Documenti per disdire la TARI: modulo, prove e invio
I documenti per la cessazione TARI, come ed entro quando si presenta, cosa cambia con cambio di residenza, vendita o decesso e come inviarla con prova
Quali documenti servono per disdire la TARI?
Per disdire la TARI servono il modulo di cessazione del Comune, compilato e firmato, la copia del documento d'identità di chi firma e una prova della fine dell'occupazione: atto di vendita, risoluzione dell'affitto o chiusura delle utenze. Dove il Comune accetta PEC o raccomandata, i documenti partono con i moduli TARI per Comune di Disdetta Certa.
La disdetta della TARI è la dichiarazione di cessazione che il contribuente presenta all'ufficio del Comune che gestisce il tributo quando smette di possedere o occupare un immobile. Il modulo dichiara la data di fine occupazione; gli allegati la rendono documentabile, soprattutto se la dichiarazione arriva in ritardo.
Termini e canali li decide ogni Comune: Torino chiede la denuncia entro 90 giorni dalla fine dell'occupazione, Bologna entro l'ultimo giorno del bimestre solare in cui si è perso l'immobile. Senza dichiarazione l'utenza resta intestata e il tributo continua a essere richiesto.
Le differenze tra disdetta, recesso e cessazione sono riassunte nella guida su come si chiude un contratto o un servizio.
Takeaways - Punti chiave dell'articolo
- Tre documenti di base: Per disdire la TARI servono il modulo di cessazione del Comune, la copia del documento d'identità di chi firma e una prova della fine dell'occupazione.
- Termine di 90 giorni: Torino e Gallicano chiedono la dichiarazione di cessazione entro 90 giorni dalla fine dell'occupazione; Bologna entro l'ultimo giorno del bimestre solare in cui si lascia l'immobile.
- Canali diversi: Napoli accetta la raccomandata A/R, Gallicano anche email e PEC, mentre Torino per le abitazioni chiede il portale online, il form o lo sportello.
- Cambio di residenza: A Torino il cambio di residenza chiude in automatico la TARI, tranne trasferimento all'estero o in casa di cura; dove il Comune non lo prevede serve la dichiarazione.
- Dichiarazione tardiva: A Torino una cessazione presentata oltre i 90 giorni decorre dalla data della denuncia, se presentata entro l'anno, e non dal giorno in cui si è lasciato l'immobile.
Hai lasciato casa e la TARI è ancora a tuo nome?
Invia la disdetta TARI al tuo Comune Moduli TARI pronti Comune per Comune • Firma e invio online, senza stampare • Ricevuta di consegna PEC o ricevuta di ritorno scaricabileCome si comunica la cessazione della TARI?
La cessazione della TARI si comunica presentando la dichiarazione di cessazione all'ufficio TARI del Comune, sul modulo del Comune e con uno dei canali che il Comune indica. I canali ammessi cambiano da un Comune all'altro, per esempio:
- Portale online: a Torino la cessazione delle utenze domestiche si invia online con SPID, CIE o CNS, oppure con un form che allega modulo firmato e documento d'identità, o allo sportello su appuntamento.
- Raccomandata A/R: Napoli indica la raccomandata al Servizio Gestione TARI, oltre ai servizi online con SPID, CIE o CNS e agli sportelli URP delle Municipalità.
- PEC, email, posta o sportello: Gallicano accetta la consegna all'ufficio Tributi, la raccomandata A/R con la copia del documento d'identità, l'email e la PEC.
Prima dell'invio conviene leggere la pagina TARI del proprio Comune, come la pagina sulla cessazione TARI delle utenze domestiche a Torino o quella sulle modalità di presentazione delle dichiarazioni TARI a Napoli.
A Torino un modulo o un servizio non conforme viene ritenuto non idoneo e la richiesta è respinta: il modello giusto è quello pubblicato dal Comune.
