Estratto del conto corrente: può essere considerata una prova valida per contrastare il controllo fiscale?

NORMATIVE LEGISLATIVE

Di: Redazione LetteraSenzaBusta24-05-2019

Quando il fisco rileva movimenti sospetti sul nostro corrente bancario, o se il nostro stile di vita non è giustificabile con la nostra dichiarazione dei redditi, scattano i controlli.

Poniamo il caso che a seguito di un’ingente regalo economico effettuato tramite bonifico da parte di un parente, avessimo acquistato una casa che normalmente non ci saremmo potuti permettere, e che qualche anno dopo dall’acquisto, l’Agenzia delle Entrate notificasse un avviso di accertamento perché il tenore di vita che conduciamo (in questo caso legato al possesso di un immobile) è considerato troppo elevato rispetto ai redditi dichiarati. Come possiamo dimostrare da dove previene il denaro che abbiamo utilizzato per acquistare la casa?

L’estratto del conto corrente bancario dal quale si evince il bonifico ricevuto in regalo da un nostro parente, può essere utilizzato per contrastare il controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate?

La risposta è sì!

Dal momento che il fisco utilizza prove ricavate dalle movimentazioni bancarie, anche l’indagato può utilizzarle come documentazione per dimostrare un pagamento ricevuto, ma anche un pagamento effettuato.

La prova dell’estratto conto è ammessa non solo in casi in cui è convolto il fisco ma anche tra privati.

Se vogliamo che l’estratto conto venga ammesso come prova, è necessario apporre la Data Certa sul nostro documento, non essendo la banca un pubblico ufficiale.

Per apporre una marcatura temporale sul vostro estratto conto bancario o su qualsivoglia documento, conferendogli piena validità legale e rendendoli opponibili a terzi, potrete utilizzare il servizio di Data Certa Online offerto da LetteraSenzaBusta, l’ufficio postale Online N°1 in Italia.

Con il processo informatico di Marcatura Temporale Elettronica Qualificata, potrete conferire ai vostri documenti importanti piena validità legale. Verrà inoltre applicato un sigillo elettronico, chiamato anche timbro digitale, al fine di conservare per 10 anni a norma di legge il documento datacertato, garantendone la non manomissione, non falsificazione e la constante reperibilità di tale documento per 10 anni.

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