Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2026

Raccomandata digitale

Gli italiani e il digitale: tutti i dati del sondaggio Ipsos Doxa 2026 commissionato da LetteraSenzaBusta

Come è fatto il campione, cosa pensano gli italiani del digitale, come gestiscono reclami e disdette e quanto usano PEC, firma digitale e data certa

 
La tua domanda

Come vivono gli italiani il digitale?

Risposta rapida

Con utilità e cautela: per il 59% il digitale è un posto utile in cui stare sempre attenti, il 52% giudica i servizi poco o per niente trasparenti e il 49% trova complicate pratiche come disdette e reclami. Per inviare una comunicazione con prove certificate anche a chi non ha la PEC c'è la raccomandata digitale NotificaTo.

Il sondaggio Ipsos Doxa per l'Osservatorio LetteraSenzaBusta 2026 racconta come gli italiani vivono il digitale e come usano gli strumenti con valore legale: PEC, raccomandate, firma digitale e data certa. Per Ipsos Doxa il quadro è quello di un rapporto fatto di utilità e cautela.

Qui sono riportate tutte le 33 domande, con i dati per età e, dove il report li indica, per sesso. Il valore legale delle comunicazioni digitali è spiegato nella guida agli strumenti digitali con valore legale.


Takeaways - Punti chiave dell'articolo

  • Utile ma insidioso: Per il 59% degli italiani il digitale è un posto utile in cui stare sempre attenti; solo il 25% vi si muove con piena sicurezza.
  • Poca trasparenza: Il 52% giudica i servizi digitali poco o per niente trasparenti e il 40% trova più difficile di prima capire i propri diritti online.
  • Pratiche complicate: Il 78% ha affrontato almeno una pratica con valore legale, come una disdetta o un reclamo, e il 49% le trova complesse e frustranti.
  • PEC nota, poco posseduta: L'88% sa a cosa serve la PEC, ma il 62% non ha una casella personale e il 58% preferirebbe pagarla a consumo.
  • Firma e data certa: Solo il 10% usa regolarmente la firma digitale, il 55% non sa cosa sia la data certa e il 59% non conosce l'EUDI Wallet.

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Come è stato realizzato il sondaggio Ipsos Doxa?

Il sondaggio è un'indagine CAWI, con questionario compilato online, realizzata a giugno da Ipsos Doxa per l'Osservatorio LetteraSenzaBusta 2026 (n. 26-039752). Il campione è di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana tra 18 e 75 anni.

Le quote del campione sono state fissate per età, genere e area geografica. Ogni percentuale indica quanta parte dei 1.000 intervistati appartiene a quel gruppo:

  • Genere: 50% donne e 50% uomini.
  • Età: 18% tra 18 e 30 anni, 24% tra 31 e 45 anni, 32% tra 46 e 60 anni e 26% tra 61 e 75 anni.
  • Area di residenza: 26% Nord Ovest, 19% Nord Est, 20% Centro e 35% Sud e Isole.
  • Occupazione: 58% lavoratori, 11% pensionati, 9% liberi professionisti, 9% disoccupati, 8% genitori a tempo pieno e 6% studenti.
  • Titolo di studio: 40% laurea o titolo superiore, 52% diploma di scuola superiore e 8% diploma di scuola media o inferiore.

Il report presenta i risultati sul totale e per fascia d'età; per alcune domande indica anche le differenze tra uomini e donne. L'area geografica compare solo nella composizione del campione, quindi non ci sono risultati per zona di residenza.

Nei paragrafi che seguono ogni domanda riporta tutte le risposte, con il dato totale e quello per età. Una sintesi dei risultati è anche nell'Osservatorio LetteraSenzaBusta 2026.


Che immagine hanno gli italiani del digitale?

Secondo Ipsos Doxa il digitale si conferma «un luogo in cui, seppur a fronte di una utilità riconosciuta, è importante mantenere alta l'attenzione». Alla domanda su quale immagine rappresenti meglio il proprio rapporto con il digitale, le risposte sono:

  • Un posto utile ma in cui è importante essere sempre attenti: 59% (18-30 anni 46%, 31-45 anni 62%, 46-60 anni 59%, 61-75 anni 64%).
  • Un territorio che conosco bene e in cui mi muovo con sicurezza: 25% (18-30 anni 43%, 31-45 anni 27%, 46-60 anni 26%, 61-75 anni 13%).
  • Un ambiente caotico in cui mi arrangio: 11% (18-30 anni 7%, 31-45 anni 9%, 46-60 anni 11%, 61-75 anni 15%).
  • Un posto che non conosco bene e che non sento come mio: 3% (18-30 anni 3%, 31-45 anni 1%, 46-60 anni 3%, 61-75 anni 4%).
  • Un posto in cui mi sento spesso perso/a o manipolato/a: 2% (18-30 anni 2%, 31-45 anni 1%, 46-60 anni 1%, 61-75 anni 4%).