I documenti da allegare caso per caso
I documenti da allegare alla cessazione TARI dipendono dal motivo per cui si lascia l'immobile. I Comuni di Torino, Bologna e Salerno indicano questi esempi:
| Caso | Documenti indicati dai Comuni |
|---|---|
| Ogni cessazione | Modulo compilato e firmato, copia del documento d'identità di chi firma, indirizzo completo e dati catastali dell'immobile |
| Fine dell'affitto | Verbale di riconsegna delle chiavi firmato da inquilino e proprietario, oppure risoluzione del contratto registrata all'Agenzia delle Entrate |
| Vendita della casa | Atto notarile di compravendita, o certificazione del notaio se l'atto non è ancora registrato |
| Casa vuota che resta del proprietario | Prova del distacco di acqua, luce e gas; a Torino anche una dichiarazione sostitutiva su immobile senza mobili, occupanti e allacci |
| Decesso dell'intestatario | Dichiarazione degli eredi, se il Comune non chiude l'utenza in automatico |
Bologna considera prova idonea anche la cessazione dell'utenza elettrica intestata allo stesso contribuente o la presenza di un nuovo occupante che paga il tributo.
Quanto tempo prima bisogna disdire la TARI?
La dichiarazione di cessazione della TARI si presenta entro un termine che decorre dalla fine dell'occupazione, fissato dal regolamento del Comune: 90 giorni a Torino e a Gallicano, entro l'ultimo giorno del bimestre solare in cui si è persa la disponibilità dei locali a Bologna.
Anche la data da cui la TARI smette di essere dovuta cambia. A Torino e a Bologna la cessazione ha effetto dal primo giorno del bimestre solare successivo; a Bologna una dichiarazione tardiva è accolta con la stessa decorrenza solo se la data di uscita è documentata.
Il Comune di Arnesano richiama la regola ARERA sulle riduzioni: hanno effetto dalla data della variazione se la richiesta arriva nei termini, altrimenti dalla data in cui viene presentata.
Quando si cambia residenza la TARI va in automatico?
Dipende dal Comune: a Torino le denunce di trasferimento di residenza valgono anche come cessazione della TARI, mentre dove il Comune non prevede questo collegamento la dichiarazione di cessazione va presentata comunque.
Anche a Torino ci sono eccezioni: serve la dichiarazione di cessazione per il trasferimento all'estero, per il trasferimento in una casa di cura o di riposo e quando l'intestatario TARI non era residente nell'immobile.
Il trasferimento verso un altro Comune italiano chiude la TARI torinese quando si conclude la pratica di residenza presentata nel nuovo Comune.
Quando si vende casa bisogna disdire la TARI?
Sì, di regola chi vende casa e pagava la TARI presenta la dichiarazione di cessazione allegando l'atto di vendita o il certificato di rogito, mentre chi compra presenta la propria dichiarazione di attivazione, salvo i Comuni che collegano la TARI al cambio di residenza.
A Torino la cessazione è automatica se il venditore sposta nello stesso momento la residenza da quell'alloggio; in tutti gli altri casi, per esempio se non vi era residente, va presentata la denuncia con la documentazione di vendita.
Salerno chiede la copia dell'atto notarile di compravendita o, se non è ancora registrato, la certificazione dell'atto rilasciata dal notaio.
Come disdire la TARI di una persona deceduta?
La TARI di una persona deceduta si chiude con la dichiarazione di cessazione presentata dagli eredi, salvo che il Comune lo faccia in automatico. A Torino, se l'intestatario era residente nell'immobile, la procedura anagrafica chiude la posizione del defunto e la intesta a un familiare convivente.
Se a Torino non c'è un convivente, l'erede che ha la disponibilità dell'immobile presenta la denuncia di attivazione. Non è dovuta se la casa è senza mobili, senza residenti e con luce e gas disdetti: l'erede conserva bollette di chiusura o fotografie per eventuali controlli.
Se l'intestatario deceduto non era residente nell'immobile, a Torino gli eredi devono presentare la denuncia di cessazione.
Cosa succede se non comunico la cessazione TARI?
Se la cessazione TARI non viene comunicata, l'utenza resta intestata al contribuente e il Comune continua a chiedere il tributo. A Torino una denuncia tardiva permette al Comune di chiedere il pagamento di un periodo successivo al rilascio dell'immobile.
