Ultimo aggiornamento: 17 agosto 2026

Data certa

Data certa sui contratti e sugli accordi tra privati

La data di un contratto diventa opponibile con la registrazione o con la marca temporale, e non va confusa con la decorrenza degli effetti.

 
La tua domanda

Come posso dare una data certa a un contratto?

Risposta rapida

Per dare una data certa a un contratto si appone una marca temporale qualificata al file firmato, rendendo la data opponibile a terzi ai sensi dell'art. 2704 c.c.; in alternativa si registra l'atto pagando l'imposta. La marcatura non richiede registrazione: con la Data Certa Online di LetteraSenzaBusta costa 6,99 € a documento.

Fra due parti che si fidano la data di un contratto non è quasi mai un problema, perché nessuna delle due la contesta. Lo diventa quando entra in scena qualcun altro, un creditore, un curatore o l'amministrazione finanziaria, e chiede di dimostrare che quel testo esisteva già prima di un certo evento. A quel punto contano due cose distinte: chi ha attestato la data e da quando l'accordo produce effetti, che sono domande diverse e hanno risposte diverse. La marcatura temporale qualificata risponde alla prima, anche per gli accordi che nessuno registrerebbe.


Takeaways - Punti chiave dell'articolo

  • Due strade: registrazione fiscale con imposta oppure marca temporale qualificata: sono i 2 modi di rendere certa la data di un contratto.
  • Stipula e decorrenza: la data certa fissa il momento della firma ai fini dell'art. 2704 c.c., mentre gli effetti possono decorrere da una data diversa pattuita.
  • Locazioni immobiliari: la registrazione è già obbligatoria e assolve alla data: la marcatura copre i contratti non soggetti a registro.
  • Accordi informali: patti fra privati, integrazioni e lettere di intenti sono i documenti che più spesso restano senza una data opponibile.
  • Costo del rischio: 6,99 € a documento contro un accordo che perde priorità verso creditori e Fisco proprio nel momento in cui serve.

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Quando un contratto ha data certa?

Quando esiste un elemento esterno alle parti che ne colloca la formazione nel tempo. Le due strade praticabili in anticipo sono la registrazione presso l'Agenzia delle Entrate e la marcatura temporale qualificata: entrambe fanno intervenire un terzo, ed è questo che rende la data opponibile invece che semplicemente scritta.

Strada Cosa comporta Quando conviene
Registrazione dell'atto Adempimento presso l'Agenzia delle Entrate con imposta dovuta Quando è comunque obbligatoria
Marca temporale qualificata Marcatura del file, nessuna registrazione Per gli atti non soggetti a registro

Data certa sul contratto di locazione: quando serve?

Per le locazioni immobiliari la registrazione è già obbligatoria, quindi la data risulta dall'adempimento fiscale e il problema non si pone nella stessa forma. La domanda torna invece per tutto ciò che sta intorno al contratto e che spesso resta fuori dal registro.

  • Il contratto registrato: la data emerge dalla registrazione stessa.
  • Quello che ci gira attorno: proroghe concordate, verbali di consegna, accordi sulle spese.
  • Da verificare caso per caso: quali contratti siano soggetti a registro dipende dal tipo e dalla durata, e va chiesto al professionista che segue la posizione.

Qual è la data di efficacia di un contratto?

È il momento da cui l'accordo produce effetti, e non coincide necessariamente con quello della firma: le parti possono pattuire una decorrenza diversa, anteriore o posteriore. La data certa riguarda la prima domanda, cioè quando quel testo è stato formato, e non tocca la seconda.

  • Stipula: quando il documento è stato sottoscritto, ed è ciò che la marcatura attesta.
  • Decorrenza: quando gli obblighi iniziano, secondo quanto scritto nel contratto.
  • Perché non confonderle: pattuire una decorrenza anteriore è lecito, spostare la data di firma non lo è.

Come dare data certa a un accordo tra privati non registrato?

Apponendo la marcatura al file già firmato, senza passare dalla registrazione: è la strada pensata proprio per i documenti che nessuno porterebbe all'Agenzia delle Entrate, come le integrazioni a un accordo esistente o le intese scritte fra soci, familiari e collaboratori.

  • Costo: 6,99 € a documento, che scende a 5,99 € e 4,99 € con i Pacchetti da 30 e 120.
  • Ordine delle operazioni: prima le firme, poi la marca, altrimenti resta fuori ciò che è stato aggiunto dopo.
  • Verifica da parte di chiunque: il destinatario controlla la data senza dover chiedere nulla a chi ha marcato.

Conclusione

Un contratto acquista una data opponibile quando interviene un terzo a collocarlo nel tempo, e le strade percorribili in anticipo sono due: la registrazione, dove è comunque dovuta, e la marca temporale qualificata, che copre tutto il resto. Nel valutarle conviene tenere separate due domande che è facile sovrapporre, cioè quando il documento è stato formato e da quando produce effetti: la prima è quella su cui si gioca l'opponibilità verso creditori e Fisco, la seconda dipende da ciò che le parti hanno pattuito. Per gli accordi che nessuno registra, marcare il file firmato costa 6,99 €.

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Domande frequenti (FAQ) sulla data certa dei contratti

È quella indicata dalle parti come inizio del rapporto, che può non coincidere con il giorno della firma: si può sottoscrivere in anticipo e far partire la locazione in una data successiva. Poiché dalla decorrenza dipendono termini e adempimenti, conviene verificarla con il professionista che segue la posizione fiscale.

Sì: un accordo scritto e sottoscritto fra le parti è vincolante fra chi lo ha firmato, senza bisogno di alcuna forma ulteriore, salvo i casi in cui la legge ne richieda una specifica. Ciò che manca è l'opponibilità della data verso i terzi, ed è esattamente il problema che la marcatura o la registrazione risolvono.

Sì, ed è una situazione ordinaria: le parti firmano quando raggiungono l'accordo e fissano l'inizio del rapporto in un momento successivo. Pattuire una decorrenza diversa è cosa distinta dal modificare la data della firma, che invece è la retrodatazione ed espone a conseguenze proprie.