CONSERVAZIONE 10-11-2025

Procedura di scarto nella conservazione digitale: cosa prevede la normativa

Lo scarto documentale: una fase strategica per una conservazione digitale conforme, efficiente e sostenibile

Nel ciclo di vita dei documenti informatici ogni passaggio ha un ruolo preciso: dalla formazione alla sottoscrizione, dal versamento in conservazione fino allo scarto documentale. Quest’ultima fase, spesso trascurata, è invece essenziale per garantire che la conservazione digitale a norma rimanga allineata alle disposizioni di legge, mantenga elevati standard di sicurezza e consenta una gestione razionale dei volumi archiviati.

Lo scarto non consiste in una semplice cancellazione dei file, ma in un processo regolamentato che prevede verifiche, autorizzazioni e tracciabilità delle operazioni, nel rispetto dei tempi di conservazione previsti dalla normativa. Gestire correttamente questa fase significa evitare accumuli inutili, ridurre i costi nel lungo periodo e assicurare che i documenti vengano eliminati solo quando hanno esaurito la loro funzione giuridica, amministrativa o fiscale.

Per comprendere come lo scarto documentale si inserisce all’interno del sistema di conservazione digitale e quali regole ne disciplinano l’applicazione, è utile partire da una visione completa del processo. A questo proposito, puoi consultare l’analisi approfondita sul funzionamento della conservazione digitale e sulle sue fasi operative, che chiarisce obblighi, responsabilità e tempistiche.

Nel resto di questo articolo vedremo cos’è lo scarto documentale, quando può essere effettuato, chi è responsabile della sua autorizzazione e perché rappresenta un elemento chiave per una conservazione digitale realmente sostenibile nel tempo.


Takeaways: Punti chiave dell’articolo

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Cos’è lo scarto nella conservazione digitale

Lo scarto documentale digitale consiste nell’eliminazione definitiva dei documenti informatici che hanno superato il periodo di conservazione stabilito. Non è una scelta discrezionale, ma una fase obbligatoria e formalmente documentata che chiude il ciclo di vita documentale. Eliminare correttamente un documento significa ridurre rischi legali, migliorare la governance delle informazioni e ottimizzare i costi legati allo storage.


Perché lo scarto è un processo indispensabile

Conservare tutto per sempre non è solo inutile, ma anche vietato. Lo scarto permette di rispettare i limiti normativi e proteggere la privacy, eliminando dati che non hanno più valore amministrativo o probatorio. Aiuta inoltre a migliorare l’efficienza operativa, liberando spazio nei sistemi e riducendo i costi di conservazione. Infine, minimizza i rischi in caso di violazioni di sicurezza, limitando la quantità di dati esposti.


Il quadro normativo di riferimento

La procedura di scarto è regolata da precise disposizioni legislative:


Le fasi della procedura di scarto documentale

Lo scarto segue un iter rigoroso e tracciato:

  1. Identificazione dei documenti che hanno esaurito il periodo di conservazione;
  2. Redazione dell’elenco di scarto con descrizione, classificazione, date e quantità;
  3. Richiesta di autorizzazione alla Soprintendenza Archivistica, che valuta entro 60 giorni;
  4. Approvazione e nulla osta da parte degli enti competenti;
  5. Distruzione definitiva e tracciata dei documenti, con produzione dei relativi metadati di eliminazione.

Tutte le fasi devono essere documentate, firmate digitalmente e registrate nel sistema di conservazione per garantirne la trasparenza e la validità legale.


Il ruolo del Responsabile della Conservazione

Il Responsabile della Conservazione è la figura centrale nel processo di scarto. Definisce le politiche di retention, approva l’elenco dei documenti da eliminare e mantiene i rapporti con la Soprintendenza. Supervisiona la cancellazione, verificando che avvenga in modo sicuro, irreversibile e tracciato. Ogni operazione deve essere attestata nel Manuale della Conservazione e accompagnata dai relativi log e metadati.


Come i sistemi digitali moderni supportano lo scarto

I sistemi evoluti di conservazione digitale, come DocuCloud, integrano funzioni che automatizzano e semplificano la gestione dello scarto. Grazie ai metadati e alle policy di retention, identificano in autonomia i documenti giunti a scadenza, notificano il Responsabile e generano automaticamente l’elenco di scarto. Le operazioni vengono registrate in log certificati, assicurando trasparenza e conformità.

Inoltre, la cancellazione è effettuata con tecniche di wiping sicuro, impedendo ogni possibilità di recupero. Questo approccio garantisce un equilibrio ideale tra efficienza operativa e rispetto delle normative.


Conclusione: uno scarto consapevole per una conservazione sostenibile

La procedura di scarto non è una mera eliminazione di file, ma una parte integrante della governance documentale digitale. Eseguire correttamente lo scarto significa gestire responsabilmente il patrimonio informativo dell’organizzazione, rispettando le regole e proteggendo i dati sensibili.

Con DocuCloud puoi automatizzare l’intero ciclo di vita documentale, dalla creazione allo scarto finale, in totale conformità con le Linee Guida AgID e il CAD.

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FAQ - Domande frequenti sulla procedura di scarto nella conservazione digitale

È la fase finale del ciclo di vita dei documenti informatici che prevede l’eliminazione definitiva, tracciata e conforme dei file che hanno perso valore amministrativo o legale.

La Soprintendenza Archivistica rilascia il nulla osta dopo la verifica dell’elenco di scarto redatto dal Responsabile della Conservazione.

Dipende dalla tipologia di documento e dal Piano di Conservazione, ma generalmente varia tra i 5 e i 10 anni.

Sì. I sistemi digitali come DocuCloud automatizzano l’individuazione dei documenti scaduti e la generazione degli elenchi di scarto.

Si rischia di violare le normative sulla privacy (GDPR) e di accumulare dati inutili, con costi e rischi crescenti per la sicurezza aziendale.

La cancellazione è definitiva e tracciata tramite tecniche di wiping sicuro, che impediscono ogni recupero dei dati.

Coordina lo scarto, definisce le politiche di conservazione e garantisce la conformità legale e operativa del processo.

Sono le informazioni che documentano le operazioni di eliminazione, indicando data, autore e modalità di distruzione dei file.

Sì, purché abbiano superato il periodo di conservazione legale e siano esclusi da obblighi probatori o fiscali.

Utilizzando una soluzione di conservazione digitale certificata come DocuCloud, che integra la gestione dello scarto nel ciclo documentale e garantisce tracciabilità, sicurezza e conformità normativa.