Bitcoin come rete e non come moneta: cosa cambia
Che cosa distingue l'infrastruttura dalla moneta che vi circola, perché il prezzo di mercato non c'entra e cosa serve davvero per notarizzare un file.
Qual è la differenza tra blockchain e criptovalute?
La differenza tra blockchain e criptovalute è quella tra la rete e ciò che vi circola: la blockchain è l'infrastruttura, il registro distribuito; le criptovalute sono solo uno dei suoi usi. Per notarizzare un documento si usa la rete Bitcoin senza comprare bitcoin: con la Data Certa Blockchain di LetteraSenzaBusta si paga 6,99 € con carta, senza wallet.
È la confusione che ferma più persone sulla soglia: sentire Bitcoin e pensare a grafici, oscillazioni e portafogli digitali. Da lì la conclusione istintiva è che per usare questa tecnologia bisogna entrare nel mondo delle criptovalute, e chi non vuole entrarci si ferma.
La distinzione utile è fra la rete e la moneta. La rete Bitcoin è un registro condiviso che funziona ininterrottamente dal 2009 e che, fra le altre cose, tiene traccia dei trasferimenti di una valuta digitale. Ma la parte che serve a un documento non è la valuta: è l'orologio, cioè la capacità di attestare che una certa informazione esisteva a un certo momento.
Usare quell'orologio non richiede di possedere la moneta, esattamente come spedire una raccomandata non richiede di possedere azioni delle poste. Come funziona nella pratica è descritto sulla pagina della notarizzazione su Bitcoin.
Takeaways - Punti chiave dell'articolo
- La barriera da rimuovere: La rete fa 2 cose distinte, tenere un registro e trasferire una moneta: ai documenti serve solo la prima.
- Niente portafogli, niente exchange: L'utente non tocca criptovalute in nessun passaggio della procedura: la transazione tecnica la esegue il servizio.
- Pagamento ordinario: Carta di credito o prepagata, importo in euro, fattura come per qualunque altro acquisto online.
- Costo fisso: 6,99 € oggi e fra un anno, qualunque cosa faccia il prezzo di mercato del bitcoin: le due cose non sono collegate.
- Quello che si usa davvero: Della rete serve una cosa sola: un orologio pubblico attivo dal 2009 che nessuno può spostare all'indietro.
Devi provare che un documento esisteva a una data?
Notarizza su Bitcoin Verificabile da chiunque • Il documento non lo carichi • Nessun abbonamentoQual è la differenza tra blockchain e Bitcoin?
Blockchain è il nome della tecnologia, cioè il modo di tenere un registro in copie condivise legate fra loro; Bitcoin è la prima rete che l'ha messa in funzione, nel 2009, e insieme il nome della valuta che vi circola. Il rapporto è quello fra una categoria e un caso concreto.
La confusione nasce dal fatto che la stessa parola indica due cose diverse: la rete e la moneta. Quando si dice che un documento viene registrato su Bitcoin si parla della rete, cioè del registro; quando si parla di quotazioni si parla della moneta.
Per l'uso documentale conta solo la prima. La rete accetta di scrivere nel proprio registro una piccola quantità di dati insieme a una transazione, e quei dati possono essere l'impronta di un documento: da quel momento l'impronta ha la stessa data del blocco che la contiene.
Che cos'è la rete Bitcoin, al di là della moneta?
È un insieme di computer sparsi nel mondo che conservano la stessa contabilità e si accordano su cosa scriverci, seguendo regole fissate nel protocollo. Nessuno la possiede e nessuno può spegnerla, perché spegnerla richiederebbe di fermare tutti quei computer contemporaneamente.
Vista così è prima di tutto un sistema per mettersi d'accordo su un ordine di eventi senza avere un arbitro. È questa la funzione che interessa a un documento: stabilire in modo non contestabile che una cosa è venuta prima di un'altra.
Il fatto che la stessa infrastruttura sia usata per trasferire valore è, dal punto di vista di chi registra un documento, un dettaglio. Serve semmai a spiegare perché la rete è così ben difesa: c'è un forte interesse economico a mantenerla intatta, e questo va a beneficio anche di chi la usa solo come registro.
Bitcoin sono soldi veri?
Dipende da cosa si intende. Il bitcoin è uno strumento scambiato sui mercati con un prezzo che varia anche molto, ed è accettato come pagamento da un numero limitato di esercenti; non è emesso da una banca centrale e non ha un corso legale nella quasi totalità dei Paesi.
L'aspetto finanziario è una materia diversa, con rischi propri, e non rientra in una valutazione sull'uso documentale: chi vuole approfondirlo deve rivolgersi a fonti dedicate.
Quello che va detto qui è che la risposta a questa domanda non cambia nulla per chi vuole notarizzare un documento. Il prezzo può salire o crollare senza che una registrazione già fatta ne risenta: l'impronta resta nel blocco in cui è stata scritta, e la verifica dà lo stesso risultato di sempre.
Serve un wallet o bisogna comprare criptovalute per notarizzare?
No, e vale la pena elencare i punti uno per uno, perché è l'obiezione che ferma più persone prima ancora di provare.
Questo è quello che l'utente fa e quello che non deve fare.
- Non si compra bitcoin: in nessun momento della procedura si acquista o si detiene criptovaluta.
- Non serve un portafoglio digitale: non va installato niente e non ci sono chiavi da custodire.
- Si paga con carta: carta di credito o prepagata, con importo in euro come per qualsiasi acquisto online.
- Il prezzo non segue il mercato: 6,99 € per un documento singolo, indipendentemente da quanto valga il bitcoin quel giorno.
- La parte tecnica è a carico del servizio: la transazione necessaria a scrivere l'impronta viene preparata ed eseguita da LetteraSenzaBusta.
Conclusione
La distinzione fra rete e moneta è la chiave di tutto: la blockchain è l'infrastruttura, le criptovalute sono uno dei suoi usi, e per dare una data a un documento serve solo la prima. Chi registra un file non entra in alcun modo nel mondo delle criptovalute.
Quello che si ottiene è una prova ancorata a una rete pubblica attiva dal 2009, pagata in euro con una carta e a un prezzo che non dipende dai mercati. Le condizioni sono sulla pagina della Data Certa Blockchain.
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Su una blockchain, cioè un registro distribuito in cui le transazioni vengono raccolte in blocchi concatenati da impronte crittografiche, e su un meccanismo di consenso che richiede lavoro di calcolo per aggiungere un blocco. È la combinazione delle due cose a rendere il registro difficile da alterare.
È al tempo stesso una rete di computer che tiene un registro condiviso e la valuta digitale che su quel registro viene trasferita. Per un uso documentale interessa solo la rete, perché permette di attestare che un'informazione esisteva a una certa data.
Una valuta tradizionale è emessa da un'autorità monetaria e ha corso legale nel suo territorio. Una criptovaluta nasce invece dalle regole di un protocollo informatico, non ha un emittente centrale e, salvo casi isolati, non ha corso legale.