Ultimo aggiornamento: 13 ottobre 2026

Conservazione

Bollette, 730 ed estratti conto: quanto tenerli in casa

Quando buttare le bollette vecchie e i 730, quanti anni tenere estratti conto, IMU e TARI e quali documenti conservare a casa

 
La tua domanda

Quali bollette si conservano per 10 anni?

Risposta rapida

Nessuna bolletta va conservata per legge dieci anni: per luce, gas e acqua i consumi più vecchi di due anni si prescrivono in ogni caso (ARERA), per le altre somme periodiche vale in genere la prescrizione di cinque anni. Quelle detratte si tengono fino alla fine dei controlli fiscali. I privati possono conservarle con DocuCloud, attivabile senza firma digitale.

Bollette, ricevute, dichiarazioni dei redditi: in molte case si accumulano faldoni «per sicurezza», spesso ben oltre il necessario.

Per i privati non c'è un obbligo generale di conservazione: contano i termini entro cui qualcuno può chiedere un pagamento o fare un controllo.

Il quadro per famiglie e imprese è descritto nella guida alla conservazione per privati e imprese.


Takeaways - Punti chiave dell'articolo

  • Due anni per le utenze: Per luce, gas e acqua i consumi fatturati più vecchi di 2 anni si prescrivono in ogni caso dal 1° gennaio 2020, secondo ARERA.
  • Pagamenti periodici: L'art. 2948 c.c. prescrive in 5 anni ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi.
  • Controlli sulle dichiarazioni: L'accertamento sui redditi si notifica entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione, o del settimo se omessa.
  • Tributi locali: IMU e TARI si accertano entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello del versamento o della dichiarazione.
  • Copie in banca: Il cliente può chiedere alla banca copia della documentazione sulle operazioni degli ultimi 10 anni e ottenerla entro 90 giorni.

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Quando si possono buttare i 730 vecchi?

Un 730 si può buttare quando è scaduto il termine per l'accertamento: il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione, secondo l'art. 43 del DPR 600/1973. Se la dichiarazione è omessa il termine sale al settimo anno.

Il termine vale anche per le ricevute delle spese portate in detrazione, che provano il diritto allo sconto d'imposta. Per imprese e professionisti i termini sono diversi, come spiega l'articolo sull'elenco dei documenti da conservare.


Quanti anni bisogna tenere gli estratti conto bancari?

Per i privati non c'è un termine di legge: gli estratti conto servono come prova dei pagamenti, finché i relativi crediti possono essere contestati. In caso di bisogno, l'art. 119 del Testo unico bancario consente di chiedere alla banca copia delle operazioni degli ultimi dieci anni.

La banca deve fornirla entro novanta giorni, a spese del cliente. Tra i documenti personali da tenere a lungo ci sono anche le buste paga, come spiega l'articolo su buste paga, LUL e contributi.


Quanti anni bisogna conservare IMU e TARI?

Le ricevute di IMU e TARI si conservano per almeno cinque anni: il Comune può notificare gli avvisi di accertamento entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui versamento o dichiarazione andavano fatti (art. 1, comma 161, L. 296/2006).

Per i versamenti omessi il termine si conta dall'anno in cui il pagamento avrebbe dovuto essere fatto. A differenza delle imprese, i privati non hanno un obbligo generale di conservazione, come chiarisce l'articolo su chi deve conservare a norma.


Quando buttare le bollette vecchie?

Le bollette di luce, gas e acqua si possono buttare quando sono pagate e prescritte: per i consumi più vecchi di due anni l'utente può eccepire in ogni caso la prescrizione, secondo ARERA. Per altre utenze a pagamento periodico vale in genere il termine di cinque anni.

Prima di eliminarle conviene controllare che non ci siano contestazioni o rateizzazioni in corso. Per tenerle in digitale c'è il servizio DocuCloud per i privati: i privati lo attivano gratis anche senza firma digitale e pagano 0,97 € per MB conservato per 10 anni.

Con il credito prepagato si scala l'importo esatto: per 1,42 MB si pagano 1,38 €. I passaggi sono descritti nell'articolo su attivazione della conservazione in 10 passi.


Conclusione

Nessuna bolletta va tenuta per legge dieci anni: luce, gas e acqua si prescrivono dopo due anni, le altre somme periodiche in genere dopo cinque. 730, IMU e TARI si conservano fino alla fine dei controlli, cioè fino al quinto anno successivo.

Per tenerli in ordine senza carta c'è la conservazione DocuCloud per privati.

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Domande frequenti (FAQ) sui documenti da conservare a casa

A casa conviene conservare i documenti che provano pagamenti o diritti: ricevute delle bollette fino alla prescrizione, 730 e spese detratte fino al quinto anno successivo alla presentazione, ricevute di IMU e TARI per almeno cinque anni. Contratti e atti di proprietà si tengono finché possono servire come prova.

Dopo cinque anni si possono in genere buttare le ricevute di somme periodiche già pagate, come canoni e utenze diverse da luce, gas e acqua, e quelle di IMU e TARI già fuori dal termine di accertamento. Per i 730 il termine si conta dal quinto anno successivo alla presentazione, non dall'anno dei redditi.

I documenti di carta scaduti vanno nella raccolta della carta del proprio Comune, dopo averli resi illeggibili se contengono dati personali, bancari o sanitari: per esempio con un distruggidocumenti o strappandoli in piccoli pezzi. Le versioni digitali non più utili si cancellano anche dalle copie di backup.