Ultimo aggiornamento: 31 agosto 2026

Blockchain

Notarizzazione blockchain: la prova pubblica di una data

Che cosa significa notarizzare un documento, come si registra l'impronta di un file sulla rete Bitcoin e che cosa contiene il certificato che ne risulta.

 
La tua domanda

Che cos'è la notarizzazione?

Risposta rapida

La notarizzazione è l'attestazione dell'esistenza di un documento a una data certa; nella versione blockchain si registra l'impronta digitale del file sulla rete Bitcoin, creando una prova pubblica, permanente e verificabile da chiunque, riconosciuta in Italia dall'art. 8-ter della L. 12/2019. È il principio su cui si basa la Data Certa Blockchain di LetteraSenzaBusta.

Notarizzare un documento significa fissarne l'esistenza a un momento preciso, in modo che chiunque possa poi confrontare il file con quella registrazione e stabilire se è lo stesso. Nella variante che usa la blockchain non viene registrato il documento, ma la sua impronta matematica: una stringa di 64 caratteri che cambia completamente se anche una sola virgola del file cambia.

La differenza rispetto a un archivio privato sta in chi custodisce la prova. Una registrazione su Bitcoin non è conservata da un'azienda che potrebbe chiudere o da un server che potrebbe essere ricostruito: sta in un registro replicato su migliaia di nodi indipendenti, e in Italia l'art. 8-ter della L. 12/2019 collega esplicitamente questa memorizzazione agli effetti giuridici della validazione temporale elettronica.

Conta soprattutto quando la data è il fatto controverso: un progetto presentato a un committente, il codice di un prototipo, il testo di un'opera non ancora depositata. La pagina di notarizzazione su Bitcoin raccoglie i casi in cui questa prova viene usata e come si ottiene.


Takeaways - Punti chiave dell'articolo

  • Impronta, non documento: Notarizzare su blockchain significa ancorare l'impronta SHA-256 di un file, 64 caratteri, alla rete Bitcoin senza mai caricare il documento.
  • Riconoscimento italiano: L'art. 8-ter della L. 12/2019 collega la memorizzazione su registri distribuiti agli effetti della validazione temporale elettronica dell'art. 41 eIDAS.
  • Tre proprietà della prova: La registrazione è pubblica perché chiunque può verificarla, permanente perché non è cancellabile e indipendente perché non dipende da alcun ente.
  • Non sostituisce il notaio: La notarizzazione blockchain prova che un file esisteva a una certa data, non l'identità di chi lo ha firmato né la fede pubblica dell'atto.
  • Casi tipici: Opere creative, codice, contratti e relazioni tecniche: ogni file di cui serva provare l'anteriorità, fino al limite di 50 MB.

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Che cos'è la notarizzazione digitale?

La notarizzazione digitale è la registrazione permanente dell'impronta di un file, allo scopo di provarne l'esistenza e il contenuto a partire da un momento determinato. Il documento resta in mano a chi lo possiede: viene calcolata e registrata solo la sua impronta, cioè il risultato di una funzione matematica applicata ai byte del file.

Il termine ricalca il gesto del notaio, ma il perimetro è diverso e più stretto. Un atto notarile attribuisce fede pubblica, verifica l'identità delle parti e la loro volontà; la notarizzazione digitale attesta che un certo contenuto esisteva in una certa forma a una certa data, e nient'altro. Le due cose rispondono a domande diverse e non sono alternative.

L'impronta si calcola con l'algoritmo SHA-256 e produce sempre 64 caratteri, qualunque sia la dimensione del file di partenza. Cambiando un solo carattere del documento l'impronta risulta completamente diversa: è questa proprietà a rendere il confronto affidabile, perché non esiste modo pratico di costruire due file diversi con la stessa impronta.


Come notarizzare un documento?

Per notarizzare un documento servono tre passaggi: si calcola l'impronta del file, la si registra in una transazione sulla rete Bitcoin, si conserva la ricevuta che collega l'impronta al blocco in cui è finita. Il documento originale non lascia mai il computer di chi lo possiede.

