Data certa di una scrittura privata: come si prova
La data di una scrittura privata si prova con uno dei quattro fatti dell'art. 2704, e la marcatura temporale rientra fra quelli di pari certezza.
Come posso provare la data certa di una scrittura privata?
La data certa di una scrittura privata si prova con uno dei fatti previsti dall'art. 2704 c.c.: registrazione dell'atto, morte o impossibilità di un sottoscrittore, riproduzione in atti pubblici oppure un fatto che ne stabilisca con pari certezza l'anteriorità, come la marca temporale qualificata. La Data Certa Online di LetteraSenzaBusta rientra in quest'ultima categoria.
La domanda su come si prova la data di una scrittura privata arriva sempre dopo, quando il documento esiste già da tempo e qualcuno ne mette in discussione la collocazione temporale. È il momento peggiore per scoprire che l'art. 2704 del codice civile non chiede di dimostrare quando il documento è stato scritto, ma di esibire uno dei fatti che la norma considera idonei a fissarne l'anteriorità. Tre di quei fatti o costano o non dipendono da chi ha interesse a farli valere, e resta la quarta categoria, quella dei fatti di pari certezza, dove rientra la marcatura temporale qualificata.
Takeaways - Punti chiave dell'articolo
- Quattro strade dell'art. 2704: registrazione, morte o impossibilità del firmatario, riproduzione in atto pubblico e altro fatto di pari certezza: 4 alternative.
- La marca come fatto equivalente: giurisprudenza e prassi riconoscono la marcatura temporale qualificata fra i fatti che stabiliscono l'anteriorità del documento.
- Onere della prova: spetta a chi invoca la data dimostrarne la certezza ai sensi dell'art. 2704: senza prova il terzo può legittimamente ignorarla.
- Registrazione fiscale: dà data certa ma comporta l'imposta di registro, mentre la marcatura costa 6,99 € senza oneri fiscali.
- Firma congiunta: funziona solo nei contesti specifici in cui la legge la ammette espressamente, come il documento di valutazione dei rischi.
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Apponi la Data Certa Senza imposta di registro • Da 6,99 € a documento • Validità 20 anniQuali sono i fatti che danno data certa secondo l'art. 2704 c.c.?
Sono quattro, e la norma li tratta come alternativi: al verificarsi di uno solo di essi la data diventa certa verso i terzi. Tre sono eventi puntuali e il quarto è una categoria aperta, dentro la quale rientra la marcatura temporale.
| Fatto | Cosa comporta | Quando è praticabile |
|---|---|---|
| Registrazione dell'atto | La data è quella della registrazione | Sempre, ma con imposta di registro |
| Morte o impossibilità di un sottoscrittore | La data è anteriore a quell'evento | Non è una scelta: accade |
| Riproduzione in un atto pubblico | La data è quella dell'atto pubblico | Se c'è già un atto notarile |
| Altro fatto di pari certezza | La data è quella del fatto | È qui che rientra la marca temporale |
Come dare valore legale ad una scrittura privata?
Il valore fra le parti nasce dalla sottoscrizione: una scrittura privata firmata vincola chi l'ha firmata anche senza altro. Quello che manca, e che va aggiunto, è la possibilità di far valere il documento verso chi non ha firmato, e su quel piano servono due cose distinte: la certezza di chi ha sottoscritto e la certezza di quando.
- Chi ha firmato: è il piano della sottoscrizione, eventualmente autenticata o firmata digitalmente.
- Quando è stata formata: è il piano della data certa, governato dall'art. 2704.
- Sono indipendenti: un documento può avere firme inoppugnabili e una data contestabile, o il contrario.
Registrazione in comune o all'ufficio postale: servono ancora?
La registrazione presso l'Agenzia delle Entrate resta una strada valida e produce data certa, ma comporta il pagamento dell'imposta di registro. Il vecchio passaggio all'ufficio postale con timbro e marca da bollo non è invece più disponibile, perché quel servizio cartaceo è stato dismesso.
- Registrazione fiscale: valida, con un costo che dipende dal tipo di atto.
- Ufficio postale: il servizio di data certa con timbro non è più erogato.
- Sportello comunale: non attribuisce data certa a una scrittura privata, salvo diverse previsioni per atti specifici.
La data certa può essere attestata dalla firma congiunta di chi?
La firma congiunta di più soggetti non produce da sola data certa verso i terzi, perché resta una dichiarazione di parti interessate. Funziona solo dove una norma la ammette espressamente per quel documento, come accade per il documento di valutazione dei rischi, dove la sottoscrizione congiunta delle figure indicate dalla legge assolve quella funzione.
- Regola generale: chi firma è parte, quindi la sua attestazione non vale verso l'esterno.
- Eccezione tipica: il DVR, dove la firma congiunta è prevista dalla disciplina di settore.
- Fuori da quei casi: serve uno dei fatti dell'art. 2704.
Conclusione
Provare la data di una scrittura privata significa dimostrare uno dei fatti che l'art. 2704 del codice civile considera idonei: la registrazione dell'atto, la morte o l'impossibilità di un sottoscrittore, la riproduzione del contenuto in un atto pubblico oppure un altro fatto che ne stabilisca con pari certezza l'anteriorità. I primi tre non sempre sono praticabili, perché uno costa l'imposta di registro, uno non dipende dalla volontà di nessuno e uno presuppone un atto notarile già esistente. La quarta categoria è quella in cui rientra la marcatura temporale qualificata, ed è la ragione per cui oggi marcare il documento è la strada che resta aperta senza passare da registrazione o notaio.
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Fra chi l'ha sottoscritta vincola pienamente, e in giudizio fa piena prova della provenienza delle dichiarazioni se la firma non viene disconosciuta. Verso i terzi il discorso cambia sul solo profilo della data, che non è opponibile finché non si verifica uno dei fatti previsti dall'art. 2704 del codice civile.
Occorre che siano identificabili le parti, chiaro l'oggetto dell'accordo e presenti le sottoscrizioni di tutti i contraenti. Per rendere opponibile anche la data conviene apporre la marcatura temporale sul documento già firmato, perché l'impronta viene calcolata sul contenuto definitivo e una modifica successiva la renderebbe non corrispondente.