Prestiti tra privati: apporre la data certa su un contratto scritto conferisce piena validità legale

NORMATIVE LEGISLATIVE

Di: Redazione LetteraSenzaBusta05-06-2019

Vi è mai capitato di prestare dei soldi a un amico o di doverli chiedere in prestito a un parente?

Come funziona quando si verifica un prestito tra privati?

La legge è molto chiara su come procedere in merito ma come tutte le leggi possono esserci delle lacune e dei punti raggirabili.

Ecco come funziona in caso di prestiti tra privati.

Dal momento in cui la somma di denaro passa da una persona all’altra si attua un prestito.

Che sia in contanti, o tramite bonifico, che sia regolato da un contratto scritto o da un accordo verbale, il passaggio di denaro comporta automaticamente un prestito.

Nel caso di un accordo verbale, qualora il beneficiario del prestito dovesse sparire e non restituire l’intera somma, sarà il creditore a dover trovare il modo di dimostrare che il denaro in questione non era un semplice regalo bensì un prestito.

In questo caso è complicato dimostrare l’effettiva esistenza di un prestito. L’unica cosa da fare per evitare di correre rischi inutili è quella di mettere nero su bianco gli accordi verbali ricorrendo a una scrittura privata.

Che si tratti di un prestito infruttifero tra privati o a titolo oneroso una scrittura privata permette di evitare che il beneficiario possa un giorno venire meno alla restituzione del prestito o al pagamento degli interessi laddove richiesti.

L’apposizione della Data Certa su contratti di questo tipo, conferisce al documento in questione piena validità legale, e permetterà la prescrizione del contratto qualora richiesta.

LetteraSenzaBusta è il sito che offre il servizio di Data Certa completamente online, che permette di apporre una marcatura temporale sul vostro contratto. In questo modo renderà il documento legalmente valido e opponibile a terzi.

La prescrizione del contratto dura 10 anni: significa che si hanno a disposizione 10 anni per la restituzione del prestito e degli interessi se richiesti.

L’eccezione a questa regola si presenta qualora il creditore rinunciasse a riavere i soldi.

Poniamo il caso di un genitore che presta dei soldi al proprio figlio, ma che poi cambia idea e decide di non volerli. Si parla in questo caso di remissione del debito che comporta l’apposizione della data certa e l’importo del prestito mancante che non si intende ricevere.

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