiche, che valgono solo se la rete le adotta.
Per chi registra una prova questo significa che nessuno può revocarla o negarla in futuro, nemmeno il fornitore del servizio che l'ha registrata: il documento .OTS resta verificabile sul protocollo pubblico anche se quel fornitore chiude.
Qual è la differenza tra DLT e blockchain?
La differenza è di insieme: DLT è la categoria generale dei registri replicati su più nodi, la blockchain è il sottoinsieme in cui i dati sono organizzati in blocchi concatenati. Ogni blockchain è un DLT, ma non ogni DLT è una blockchain.
Nel linguaggio comune i due termini si usano come sinonimi, mentre la legge italiana adotta il primo: l'art. 8-ter della L. 12/2019 parla di tecnologie basate su registri distribuiti, non di blockchain. Le differenze pratiche sono queste.
| Aspetto | Registro distribuito (DLT) | Blockchain |
|---|---|---|
| Struttura dei dati | libera: elenchi, grafi, alberi | blocchi concatenati per impronta |
| Accesso | può essere aperto o riservato a nodi ammessi | nel caso di Bitcoin, aperto a chiunque |
| Ordine delle scritture | non sempre garantito da un unico filo | sequenza unica, un blocco dopo l'altro |
| Uso nella norma italiana | è il termine dell'art. 8-ter L. 12/2019 | non compare nel testo della norma |
Conclusione
Un registro distribuito è un archivio replicato su nodi indipendenti che si sincronizzano per consenso, senza un ente che possa modificarlo, e la blockchain è la sua forma organizzata in blocchi concatenati. L'assenza di un controllore centrale è ciò che rende una registrazione credibile verso terzi.
È anche la ragione per cui il legislatore italiano ha scelto quell'espressione invece della parola blockchain. Il servizio di certificazione su blockchain scrive sul registro aperto di Bitcoin, dove la verifica non passa da chi ha emesso la prova.
Hai il file pronto? La registrazione parte subito
Richiedi la notarizzazione File .OTS e certificato PDF • Consegna entro 12 ore • 6,99 € a notarizzazioneDomande frequenti (FAQ) sui registri distribuiti
Sono archivi replicati su più nodi indipendenti che si aggiornano con un meccanismo di consenso, senza un'autorità che li amministri. Ledger significa registro: la struttura è quella di un elenco di operazioni in ordine di tempo, non di un archivio modificabile.
Una banca dati ha un amministratore che può inserire, modificare e cancellare i dati, e una copia autorevole da difendere. Una blockchain non ha amministratore: le annotazioni si aggiungono e non si riscrivono, e la copia è replicata su migliaia di nodi.
Una catena di blocchi, dove ogni blocco contiene l'impronta crittografica del precedente. Dentro ogni blocco le transazioni sono riassunte da un albero di impronte, che permette di verificare la presenza di una singola operazione senza leggere tutto il blocco.