Quali tipi di firma elettronica esistono e quali sono le differenze principali

20 giugno 2022

Firma digitale

Le firme elettroniche non sono tutte uguali: ecco cosa dobbiamo sapere se ci teniamo al valore legale dei nostri documenti informatici

Si sente spesso parlare di firma elettronica semplice, avanzata firma digitale e un mucchio di altri termini dei quali in pochi conoscono a pieno il significato.

A volte non ci interessa poi così tanto conoscere le particolarità dei servizi informatici che utilizziamo: l'importante è che siano convenienti economicamente, come lo è la prima firma digitale gratuita, e che funzionino, no?

Verissimo.

Per quanto riguarda le diverse tipologie di firma elettronica, però, non è il caso di fare un discorso del genere perché ciascuna di queste ha un diverso valore legale, e questa caratteristica può fare la differenza tra un documento valido e uno totalmente nullo.

Ecco perché è opportuno approfondire questo argomento in modo da non rischiare che le nostre sottoscrizioni informatiche siano considerate senza valore perché abbiamo erroneamente scelto di utilizzare la modalità sbagliata per apporle.

In questo articolo spiegheremo quali sono le caratteristiche dei vari tipi di firma elettronica secondo le leggi italiane ed europee.

Queste le fonti normative che disciplinano le firme elettroniche

Il bisogno di firmare elettronicamente i file è nato in seguito all'avvio della digitalizzazione della documentazione cartacea, un processo che stanno perseguendo da diverso tempo tutti i Paesi europei.

Le firme elettroniche sono disciplinate su due livelli, comunitario e nazionale, e in Italia sottostanno a due normative: il regolamento eIDAS (redatto dall'UE) e il CAD, ovvero il Codice dell'Amministrazione Digitale, promulgato nel nostro Paese.

Di seguito indicheremo le tipologie di firma elettronica previste da queste due fonti di diritto.

Firma elettronica semplice

La firma elettronica semplice viene definita dall'eIDAS come "l'insieme dei dati in forma elettronica, allegati oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici, utilizzati come metodo di identificazione informatica".

Di tratta di una forma di identificazione molto debole perché non prevede alcun meccanismo che garantisca univocamente l'autenticità del firmatario, né l'integrità del documento sottoscritto.

In ambito giuridico, il suo valore probatorio dipende dalla volontà del magistrato che può decidere, in base alle circostanze, se prenderla o meno in considerazione.

Firma elettronica avanzata

La firma elettronica avanzata, invece, viene prodotta attraverso dei procedimenti crittografici che sono in grado di garantire l'identità di chi sottoscrive un file e l'integrità del documento stesso. È stata pensata in modo da essere univocamente legata al firmatario e che tale correlazione possa essere verificata e dimostrata in ogni momento successivo alla sua apposizione.

Un tipico esempio di questa tipologia è la firma grafometrica, quella utilizzata comunemente dalle banche e che viene inserita su di un comune tablet attraverso una sorta di penna. Lo stesso vale per quella apposta tramite Tessera Sanitaria o tramite Carta d'Identità Elettronica: entrambe, infatti, possiedono tutti i requisiti necessari per essere considerate a pieno titolo delle firme elettroniche avanzate.

Questa tipologia ha lo stesso valore legale di una scrittura privata e, in caso di disconoscimento della sottoscrizione, l'onere della prova non ricade su chi l'ha apposta.

Firma elettronica qualificata

La firma elettronica qualificata è la più avanzata tra tutte le alternative indicate dall'eIDAS.

Si tratta di una firma elettronica avanzata basata su un certificato qualificato (quello che viene comunemente indicato come certificato di firma) e, al pari della precedente, garantisce pienamente l'autenticità dell'identità di chi l'ha apposta e l'integrità del documento sottoscritto.

In più, garantisce anche la non ripudiabilità. In altre parole, il firmatario non può liberamente disconoscerla a meno che non produca delle prove concrete che dimostrino il contrario, perché l'onere della prova ricade esclusivamente su di lui.

Secondo il regolamento eIDAS, la firma elettronica qualificata ha lo stesso identico valore legale di una sottoscrizione autografa su carta.

Firma digitale

La firma digitale, curiosamente, è prevista solo dal CAD e non dall'eIDAS: si tratta di una tipologia che esiste esclusivamente in Italia.

Secondo la normativa italiana, è una firma elettronica qualificata basata su un sistema di crittografia asimmetrica e anch'essa ha lo stesso valore legale di una sottoscrizione autografa nero su bianco.

Si tratta dell'unica firma elettronica che nel nostro Paese garantisce la piena validità dei documenti sui quali viene apposta in qualsiasi situazione e può essere fornita agli enti pubblici e privati, e ai cittadini, solo da gestori accreditati dall'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID).

Questo servizio viene attivato a pagamento e, nella maggior parte dei casi, richiede anche l'acquisto di un kit di dispositivi che comprendono il certificato di firma e che devono essere collegati al computer per inserire la sottoscrizione nei documenti informatici. L'unica eccezione è rappresentata dalla firma digitale remota che può essere applicata senza ricorrere a nessun hardware esterno.

In conclusione

In questo articolo abbiamo spiegato quali tipi di firma elettronica esistono e quali sono le caratteristiche (e il valore legale) di ciascuno di essi.

La firma elettronica qualificata è l'unica di queste ad avere la stessa validità di una sottoscrizione autografa secondo il regolamento europeo, ma l'Italia ha introdotto anche una variante ancora più sicura, ovvero la firma digitale.

Quest'ultima è il sistema più sicuro tra tutti e, come abbiamo detto in precedenza, viene fornito dai gestori accreditati dall'AgID dietro pagamento.

Tuttavia, c'è un'eccezione: si tratta di cheFirma!, un servizio offerto da Letterasenzabusta che può essere attivato gratuitamente e che si rinnova senza spendere un solo centesimo.

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