Certificato di stato di famiglia: cosa attesta e per chi
Chi compone la famiglia anagrafica, perché non coincide con il nucleo ISEE, cosa lo distingue dal certificato di residenza e dove finisce il domicilio
Cosa certifica il certificato di stato di famiglia?
Il certificato di stato di famiglia attesta la composizione della famiglia anagrafica: le persone che, all'indirizzo di residenza, risultano registrate insieme in anagrafe per vincoli di parentela, matrimonio, affinità, adozione, tutela o affettivi. Si scarica da ANPR anche con i rapporti di parentela, oppure si autocertifica verso la PA. A un privato arriva con NotificaTo.
Il certificato di stato di famiglia fotografa la famiglia anagrafica: le persone registrate insieme in anagrafe allo stesso indirizzo, quale risulta al momento del rilascio.
Non coincide sempre con la famiglia reale né con il nucleo usato per l'ISEE, e non va confuso con il certificato di residenza. Quando lo chiede un privato, il documento va consegnato con uno dei canali messi a confronto nella guida alle comunicazioni con prova legale.
Takeaways - Punti chiave dell'articolo
- Definizione di legge: L'art. 4 del DPR 223/1989 definisce la famiglia anagrafica come persone legate da matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o affetto, coabitanti.
- Anche una persona: Per il comma 2 dello stesso articolo una famiglia anagrafica può essere costituita da una sola persona.
- Fotografia attuale: Per l'art. 35 il certificato rispecchia la composizione familiare risultante in anagrafe al momento del rilascio.
- Nucleo ISEE diverso: Per l'art. 3 del DPCM 159/2013 i coniugi con residenza diversa fanno comunque parte dello stesso nucleo familiare ISEE.
- Versioni online: Da ANPR si scarica anche lo stato di famiglia con i rapporti di parentela, per sé o per un familiare anagrafico.
Lo stato di famiglia va consegnato a un privato?
Recapitalo con NotificaTo Inoltro su WhatsApp, SMS o email • Ricevute di consegna certificate • 9,97 € a invioChe differenza c'è tra nucleo familiare e stato di famiglia?
Lo stato di famiglia segue la famiglia anagrafica, cioè chi è registrato insieme all'indirizzo di residenza. Il nucleo familiare dell'ISEE parte dalla stessa base ma ha regole proprie, fissate dall'art. 3 del DPCM 159/2013.
Il nucleo ISEE comprende le persone della famiglia anagrafica alla data della dichiarazione, con alcune eccezioni. La più rilevante riguarda i coniugi: se hanno residenze diverse fanno comunque parte dello stesso nucleo, salvo casi tassativi come la separazione giudiziale o omologata.
Due coniugi possono quindi risultare in due stati di famiglia distinti e in un unico nucleo ISEE.
Chi non rientra nello stato di famiglia?
Non rientra chi non coabita all'indirizzo o non ha lì la dimora abituale, anche se è un parente stretto: per l'art. 4 del DPR 223/1989 la famiglia anagrafica richiede vincoli personali, coabitazione e dimora abituale nello stesso comune.
Un figlio che vive in un'altra città e vi ha trasferito la residenza, per esempio, forma una propria famiglia anagrafica, anche da solo. Restano fuori anche le persone che vivono insieme per motivi religiosi, di cura, di assistenza o di pena: per l'art. 5 formano una convivenza, non una famiglia.
Il certificato di residenza e lo stato di famiglia sono la stessa cosa?
No, sono due certificati distinti, entrambi previsti dall'art. 33 del DPR 223/1989. Il certificato di residenza attesta dove la persona ha la dimora abituale; lo stato di famiglia attesta con chi è registrata a quell'indirizzo.
Per questo chi deve dimostrare solo l'indirizzo usa il certificato di residenza, mentre chi deve provare la composizione della famiglia usa lo stato di famiglia. Su ANPR esiste anche un certificato che li combina con lo stato civile, come spiega l'articolo sui certificati da scaricare online.
Cosa comporta avere un domicilio diverso dalla residenza?
Domicilio e residenza sono concetti giuridici diversi. Per l'art. 43 del codice civile il domicilio è il luogo in cui la persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi; la residenza è il luogo della dimora abituale.
Una persona può quindi lavorare e gestire i propri interessi in una città e abitare stabilmente in un'altra. L'anagrafe registra la residenza, cioè la dimora abituale, come prevede l'art. 3 del DPR 223/1989.
Se cambia la dimora abituale, invece, cambia la residenza e serve la dichiarazione di cambio di residenza su ANPR.
Stato di famiglia richiesto da un privato: come consegnarlo
Con la pubblica amministrazione lo stato di famiglia si sostituisce con l'autocertificazione dell'art. 46 del DPR 445/2000. Con un privato, come una banca o un'agenzia, spesso serve il certificato, da scaricare e consegnare.
La raccomandata digitale NotificaTo recapita il PDF via WhatsApp, SMS o email e produce fino a 8 prove certificate, dalla consegna all'eventuale apertura. Il costo è di 9,97 € a invio, IVA inclusa.
Se il privato sostiene di non aver mai ricevuto il certificato, servono le ricevute descritte nell'articolo sulla prova di consegna di una comunicazione.
Conclusione
Lo stato di famiglia attesta chi è registrato insieme all'indirizzo di residenza al momento del rilascio, secondo la famiglia anagrafica del DPR 223/1989, e non coincide con il nucleo ISEE.
Se a chiederlo è un privato, può arrivargli con la consegna certificata del documento sullo smartphone.
Serve la prova che il certificato è arrivato?
Invia il certificato con prove Nessuna casella PEC per il destinatario • Fino a 8 attestazioni per invio • Credito valido per tutti i serviziDomande frequenti (FAQ) sullo stato di famiglia
Sì, lo stato di famiglia rientra nell'elenco dell'art. 46 del DPR 445/2000 alla lettera f. Con pubbliche amministrazioni e gestori di pubblici servizi l'autocertificazione sostituisce il certificato, e l'ufficio può verificarla consultando l'anagrafe. Con i privati vale solo se il destinatario la accetta, come spiega l'articolo sull'autocertificazione e i suoi limiti.
Domicilio e residenza si valutano separatamente: per l'art. 43 del codice civile il primo è la sede principale degli affari e degli interessi, la seconda il luogo della dimora abituale. Chi vive stabilmente in Italia ha però una residenza, che va dichiarata in anagrafe entro 20 giorni da ogni trasferimento.