I più giovani sono i più sicuri, come sottolinea Ipsos Doxa: il 43% dei 18-30enni si muove nel digitale come in un territorio conosciuto, contro il 13% dei 61-75enni.

Rispetto a cinque anni fa il quadro è «nel complesso stabile», con chi si sente più sicuro da una parte e chi avverte «nuove minacce» dall'altra. Il senso di sicurezza online è cambiato così:

  • Mi sento più sicuro/a, ho imparato a muovermi meglio: 31% (18-30 anni 39%, 31-45 anni 26%, 46-60 anni 34%, 61-75 anni 27%).
  • È rimasto uguale: 39% (18-30 anni 36%, 31-45 anni 42%, 46-60 anni 36%, 61-75 anni 43%).
  • Mi sento meno sicuro/a, le minacce sono aumentate: 28% (18-30 anni 23%, 31-45 anni 30%, 46-60 anni 30%, 61-75 anni 28%).
  • Non so: 2% (18-30 anni 2%, 31-45 anni 2%, 46-60 anni 1%, 61-75 anni 2%).

È più difficile capire i propri diritti online?

Per molti sì: secondo Ipsos Doxa la complessità e la poca chiarezza rendono più difficile capire i propri diritti «in modo trasversale rispetto all'età». Le risposte sono:

  • Più facile, c'è più informazione e trasparenza: 21% (18-30 anni 28%, 31-45 anni 20%, 46-60 anni 21%, 61-75 anni 18%).
  • Uguale: 32% (18-30 anni 29%, 31-45 anni 34%, 46-60 anni 30%, 61-75 anni 34%).
  • Più difficile, le condizioni sono sempre più complesse e opache: 40% (18-30 anni 36%, 31-45 anni 41%, 46-60 anni 42%, 61-75 anni 39%).
  • Non so: 7% (18-30 anni 7%, 31-45 anni 6%, 46-60 anni 7%, 61-75 anni 8%).

Sulla trasparenza dei servizi digitali, cioè su come funzionano, cosa fanno con i dati e quanto costano davvero, prevale per Ipsos Doxa una percezione «ambigua»:

  • Completamente trasparenti: 3% (18-30 anni 5%, 31-45 anni 3%, 46-60 anni 3%, 61-75 anni 2%).
  • Abbastanza trasparenti: 45% (18-30 anni 47%, 31-45 anni 51%, 46-60 anni 46%, 61-75 anni 36%).
  • Poco trasparenti: 44% (18-30 anni 36%, 31-45 anni 39%, 46-60 anni 44%, 61-75 anni 54%).
  • Per niente trasparenti: 8% (18-30 anni 12%, 31-45 anni 7%, 46-60 anni 7%, 61-75 anni 8%).

In tutto il 52% giudica i servizi poco o per niente trasparenti. La sfiducia cresce con l'età: tra i 61-75enni chi li trova poco trasparenti sale al 54%. I divari tra conoscenza e uso degli strumenti digitali sono analizzati nell'articolo su servizi fiduciari e quanto si usano.


Sicurezza, trasparenza o prezzo: cosa chiedono gli italiani a un servizio digitale

Per Ipsos Doxa la sicurezza è la qualità più importante, «a seguire trasparenza e affidabilità». Alla domanda su quale qualità scegliere, le risposte sono:

  • La sicurezza, voglio sapere che i miei dati sono al sicuro: 35% (18-30 anni 35%, 31-45 anni 33%, 46-60 anni 36%, 61-75 anni 36%).
  • La trasparenza, voglio sapere esattamente cosa sto accettando: 24% (18-30 anni 15%, 31-45 anni 26%, 46-60 anni 24%, 61-75 anni 29%).
  • L'affidabilità, voglio che funzioni sempre, senza sorprese: 18% (18-30 anni 22%, 31-45 anni 16%, 46-60 anni 19%, 61-75 anni 16%).
  • La semplicità, voglio capire subito come funziona: 15% (18-30 anni 15%, 31-45 anni 15%, 46-60 anni 14%, 61-75 anni 16%).
  • Il prezzo, voglio pagare il giusto per quello che ricevo: 8% (18-30 anni 13%, 31-45 anni 10%, 46-60 anni 7%, 61-75 anni 3%).

