Notarizzazione blockchain: la prova pubblica di una data
Che cos'è la notarizzazione, cosa si intende per notarizzazione digitale e certificazione blockchain, in cosa differisce dal notaio e cosa prova davvero
Che cos'è la notarizzazione?
La notarizzazione è l'attestazione che un documento esisteva in un preciso momento; su blockchain si ottiene registrando l'impronta digitale del file, non il file, in una transazione della rete Bitcoin, verificabile da chiunque. In Italia l'art. 8-ter della legge n. 12/2019 le riconosce gli effetti della validazione temporale elettronica. Si ottiene con la notarizzazione su Bitcoin a documento.
Notarizzare un documento su blockchain significa fissarne l'esistenza nel tempo con una registrazione pubblica, che nessuno può spostare o cancellare dopo.
Il documento resta dove si trova: sulla rete finisce solo la sua impronta digitale, abbastanza per dimostrare che quel file, esattamente quello, esisteva a una certa data.
Tecnologia, norme e usi della notarizzazione su Bitcoin sono raccolti nella guida alla notarizzazione su blockchain.
Takeaways - Punti chiave dell'articolo
- Solo l'impronta: Sulla rete Bitcoin si registra l'impronta SHA-256 del file, una stringa di 64 caratteri, mai il documento: il contenuto resta riservato.
- Verifica aperta: Chi ha il file originale e la prova della registrazione può verificarla con strumenti pubblici, senza chiedere il permesso a nessuno.
- Art. 8-ter: La memorizzazione su registri distribuiti produce gli effetti della validazione temporale elettronica dell'art. 41 eIDAS (legge n. 12/2019).
- Non qualificata: Non ha la presunzione di esattezza di data e ora che l'art. 41, par. 2, eIDAS riserva alla validazione qualificata.
- Non è un notaio: Prova che il file esisteva a una data, non chi l'ha scritto né la verità di ciò che contiene.
Un file di cui provare l'esistenza?
Notarizza il file su Bitcoin Solo l'impronta va sulla blockchain • Nessun abbonamento • 6,99 € a documentoChe cos'è la notarizzazione digitale?
La notarizzazione digitale è la registrazione di una prova di esistenza di un file presso un sistema che chi lo ha creato non controlla, così da poter dimostrare in seguito che quel contenuto esisteva a una certa data.
Su blockchain la prova non è il file ma la sua impronta, calcolata con una funzione di hash: se il documento cambia anche di un carattere, l'impronta non corrisponde più. Come si ottiene questa impronta è spiegato nell'articolo sull'impronta SHA-256 di un file.
Che differenza c'è tra notarizzazione blockchain e notaio?
La differenza è nel tipo di prova: l'atto del notaio fa piena prova, fino a querela di falso, dei fatti che il notaio attesta avvenuti in sua presenza (art. 2700 c.c.); la notarizzazione su blockchain prova solo che un file esisteva a una certa data.
Non identifica le parti, non verifica il contenuto e non sostituisce l'atto pubblico dove la legge lo richiede. Il suo fondamento in Italia è l'art. 8-ter della legge n. 12/2019, spiegato nell'articolo sul valore legale della blockchain in Italia.
Cos'è la certificazione blockchain?
La certificazione blockchain è il documento che attesta la registrazione: riporta l'impronta del file, l'identificativo della transazione e i dati del blocco in cui è stata scritta, così che chiunque possa ritrovarla.
Non certifica il contenuto del file, ma la sua esistenza in quel momento. Come si usa per dimostrare l'anteriorità di un progetto, di una foto o di un contratto è spiegato nell'articolo sulla prova che un file esisteva.
Cosa prova, e cosa no, la notarizzazione su blockchain?
La notarizzazione su blockchain prova che quel file esisteva al momento della registrazione e che da allora non è stato modificato; non prova chi ne è l'autore, né l'identità di chi lo ha firmato, né la verità del suo contenuto.
Per l'art. 8-ter produce gli effetti della validazione temporale elettronica, ma non gode della presunzione della validazione qualificata. Il confronto con la marca eIDAS è nell'articolo su notarizzazione o marca eIDAS.
Con la notarizzazione Data Certa Blockchain l'impronta del file viene registrata su Bitcoin e, entro 12 ore, si scaricano il file .OTS e il Certificato di Notarizzazione.
Conclusione
La notarizzazione su blockchain registra l'impronta di un file sulla rete Bitcoin e prova che quel documento esisteva a una certa data, con gli effetti che l'art. 8-ter riconosce alla validazione temporale elettronica. Non sostituisce il notaio e non prova l'autore.
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Notarizzare un documento, nell'uso comune, vuol dire farne attestare l'esistenza o la sottoscrizione da un soggetto terzo. Nel mondo digitale il termine indica la registrazione di una prova di esistenza del file in un sistema indipendente, come la blockchain, che ne fissa la data senza pubblicarne il contenuto.
Il processo di notarizzazione su blockchain ha tre fasi: si calcola l'impronta del file con una funzione di hash, si registra l'impronta in una transazione della rete e si ottengono le prove della registrazione, come il file .OTS. Il documento originale resta a chi lo possiede e serve per ogni verifica.
Dipende da cosa deve valere: per dare fede pubblica serve un notaio o un pubblico ufficiale, per l'autore la firma digitale, per la data un fatto certo come una registrazione. La notarizzazione su blockchain rende verificabile da chiunque il momento in cui il file esisteva.