Firma digitale in Italia: diffusione e uso nei dati 2026
Quanti certificati e quante firme registra AgID, quanti cittadini hanno una firma e cosa sanno della firma da smartphone e dei documenti per la PA
Quanti italiani hanno la firma digitale?
Secondo l'Osservatorio LetteraSenzaBusta 2026, su dati Ipsos Doxa, il 64% degli italiani tra 18 e 75 anni non ha una firma digitale, anche se il 93% sa cosa sia. Nel 2025 AgID conta 33,3 milioni di certificati di firma attivi, trainati soprattutto da imprese e pubblica amministrazione. Una firma qualificata che si attiva e si usa dallo smartphone è cheFIRMA!.
In Italia si firmano digitalmente miliardi di documenti ogni anno, ma quasi due cittadini su tre non hanno una firma digitale. È il primo paradosso misurato dall'Osservatorio LetteraSenzaBusta 2026, che unisce i dati AgID a un sondaggio Ipsos Doxa.
Il traino arriva quasi interamente da imprese e pubblica amministrazione. Cosa sia la firma e come funziona è spiegato nella guida alla firma digitale per i privati.
Takeaways - Punti chiave dell'articolo
- Chi non ce l'ha: Secondo il sondaggio Ipsos Doxa per l'Osservatorio LetteraSenzaBusta 2026, il 64% degli italiani tra 18 e 75 anni non ha una firma digitale.
- Certificati attivi: AgID conta 33,3 milioni di certificati qualificati di firma attivi nel 2025, l'1,5% in meno rispetto ai 33,8 milioni del 2024.
- Firme apposte: Nel 2025 in Italia sono state generate 7,35 miliardi di firme digitali remote, l'1,2% in più rispetto all'anno precedente.
- Firma dal telefono: Il 55% degli italiani non sa che una firma digitale si può apporre direttamente dallo smartphone, senza chiavette o lettori.
- Documenti per la PA: L'88% non conosce il ruolo della firma elettronica qualificata nei documenti destinati alla pubblica amministrazione.
Una firma qualificata dal telefono, senza chiavette?
Attiva cheFIRMA! con la CIE Attivazione gratuita con CIE di livello 3 • 7,99 € a firma • Nessun canoneQuante firme digitali si fanno in Italia ogni anno?
Nel 2025 in Italia sono state generate 7,35 miliardi di firme digitali remote, contro i 7,26 miliardi del 2024, secondo i dati AgID riportati dall'Osservatorio LetteraSenzaBusta. I certificati qualificati di firma attivi sono 33,3 milioni, in lieve calo dai 33,8 milioni dell'anno prima.
Secondo l'Osservatorio, il traino arriva quasi interamente da imprese e pubblica amministrazione. Tra i privati il quadro cambia: il 93% sa cosa sia una firma digitale, ma il 64% non ne ha una, secondo il sondaggio Ipsos Doxa condotto a giugno 2026 su 1.000 italiani.
Firmare dallo smartphone: il 55% non sa che si può
Più di un italiano su due, il 55%, ignora che si può firmare direttamente dallo smartphone. La firma digitale remota non richiede chiavette né lettori di smart card: si autorizza con un codice ricevuto sul telefono.
Il funzionamento è descritto nell'articolo sulla firma digitale remota senza chiavette.
Quale firma serve per i documenti destinati alla pubblica amministrazione?
Dipende da come il documento viene presentato. L'88% degli italiani, secondo l'Osservatorio, non conosce il ruolo della firma qualificata nei documenti destinati alla pubblica amministrazione.
Per l'art. 65 del CAD un'istanza telematica alla PA è valida se ha una delle firme dell'art. 20, come quella digitale, se chi la invia è identificato con SPID, CIE o CNS, se è sottoscritta e inviata con la copia del documento d'identità o se parte dal domicilio digitale.
Quali sono le novità per la firma digitale nel 2026?
Per i privati le novità sono due. Dal 3 agosto 2026 la carta d'identità cartacea non è più valida (Regolamento UE 2019/1157): la carta d'identità elettronica, con il suo PIN, è anche lo strumento con cui si accede ai servizi online e si possono attivare firme qualificate remote.
Entro la fine del 2026, poi, ogni Stato membro deve offrire il portafoglio europeo di identità digitale, che per la Commissione europea permetterà di creare firme qualificate gratuite per uso non professionale. Tempi e dati sono nell'articolo su l'arrivo dell'EUDI Wallet.
Certificati attivati e firme apposte: il paradosso visto dalla piattaforma
Sulla piattaforma LetteraSenzaBusta i certificati di firma attivi sono cresciuti del 35% nel 2025, a 178.363, ma le firme apposte solo del 5%, a 56.717: molti attivano, pochi firmano. Sono dati della sola base clienti, non proiettabili sul mercato nazionale.
La firma digitale cheFIRMA! di LetteraSenzaBusta si attiva gratis con la CIE di livello 3, l'app CieID e uno smartphone NFC, oppure con il video riconoscimento: 9,97 € entro 24 ore o 19,97 € entro 15 minuti.
Ogni firma apposta costa 7,99 €, IVA inclusa, senza canone, e il rinnovo del certificato triennale è gratuito. I numeri completi sono nell'Osservatorio sui servizi fiduciari 2026.
Conclusione
In Italia la firma digitale conta 33,3 milioni di certificati e 7,35 miliardi di firme l'anno, ma il 64% dei cittadini non la possiede e il 55% non sa che basta lo smartphone per firmare.
Per firmare documenti e contratti dal telefono, pagando solo le firme apposte, c'è la firma qualificata a consumo.
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Attiva con il video riconoscimento 9,97 € con attivazione entro 24 ore • 19,97 € entro 15 minuti • Certificato di 3 anniDomande frequenti (FAQ) sulla diffusione della firma digitale
Nessuna legge obbliga tutti ad averla: l'obbligo nasce dai singoli adempimenti. La richiedono, per esempio, il deposito dei bilanci, le pratiche al Registro delle imprese, la fattura elettronica verso la pubblica amministrazione e le offerte nelle aste telematiche, come spiega l'articolo sull'obbligo di firma digitale.
La durata la fissa il prestatore ed è indicata nel certificato stesso. Alla scadenza non si può firmare finché il certificato non viene rinnovato, mentre i documenti firmati prima restano validi, perché conta la validità al momento della firma. Il certificato di cheFIRMA! dura 3 anni e si rinnova gratuitamente.