La sicurezza resta al primo posto per tutte le età. Tra i 18-30enni, però, contano di più affidabilità e prezzo, mentre la trasparenza è il secondo criterio per chi ha più di 31 anni, come osserva Ipsos Doxa.


Quanti servizi e app digitali usano gli italiani?

Un intervistato su quattro usa regolarmente meno di cinque servizi o app, tra email, cloud, banca, streaming e acquisti online. Le risposte sono:

  • Meno di 5: 26% (18-30 anni 28%, 31-45 anni 20%, 46-60 anni 23%, 61-75 anni 33%).
  • Tra 5 e 10: 46% (18-30 anni 47%, 31-45 anni 44%, 46-60 anni 47%, 61-75 anni 48%).
  • Tra 10 e 20: 19% (18-30 anni 17%, 31-45 anni 26%, 46-60 anni 19%, 61-75 anni 13%).
  • Più di 20: 9% (18-30 anni 8%, 31-45 anni 11%, 46-60 anni 10%, 61-75 anni 6%).

I più attivi sono i 31-45enni, il 37% dei quali usa più di dieci servizi. Le donne ne usano in media meno: meno di cinque servizi per il 32% delle donne, contro il 20% degli uomini.

Gestire tutti questi account è un peso mentale per oltre una persona su tre, «meno per i giovanissimi», secondo Ipsos Doxa:

  • Mi pesa molto: 5% (18-30 anni 6%, 31-45 anni 3%, 46-60 anni 5%, 61-75 anni 6%).
  • Mi pesa abbastanza: 30% (18-30 anni 25%, 31-45 anni 33%, 46-60 anni 32%, 61-75 anni 28%).
  • Mi pesa poco: 49% (18-30 anni 47%, 31-45 anni 48%, 46-60 anni 49%, 61-75 anni 50%).
  • Non mi pesa per niente: 16% (18-30 anni 22%, 31-45 anni 15%, 46-60 anni 14%, 61-75 anni 17%).

Quanto è al sicuro, per gli italiani, la propria identità digitale?

Il 65% si sente molto o abbastanza sicuro nella gestione della propria identità digitale, ma per Ipsos Doxa prevale «un senso di poca sicurezza»: il 35% si dichiara poco o per niente sicuro. Le risposte sono:

  • Molto sicuro: 7% (18-30 anni 13%, 31-45 anni 9%, 46-60 anni 6%, 61-75 anni 4%).
  • Abbastanza sicuro: 58% (18-30 anni 57%, 31-45 anni 62%, 46-60 anni 60%, 61-75 anni 55%).
  • Poco sicuro: 31% (18-30 anni 27%, 31-45 anni 26%, 46-60 anni 30%, 61-75 anni 37%).
  • Per niente sicuro: 4% (18-30 anni 4%, 31-45 anni 4%, 46-60 anni 4%, 61-75 anni 4%).

L'insicurezza cresce con l'età e tra le donne: si sente poco sicuro il 37% dei 61-75enni e il 35% delle donne, contro il 26% degli uomini.


Quali pratiche con valore legale capitano agli italiani?

Il 78% degli italiani ha affrontato almeno una pratica con valore legale. Alla domanda su quali situazioni siano capitate, con più risposte possibili, i risultati sono:

  • Inviare un documento ufficiale a un ente pubblico: 48% (18-30 anni 49%, 31-45 anni 53%, 46-60 anni 52%, 61-75 anni 40%).
  • Disdire un contratto, come palestra, assicurazione, abbonamento o affitto: 41% (18-30 anni 47%, 31-45 anni 46%, 46-60 anni 40%, 61-75 anni 34%).
  • Firmare un contratto o un accordo importante: 38% (18-30 anni 32%, 31-45 anni 50%, 46-60 anni 43%, 61-75 anni 28%).
  • Fare un reclamo a una banca, a un gestore telefonico o a un'assicurazione: 34% (18-30 anni 28%, 31-45 anni 40%, 46-60 anni 37%, 61-75 anni 30%).
  • Contestare una multa, una bolletta o un addebito: 25% (18-30 anni 17%, 31-45 anni 32%, 46-60 anni 27%, 61-75 anni 23%).
  • Nessuna di queste situazioni: 22% (18-30 anni 23%, 31-45 anni 16%, 46-60 anni 17%, 61-75 anni 32%).

Le donne dichiarano più spesso di non aver mai vissuto nessuna di queste situazioni: il 27% contro il 17% degli uomini.

