Divario digitale in Italia: competenze, dati e paradosso
Cosa si intende per divario digitale, quanti italiani hanno competenze di base, quali sono le aree DigComp e perché chi conosce i servizi spesso non li usa
Che cos'è il divario digitale e quali sono le sue conseguenze?
Il divario digitale è la disparità nella possibilità e nella capacità di accedere alle tecnologie digitali. In Italia solo il 54,3% delle persone tra 16 e 74 anni ha competenze digitali almeno di base (Istat, 2025), e chi resta indietro rischia l'isolamento sociale. Un servizio a valore legale usabile dal telefono è la raccomandata via WhatsApp di NotificaTo.
Il divario digitale non riguarda solo chi non ha una connessione: comprende anche chi non sa usare gli strumenti che pure conosce. Istat misura le competenze digitali degli italiani, l'Osservatorio LetteraSenzaBusta 2026 l'uso dei servizi con valore legale.
Tra questi servizi ci sono la PEC, la firma digitale e la raccomandata digitale. Come si confrontano è spiegato nella guida alle comunicazioni digitali certificate.
Takeaways - Punti chiave dell'articolo
- Competenze di base: Nel 2025 il 54,3% degli italiani tra 16 e 74 anni ha competenze digitali almeno di base, 8,4 punti in più del 2024 (Istat).
- Obiettivo europeo: Il traguardo europeo per il 2030 è l'80% della popolazione con competenze di base: secondo Istat l'Italia ne resta lontana.
- Divario per età: Tra chi usa internet le competenze di base riguardano il 71,7% di chi ha tra 20 e 24 anni e il 27,4% delle persone tra 65 e 74 anni.
- Cinque aree: Il quadro europeo DigComp divide la competenza digitale in 5 aree e 21 competenze, dall'uso dei dati alla sicurezza.
- Sapere e usare: Il 64% degli italiani non possiede una firma digitale, anche se il 93% sa di cosa si tratta (Osservatorio LetteraSenzaBusta 2026).
Una comunicazione legale senza sportello né app complicate?
Prova NotificaTo Invio da WhatsApp, SMS o email • Fino a 8 prove certificate • 9,97 € a invioQuali sono le 5 aree di competenza digitale?
Le definisce DigComp, il quadro europeo delle competenze digitali dei cittadini curato dal Joint Research Centre della Commissione europea. Nella versione 2.2, tradotta da AgID, le cinque aree raccolgono 21 competenze:
- alfabetizzazione su informazioni e dati;
- comunicazione e collaborazione;
- creazione di contenuti digitali;
- sicurezza;
- risolvere problemi.
La versione 3.0, presentata dal Joint Research Centre come il quadro più recente, mantiene 5 aree e 21 competenze. Le competenze vanno dalla ricerca delle informazioni alla protezione dei dati e del dispositivo.
Quanti italiani hanno competenze digitali di base?
Poco più della metà. Secondo Istat, nel 2025 il 54,3% delle persone tra 16 e 74 anni ha competenze digitali almeno di base, 8,4 punti in più del 2024, ma l'obiettivo europeo per il 2030 è dell'80%.
Il divario cresce con l'età: tra chi ha usato internet negli ultimi tre mesi, le competenze di base riguardano il 71,7% dei ragazzi tra 20 e 24 anni, il 49,1% tra i 55 e i 59 anni e il 27,4% tra i 65 e i 74 anni.
Le famiglie con accesso a internet sono l'87,3%, secondo la stessa rilevazione.
Sanno, ma non usano: il paradosso digitale degli italiani
L'Osservatorio LetteraSenzaBusta 2026, su un sondaggio Ipsos Doxa condotto a giugno 2026 su 1.000 italiani tra 18 e 75 anni, mostra un divario diverso: tra conoscere e usare. Il 93% sa cosa sia la firma digitale, ma il 64% non la possiede.
L'88% conosce il valore legale della PEC e il 62% non ha una casella personale; il 67% non sa che la raccomandata si può inviare via WhatsApp, SMS o email. Nella prefazione, l'Ing. Giovanni Manca parla di un problema di conoscenza applicata, non di disponibilità tecnologica.
Il rischio indicato è l'ulteriore isolamento sociale di chi, prevalentemente anziano, resta indietro. I dati per servizio sono nell'articolo sui servizi fiduciari in Italia.
Cos'è Italia digitale 2026?
È la strategia nazionale per il digitale inserita nel PNRR e promossa dal Dipartimento per la trasformazione digitale. Si muove su due assi, la digitalizzazione della pubblica amministrazione e le reti ultraveloci, con obiettivi fissati al 2026.
Tra gli obiettivi figurano il 70% della popolazione con competenze digitali, il 70% con un'identità digitale e l'80% dei servizi pubblici essenziali disponibili online. Il prossimo passo europeo è il portafoglio di identità digitale, spiegato nell'articolo su l'arrivo dell'EUDI Wallet.
Strumenti a valore legale senza abbonamento per accorciare la distanza
Con le formule ad abbonamento, chi usa PEC e firma digitale poche volte l'anno paga comunque un canone. Secondo l'Osservatorio, il 58% degli italiani preferirebbe una PEC a consumo, pagata solo quando serve.
NotificaTo, la raccomandata digitale di LetteraSenzaBusta, recapita la comunicazione su WhatsApp, SMS o email: ogni invio costa 9,97 €, IVA inclusa, e produce fino a 8 prove certificate. Il calo della posta cartacea è descritto nell'articolo su quante raccomandate si spediscono.
Conclusione
Il divario digitale italiano ha due facce: solo il 54,3% ha competenze di base e, tra chi conosce PEC e firma digitale, molti non le usano. Strumenti semplici e a consumo aiutano a ridurre la distanza.
Chi deve spedire una comunicazione legale senza passare dallo sportello può usare la raccomandata certificata via WhatsApp.
Una PEC da usare solo quando serve?
Apri SuperPEC Nessun canone annuale • 1,97 € a destinatario • Attivazione gratuitaDomande frequenti (FAQ) sul divario digitale
Secondo la Raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea del 22 maggio 2018, ripresa dal quadro DigComp, la competenza digitale implica l'uso sicuro, critico e responsabile delle tecnologie digitali per apprendere, lavorare e partecipare alla società. Comprende l'alfabetizzazione su informazioni e dati, la comunicazione, la creazione di contenuti, la sicurezza e la risoluzione di problemi.
La prima edizione, pubblicata a settembre 2026, misura quanto i privati cittadini conoscono e usano firma digitale, PEC, marcatura temporale, conservazione digitale e recapito certificato. Unisce dati ufficiali AgID, un sondaggio Ipsos Doxa su 1.000 italiani e dati della piattaforma; il rapporto è consultabile nell'Osservatorio LetteraSenzaBusta 2026.