Torino fa decorrere la cessazione tardiva dalla data della denuncia, se presentata entro l'anno, oppure dal 31 dicembre dell'anno in cui l'immobile è stato lasciato, se presentata oltre l'anno. Per questo conviene conservare la prova della data di invio della dichiarazione.
Disdetta TARI con prova di consegna: PEC o raccomandata
Dove il Comune accetta PEC o raccomandata, la dichiarazione si invia anche senza andare allo sportello con Disdetta Certa, i moduli di disdetta TARI di LetteraSenzaBusta: per ciascun Comune elencato il modulo si compila e si firma online e parte in automatico.
Via PEC il modulo arriva al Comune firmato digitalmente con marca temporale e servono la firma cheFIRMA! e la casella SuperPEC, che si attivano gratis; con la raccomandata AR il modulo viene spedito su carta all'indirizzo postale del Comune.
La procedura chiede la copia di carta d'identità, patente o passaporto e si chiude con la ricevuta di consegna della PEC o la ricevuta di ritorno della raccomandata. Se il modulo del proprio Comune non c'è, si può chiedere a servizioclienti@letterasenzabusta.com.
Chi ha già scaricato e firmato il modulo del Comune può spedirlo all'indirizzo PEC dell'ufficio tributi con SuperPEC, la PEC gratuita con invio a 1,97 €, che archivia in automatico le ricevute di accettazione e consegna.
Conclusione
Per disdire la TARI bastano tre elementi: il modulo di cessazione del Comune, il documento d'identità di chi firma e la prova della fine dell'occupazione, come il rogito, la riconsegna delle chiavi o la chiusura delle utenze. Il termine è fissato da ogni Comune, spesso 90 giorni.
Canale e ricevuta fanno la differenza in caso di contestazione: la dichiarazione può partire con la disdetta TARI online via PEC o raccomandata AR oppure, con il modulo già pronto, da una casella PEC senza canone.
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La cessazione della TARI la dichiara il soggetto passivo del tributo, cioè chi è intestatario dell'utenza perché possiede o detiene l'immobile, come indica il Comune di Arnesano richiamando la regolazione ARERA. In caso di decesso dell'intestatario la dichiarazione spetta agli eredi, salvo i Comuni che chiudono la posizione in automatico.
La cessazione TARI si compila con codice fiscale e dati anagrafici del contribuente, indirizzo completo con scala e interno, dati catastali dell'immobile e data di fine occupazione, come chiede il Comune di Torino. Al modulo si allegano i documenti che provano la data, per esempio rogito, risoluzione dell'affitto o verbale di consegna delle chiavi.
Sì, la TARI è dovuta da chi possiede o detiene a qualsiasi titolo locali suscettibili di produrre rifiuti urbani, anche senza residenza. A Torino, per esempio, gli inquilini che non trasferiscono la residenza devono presentare la denuncia di attivazione allegando il contratto di locazione, salvo accordo con il proprietario.
La voltura della TARI la chiede chi subentra nell'utenza. A Torino il nuovo intestatario presenta la denuncia di attivazione indicando nome e cognome del precedente intestatario e il numero degli occupanti; per il subentro non si usa la denuncia di variazione. L'intestatario uscente, se non resta nell'immobile, dichiara la propria cessazione.
Chi compra una casa presenta al Comune la dichiarazione di attivazione della TARI, con dati catastali, superficie e numero degli occupanti, entro il termine del regolamento comunale: 90 giorni dall'inizio del possesso a Torino, 30 giorni solari ad Arnesano. Torino consiglia di allegare il certificato di rogito.
Se la dichiarazione di iscrizione alla TARI non viene presentata, il Comune può richiedere il tributo dovuto con sanzioni e interessi. Torino, per esempio, fissa al 30 giugno dell'anno successivo il termine ultimo per presentare la denuncia di attivazione senza sanzioni: oltre quella data sono irrogati sanzioni e interessi.