L'ultima volta che hanno dovuto gestire una pratica importante, come un reclamo, una disdetta o una comunicazione ufficiale, gli italiani si sono comportati così:

  • L'ho gestita da solo/a: 66% (18-30 anni 56%, 31-45 anni 71%, 46-60 anni 73%, 61-75 anni 60%).
  • Ho chiesto aiuto a un familiare o amico: 14% (18-30 anni 17%, 31-45 anni 11%, 46-60 anni 10%, 61-75 anni 17%).
  • Mi sono rivolto/a a un professionista: 7% (18-30 anni 8%, 31-45 anni 8%, 46-60 anni 7%, 61-75 anni 6%).
  • Ho rimandato o ci ho rinunciato: 2% (18-30 anni 3%, 31-45 anni 2%, 46-60 anni 2%, 61-75 anni 1%).
  • Non mi è mai capitato / non so: 11% (18-30 anni 16%, 31-45 anni 7%, 46-60 anni 8%, 61-75 anni 16%).

Ha fatto da sé il 73% degli uomini e il 60% delle donne.


Quanto sono complicate le pratiche digitali?

Per quasi metà degli italiani, il 49%, gestire online disdette, reclami o l'invio di documenti ufficiali è complesso e frustrante. Le risposte sono:

  • Molto complesso e frustrante: 7% (18-30 anni 8%, 31-45 anni 7%, 46-60 anni 8%, 61-75 anni 6%).
  • Abbastanza complesso e frustrante: 42% (18-30 anni 40%, 31-45 anni 44%, 46-60 anni 45%, 61-75 anni 40%).
  • Poco complesso e frustrante: 31% (18-30 anni 27%, 31-45 anni 34%, 46-60 anni 31%, 61-75 anni 31%).
  • Per niente complesso e frustrante: 12% (18-30 anni 11%, 31-45 anni 11%, 46-60 anni 13%, 61-75 anni 11%).
  • Non so / non mi è mai capitato: 8% (18-30 anni 13%, 31-45 anni 4%, 46-60 anni 4%, 61-75 anni 12%).

Sulla preparazione a tutelare i propri diritti in digitale, con raccomandate online, PEC, firma digitale e reclami, Ipsos Doxa osserva che la preparazione è «diffusa» ma «non sembra soddisfare del tutto». Le risposte sono:

  • Molto preparato, conosco e uso questi strumenti: 11% (18-30 anni 15%, 31-45 anni 13%, 46-60 anni 12%, 61-75 anni 7%).
  • Abbastanza preparato, ne conosco alcuni: 53% (18-30 anni 51%, 31-45 anni 59%, 46-60 anni 56%, 61-75 anni 48%).
  • Poco preparato, ne ho sentito parlare ma non li uso: 28% (18-30 anni 24%, 31-45 anni 23%, 46-60 anni 27%, 61-75 anni 35%).
  • Per niente preparato, è un mondo che non conosco: 7% (18-30 anni 11%, 31-45 anni 5%, 46-60 anni 4%, 61-75 anni 9%).

La preparazione è più diffusa tra i giovani: tra i 61-75enni, invece, si sente poco o per niente preparato il 44%.


Raccomandate e comunicazioni con valore legale: come le inviano gli italiani

La raccomandata cartacea è sempre meno usata. Alla domanda su quante ne abbiano inviate nell'ultimo anno, gli italiani rispondono:

  • Nessuna: 73%.
  • Tra 1 e 5: 24%.
  • Tra 6 e 10: 3%.
  • Più di 10: 1%.

Il report indica questo dato solo sul totale. Per Ipsos Doxa la PEC è «la principale modalità» per le comunicazioni importanti con valore legale, seguita dalla raccomandata cartacea:

  • Via PEC: 48% (18-30 anni 52%, 31-45 anni 52%, 46-60 anni 48%, 61-75 anni 43%).
  • Con una raccomandata cartacea con ricevuta di ritorno: 35% (18-30 anni 17%, 31-45 anni 28%, 46-60 anni 39%, 61-75 anni 45%).
  • Tramite un professionista, come avvocato o commercialista: 11% (18-30 anni 10%, 31-45 anni 14%, 46-60 anni 10%, 61-75 anni 8%).
  • Non saprei come fare: 7% (18-30 anni 21%, 31-45 anni 5%, 46-60 anni 4%, 61-75 anni 4%).

La raccomandata cartacea è scelta più spesso dalle donne, il 40% contro il 29% degli uomini, e da chi ha più di 45 anni. Tra i 18-30enni il 21% non saprebbe come fare.