Il limite operativo da conoscere prima di cominciare riguarda la dimensione del file, fino a 50 MB: non è un limite della blockchain, che registra solo 64 caratteri qualunque sia il documento, ma della fase di calcolo dell'impronta. La sequenza completa è questa.

  • Calcolo dell'impronta: il file viene letto e trasformato in una stringa SHA-256 di 64 caratteri, senza essere trasmesso.
  • Registrazione: l'impronta viene inclusa in una transazione con il protocollo OpenTimestamps, che la ancora a un blocco della catena Bitcoin.
  • Attesa della conferma: la transazione diventa definitiva quando il blocco che la contiene viene confermato dalla rete: per questo la consegna avviene entro 12 ore e non è istantanea.
  • Ricevuta: si ottiene un file .OTS, la prova tecnica, accompagnato da un certificato PDF leggibile.

Cos'è la certificazione blockchain?

La certificazione blockchain è l'insieme dei documenti che dimostrano l'avvenuta registrazione: il file .OTS con la prova tecnica e un certificato in PDF che riporta in forma leggibile l'impronta, l'identificativo della transazione, la data e l'ora del blocco e un QR code per la verifica.

Il certificato non contiene il documento e non permette di ricostruirlo, perché dall'impronta non si risale al contenuto: chi lo riceve può accertare che un file corrisponde alla registrazione, ma non può leggere il file se non gli viene consegnato. Questi sono gli elementi che compongono la certificazione.

Elemento Che cosa contiene A cosa serve
File .OTS la prova crittografica prodotta dal protocollo OpenTimestamps permette la verifica indipendente, anche fra dieci anni e senza intermediari
Impronta SHA-256 i 64 caratteri calcolati sul documento confrontare un file con quello registrato: se l'impronta coincide, è lo stesso file
TXID l'identificativo della transazione Bitcoin ritrovare la registrazione in qualunque esploratore pubblico della catena
Data e ora del blocco il momento in cui la rete ha confermato il blocco è la data che la prova attesta
QR code un collegamento alla pagina di verifica controllare il certificato senza copiare stringhe a mano

A cosa serve la data certa blockchain?

La data certa blockchain serve quando occorre dimostrare che un contenuto esisteva prima di una certa data e la controparte non ha motivo di fidarsi della parola di chi lo afferma. È il caso delle opere creative non ancora pubblicate, del codice di un prototipo, dei progetti presentati a un committente, delle relazioni tecniche e delle bozze contrattuali.

La caratteristica che la distingue è che la verifica non passa da chi ha emesso la prova. Un file .OTS si controlla sul protocollo pubblico OpenTimestamps o su qualunque esploratore della catena Bitcoin: la registrazione resta accertabile anche se il fornitore del servizio non esiste più, perché la prova non è custodita da lui.

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Conclusione

La notarizzazione blockchain attesta che un documento esisteva in una forma precisa a una data precisa, registrandone l'impronta SHA-256 sulla rete Bitcoin e lasciando il file nelle mani di chi lo possiede. La prova che ne risulta è pubblica, non cancellabile e verificabile senza passare da chi l'ha emessa.

Resta una prova sull'esistenza e sulla data, non sull'identità di chi ha scritto il documento: per quella servono strumenti diversi. Chi ha bisogno di fissare l'anteriorità di un file trova i passaggi e i formati accettati sulla pagina del servizio di certificazione su blockchain.

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Domande frequenti (FAQ) sulla notarizzazione blockchain

Notarizzare un documento significa registrarne l'esistenza in modo che sia dimostrabile a partire da un momento determinato. Nella versione blockchain si registra l'impronta SHA-256 del file, non il file stesso, e la registrazione resta consultabile da chiunque sulla rete Bitcoin.

È la sequenza che porta dal file alla prova: calcolo dell'impronta SHA-256, registrazione dell'impronta in una transazione con il protocollo OpenTimestamps, attesa della conferma del blocco, consegna del file .OTS e del certificato PDF. La conferma richiede fino a 12 ore.

Dipende da cosa deve risultare ufficiale. Se serve provare che il documento esisteva a una certa data, la notarizzazione blockchain è sufficiente e non richiede intermediari. Se invece serve attestare chi lo ha sottoscritto e la sua volontà, occorre una firma con identificazione del firmatario o un atto notarile.