Alla domanda se sappiano che oggi una raccomandata con pieno valore legale si può inviare anche via WhatsApp, SMS o email, le risposte sono:

  • Sì, ne ho già inviata una: 5% (18-30 anni 6%, 31-45 anni 6%, 46-60 anni 5%, 61-75 anni 5%).
  • Sì, lo sapevo ma non ne ho mai inviata una: 21% (18-30 anni 23%, 31-45 anni 17%, 46-60 anni 19%, 61-75 anni 27%).
  • No, non lo sapevo: 67% (18-30 anni 65%, 31-45 anni 69%, 46-60 anni 69%, 61-75 anni 64%).
  • Non credo che abbia valore legale: 6% (18-30 anni 5%, 31-45 anni 8%, 46-60 anni 7%, 61-75 anni 5%).

Spesso il problema è l'indirizzo. Alla domanda se sia capitato di non riuscire a inviare una raccomandata o una PEC perché mancava l'indirizzo del destinatario, le risposte sono:

  • Sì, più di una volta: 11% (18-30 anni 11%, 31-45 anni 10%, 46-60 anni 14%, 61-75 anni 9%).
  • Sì, una volta: 15% (18-30 anni 20%, 31-45 anni 18%, 46-60 anni 12%, 61-75 anni 13%).
  • No, ho sempre trovato l'indirizzo postale o la PEC: 47% (18-30 anni 34%, 31-45 anni 55%, 46-60 anni 49%, 61-75 anni 47%).
  • Non ho mai dovuto inviare una raccomandata o una PEC: 27% (18-30 anni 35%, 31-45 anni 17%, 46-60 anni 25%, 61-75 anni 31%).

In tutto il problema ha riguardato il 26% degli italiani e il 31% dei 18-30enni. I volumi delle raccomandate sono analizzati nell'articolo sui numeri delle raccomandate in Italia.


Quanti italiani rinunciano a una disdetta o a un reclamo?

Il 17% ha rinunciato almeno una volta a una disdetta o a un reclamo perché non sapeva come farlo o era troppo complicato. Le risposte sono:

  • Sì, più di una volta: 5% (18-30 anni 6%, 31-45 anni 6%, 46-60 anni 5%, 61-75 anni 5%).
  • Sì, una volta: 12% (18-30 anni 16%, 31-45 anni 13%, 46-60 anni 12%, 61-75 anni 7%).
  • No, ho sempre trovato il modo: 56% (18-30 anni 43%, 31-45 anni 61%, 46-60 anni 59%, 61-75 anni 55%).
  • Non ho mai avuto bisogno di farlo: 27% (18-30 anni 34%, 31-45 anni 19%, 46-60 anni 25%, 61-75 anni 33%).

Alla domanda sul motivo principale per cui si è rinunciato, o si rinuncerebbe, a un reclamo o a una disdetta, le risposte sono:

  • Non ho mai rinunciato / non rinuncerei mai: 49% (18-30 anni 40%, 31-45 anni 43%, 46-60 anni 52%, 61-75 anni 56%).
  • La procedura è troppo lunga: 13% (18-30 anni 17%, 31-45 anni 21%, 46-60 anni 11%, 61-75 anni 7%).
  • Preferisco evitare stress e fatica: 10% (18-30 anni 13%, 31-45 anni 12%, 46-60 anni 9%, 61-75 anni 9%).
  • Ho paura di commettere errori: 10% (18-30 anni 10%, 31-45 anni 10%, 46-60 anni 8%, 61-75 anni 11%).
  • Non saprei da dove cominciare: 7% (18-30 anni 8%, 31-45 anni 6%, 46-60 anni 7%, 61-75 anni 5%).
  • Penso che non serva a nulla: 6% (18-30 anni 5%, 31-45 anni 5%, 46-60 anni 8%, 61-75 anni 5%).
  • La procedura mi spaventa: 5% (18-30 anni 8%, 31-45 anni 3%, 46-60 anni 4%, 61-75 anni 5%).

I giovani rinuncerebbero più spesso: secondo Ipsos Doxa non rinuncerebbe mai il 40% dei 18-30enni, contro il 56% dei 61-75enni.

L'ultima volta che hanno fatto una disdetta o un reclamo, gli italiani hanno impiegato:

  • Meno di 5 minuti: 9% (18-30 anni 11%, 31-45 anni 7%, 46-60 anni 9%, 61-75 anni 9%).
  • Tra 5 e 30 minuti: 41% (18-30 anni 32%, 31-45 anni 49%, 46-60 anni 43%, 61-75 anni 37%).
  • Più di 30 minuti: 15% (18-30 anni 15%, 31-45 anni 20%, 46-60 anni 16%, 61-75 anni 10%).
  • Non ricordo / non ho mai fatto una disdetta o un reclamo: 35% (18-30 anni 42%, 31-45 anni 24%, 46-60 anni 32%, 61-75 anni 44%).

PEC, form o email: il mezzo scelto per disdire e reclamare

Per disdire un'assicurazione o contestare una bolletta, secondo Ipsos Doxa la PEC è «la modalità preferita». Il mezzo che gli italiani userebbero è:

  • PEC o raccomandata digitale: 37% (18-30 anni 35%, 31-45 anni 37%, 46-60 anni 37%, 61-75 anni 36%).
  • Il form o lo sportello online del servizio: 26% (18-30 anni 25%, 31-45 anni 29%, 46-60 anni 26%, 61-75 anni 25%).
  • Una email normale: 16% (18-30 anni 20%, 31-45 anni 17%, 46-60 anni 15%, 61-75 anni 13%).
  • Raccomandata cartacea: 15% (18-30 anni 10%, 31-45 anni 11%, 46-60 anni 14%, 61-75 anni 21%).
  • Non saprei da dove cominciare: 7% (18-30 anni 10%, 31-45 anni 6%, 46-60 anni 7%, 61-75 anni 5%).

La raccomandata cartacea resta più usata dai 61-75enni, il 21%, mentre l'email normale è scelta soprattutto dai più giovani.

Alla domanda se sappiano che disdette e reclami si possono inviare online, con valore legale e in pochi minuti, le risposte sono:

  • Sì, lo faccio già: 21% (18-30 anni 20%, 31-45 anni 22%, 46-60 anni 23%, 61-75 anni 20%).
  • Sì, lo sapevo ma per ora non l'ho mai fatto: 41% (18-30 anni 37%, 31-45 anni 40%, 46-60 anni 42%, 61-75 anni 41%).
  • No, non lo sapevo: 35% (18-30 anni 41%, 31-45 anni 33%, 46-60 anni 32%, 61-75 anni 37%).
  • Non mi interessa: 3% (18-30 anni 2%, 31-45 anni 5%, 46-60 anni 3%, 61-75 anni 2%).

Lo fa già il 26% degli uomini e il 17% delle donne.


Cosa sanno gli italiani della PEC?

La PEC è uno strumento ben conosciuto. Alla domanda su a cosa serva, le risposte sono:

  • Serve per inviare comunicazioni con pieno valore legale: 88%.
  • Serve solo per comunicare con la pubblica amministrazione: 5%.
  • È una normale email, solo che cambia il nome: 2%.
  • Non lo so: 5%.

Il report indica questo dato solo sul totale. Alla domanda se sappiano che la PEC ha lo stesso valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno, le risposte sono:

  • Sì, lo so e la uso per questo: 42% (18-30 anni 32%, 31-45 anni 46%, 46-60 anni 47%, 61-75 anni 40%).
  • Sì, lo so ma non l'ho mai usata: 38% (18-30 anni 30%, 31-45 anni 35%, 46-60 anni 38%, 61-75 anni 44%).
  • Sì, lo so ma uso comunque la raccomandata cartacea: 8% (18-30 anni 10%, 31-45 anni 7%, 46-60 anni 7%, 61-75 anni 8%).
  • No, non lo sapevo fino ad oggi: 12% (18-30 anni 28%, 31-45 anni 12%, 46-60 anni 8%, 61-75 anni 8%).

Nella sintesi Ipsos Doxa parla dell'80% di italiani consapevoli; sommando le tre risposte affermative del grafico si arriva all'88%. Tra i 18-30enni il 28% non lo sapeva.

Alla domanda se sappiano che email ordinarie e form online, a differenza di PEC e raccomandate digitali, non garantiscono una prova certa e opponibile della comunicazione, le risposte sono:

  • Sì, lo so e per questo uso strumenti certificati: 43% (18-30 anni 38%, 31-45 anni 41%, 46-60 anni 46%, 61-75 anni 43%).
  • Sì, lo so ma mi fido comunque di questi canali: 29% (18-30 anni 26%, 31-45 anni 28%, 46-60 anni 31%, 61-75 anni 30%).
  • No, non lo sapevo: 28% (18-30 anni 36%, 31-45 anni 30%, 46-60 anni 23%, 61-75 anni 27%).

Quanti italiani hanno una PEC personale e come vorrebbero pagarla?

Pochi la usano davvero. Alla domanda se abbiano una casella PEC personale, non aziendale, gli italiani rispondono:

  • Sì, ce l'ho e la uso regolarmente: 22% (18-30 anni 20%, 31-45 anni 21%, 46-60 anni 26%, 61-75 anni 20%).
  • Sì, ce l'ho ma non la uso quasi mai: 16% (18-30 anni 19%, 31-45 anni 19%, 46-60 anni 15%, 61-75 anni 13%).
  • No, non ce l'ho ancora: 62% (18-30 anni 61%, 31-45 anni 60%, 46-60 anni 60%, 61-75 anni 67%).

La usa regolarmente il 28% degli uomini e il 17% delle donne. Tra i 61-75enni chi non ce l'ha sale al 67%.

Per Ipsos Doxa il modello preferito «prescinde dalla sottoscrizione di un abbonamento». Il modello di pagamento scelto per un servizio come la PEC è:

  • Pagare a consumo solo quando si invia, ricevere gratis e non avere costi di attivazione: 58% (18-30 anni 56%, 31-45 anni 50%, 46-60 anni 60%, 61-75 anni 61%).
  • Un abbonamento annuale: 24% (18-30 anni 23%, 31-45 anni 31%, 46-60 anni 24%, 61-75 anni 20%).
  • Nessuna preferenza: 18% (18-30 anni 21%, 31-45 anni 19%, 46-60 anni 15%, 61-75 anni 18%).

Il consumo convince di più le donne, il 62% contro il 54% degli uomini, che scelgono più spesso l'abbonamento (30% contro 19%). Caselle e invii in Italia sono analizzati nell'articolo su caselle PEC e uso dei privati.


Firma digitale: possesso, uso e fiducia degli italiani

Il 93% sa cosa sia la firma digitale, ma solo il 10% la usa regolarmente. Alla domanda se possiedano una firma digitale qualificata, le risposte sono:

  • Sì, ce l'ho e la uso regolarmente: 10% (18-30 anni 9%, 31-45 anni 11%, 46-60 anni 12%, 61-75 anni 7%).
  • Sì, ce l'ho ma non la uso quasi mai / mai: 18% (18-30 anni 21%, 31-45 anni 17%, 46-60 anni 18%, 61-75 anni 18%).
  • No, non ce l'ho ancora: 64% (18-30 anni 56%, 31-45 anni 67%, 46-60 anni 65%, 61-75 anni 67%).
  • Non so cosa sia la firma digitale: 7% (18-30 anni 14%, 31-45 anni 5%, 46-60 anni 4%, 61-75 anni 9%).

Alla domanda se sappiano che la firma digitale si può ottenere e usare dallo smartphone, senza chiavette USB o smart card, le risposte sono:

  • Sì, lo sapevo e la uso già dal telefono: 11% (18-30 anni 14%, 31-45 anni 12%, 46-60 anni 10%, 61-75 anni 8%).
  • Sì, lo sapevo ma preferisco usare la chiavetta USB o la smart card: 7% (18-30 anni 11%, 31-45 anni 10%, 46-60 anni 7%, 61-75 anni 2%).
  • Sì, lo sapevo ma non ne ho mai avuto bisogno / non l'ho mai usata: 28% (18-30 anni 31%, 31-45 anni 27%, 46-60 anni 25%, 61-75 anni 30%).
  • No, non lo sapevo: 55% (18-30 anni 44%, 31-45 anni 52%, 46-60 anni 57%, 61-75 anni 60%).

Sulla fiducia nella firma digitale rispetto a quella fatta a mano con la penna, il 65% si fida allo stesso modo o di più della digitale. Le risposte sono:

  • Mi fido di più della firma digitale: 8% (18-30 anni 10%, 31-45 anni 9%, 46-60 anni 10%, 61-75 anni 5%).
  • Mi fido ugualmente di entrambe: 57% (18-30 anni 52%, 31-45 anni 61%, 46-60 anni 56%, 61-75 anni 59%).
  • Mi fido di più della mia firma autografa: 19% (18-30 anni 21%, 31-45 anni 21%, 46-60 anni 16%, 61-75 anni 20%).
  • Non so: 15% (18-30 anni 17%, 31-45 anni 10%, 46-60 anni 18%, 61-75 anni 16%).

Ipsos Doxa ha poi chiesto se gli intervistati sapessero che per firmare molti documenti destinati alla pubblica amministrazione è obbligatorio usare una firma qualificata. Le risposte sono:

  • Sì, lo sapevo e la utilizzo già: 12% (18-30 anni 14%, 31-45 anni 16%, 46-60 anni 12%, 61-75 anni 9%).
  • Sì, lo sapevo ma non so se la mia firma digitale è qualificata: 12% (18-30 anni 14%, 31-45 anni 15%, 46-60 anni 13%, 61-75 anni 6%).
  • Sì, lo sapevo ma non ne ho mai avuto bisogno / non l'ho mai usata: 37% (18-30 anni 39%, 31-45 anni 35%, 46-60 anni 33%, 61-75 anni 43%).
  • No, pensavo che qualsiasi firma digitale fosse valida: 38% (18-30 anni 33%, 31-45 anni 35%, 46-60 anni 41%, 61-75 anni 41%).

Diffusione e uso della firma sono approfonditi nell'articolo sulla diffusione della firma digitale in Italia.


Data certa e conservazione dei documenti: cosa fanno gli italiani

La data certa è poco conosciuta. Alla domanda se sappiano cos'è e a cosa serve, gli italiani rispondono:

  • Sì, la uso già per certificare i miei documenti: 12%.
  • Ne ho sentito parlare ma non l'ho mai usata: 33%.
  • No, non so cosa sia: 55%.

Il report indica questo dato solo sul totale. Per i documenti importanti, come contratti, fatture e documenti fiscali, gli italiani li conservano così:

  • In un faldone in formato cartaceo: 40% (18-30 anni 30%, 31-45 anni 38%, 46-60 anni 40%, 61-75 anni 48%).
  • Sul computer o su un hard disk personale: 31% (18-30 anni 35%, 31-45 anni 31%, 46-60 anni 31%, 61-75 anni 31%).
  • Su un cloud personale: 16% (18-30 anni 19%, 31-45 anni 20%, 46-60 anni 16%, 61-75 anni 13%).
  • In un sistema di conservazione digitale a norma di legge: 5% (18-30 anni 3%, 31-45 anni 8%, 46-60 anni 8%, 61-75 anni 2%).
  • Non so / non me ne occupo io: 7% (18-30 anni 13%, 31-45 anni 4%, 46-60 anni 6%, 61-75 anni 7%).

Il faldone di carta è scelto dal 46% delle donne e dal 34% degli uomini, che preferiscono più spesso il computer: 38% contro 25%. Le abitudini di archiviazione sono analizzate nell'articolo su dove gli italiani conservano i documenti.


EUDI Wallet: il portafoglio europeo ancora poco conosciuto

L'ultima domanda riguarda l'EUDI Wallet, il portafoglio digitale europeo per gestire dallo smartphone identità, documenti e firme. Alla domanda se lo conoscano, gli italiani rispondono:

  • Sì, lo conosco bene e sono in attesa di attivarlo: 7% (18-30 anni 10%, 31-45 anni 7%, 46-60 anni 8%, 61-75 anni 4%).
  • Ne ho sentito parlare ma non so esattamente cosa sia: 28% (18-30 anni 29%, 31-45 anni 32%, 46-60 anni 27%, 61-75 anni 26%).
  • No, non ne ho mai sentito parlare: 59% (18-30 anni 55%, 31-45 anni 58%, 46-60 anni 56%, 61-75 anni 64%).
  • Non mi interessa: 6% (18-30 anni 6%, 31-45 anni 4%, 46-60 anni 9%, 61-75 anni 6%).

Chi non ne ha mai sentito parlare sale al 64% tra i 61-75enni, mentre lo conosce bene il 10% dei 18-30enni.


Dai dati agli strumenti: inviare, firmare e conservare con valore legale

I dati mostrano strumenti noti ma poco usati. Per ciascuno c'è un servizio online a consumo, senza abbonamento:

Tutti i prezzi sono IVA inclusa. Per inviare con NotificaTo e per attivare SuperPEC serve la firma cheFIRMA!, che identifica il titolare.


Conclusione

Il sondaggio Ipsos Doxa descrive italiani che riconoscono l'utilità del digitale ma restano cauti: conoscono PEC e firma digitale, ma li usano ancora poco, e uno su due trova complicate le pratiche con valore legale.

Per inviare una comunicazione con prove certificate a chi non ha la PEC c'è la raccomandata digitale con prove certificate, a 9,97 € a invio.

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Domande frequenti (FAQ) sul sondaggio Ipsos Doxa

Il sondaggio è stato realizzato da Ipsos Doxa a giugno 2026 per l'Osservatorio LetteraSenzaBusta 2026, con il numero di ricerca 26-039752. Ha coinvolto 1.000 persone rappresentative della popolazione italiana tra 18 e 75 anni, con quote per età, genere e area geografica.

CAWI significa Computer Assisted Web Interviewing: è un'indagine in cui gli intervistati compilano il questionario online, da computer o smartphone, senza un intervistatore. È il metodo usato da Ipsos Doxa per il sondaggio dell'Osservatorio LetteraSenzaBusta 2026, condotto su 1.000 italiani tra 18 e 75 anni.

No, nel report l'area geografica compare solo nella composizione del campione: 26% Nord Ovest, 19% Nord Est, 20% Centro e 35% Sud e Isole. I risultati sono riportati sul totale e per fascia d'età e, per alcune domande, con le differenze tra uomini e donne.